Un’altra Storia è possibile. Rubrica di studi storici di Massimo Viglione

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La legittimità storica e ideale delle crociate

zzzzfaro

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Inizia con oggi la collaborazione con Riscossa Cristiana di un illustre storico e caro amico, Massimo Viglione, una firma che i nostri lettori già conoscono e apprezzano, per gli articoli spesso ripresi dai siti Confederazione Civiltà Cristiana e Il Giudizio Cattolico. Ringrazio di cuore il prof. Massimo Viglione, e sono certo che il suo contributo rappresenta un nuovo importante strumento di arricchimento culturale per meglio comprendere, con una nuova lettura non ideologica della Storia, la drammatica realtà odierna. Uno strumento di militanza a difesa della Verità.

Paolo Deotto

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Nel ringraziare il Direttore, l’amico Paolo Deotto, per l’invito a tenere una serie di articoli storici su Riscossa Cristiana, esprimo il desiderio di iniziare questa collaborazione riproponendo un articolo, opportunamente rivisto e ampliato, già edito tempo fa, ma di assoluta attualità, attualità che aumenta ogni giorno che passa.

Massimo Viglione

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La legittimità storica e ideale delle crociate

di Massimo Viglione

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Per la formulazione di un giudizio idealmente e storicamente corretto sul fenomeno delle crociate nel suo insieme e sull’idea di Crociata in sé, occorre a monte richiamarsi ad alcuni princìpi imprescindibili e attenersi a dati storici precisi:

  • I territori di quella che per gli ebrei prima di Cristo era la “Terra Promessa” appartenevano appunto agli ebrei dai tempi di Mosè. I vari conquistatori (e per ultimi i Romani), nel corso dei secoli, non avevano intaccato questo principio: sebbene sotto conquista straniera, la Palestina/Israele era di fatto e di diritto la terra degli ebrei, il Regno di David, l’unico ricevuto e consacrato da e a Dio.
  • Da un punto di vista religioso e cristiano, gli ebrei, non riconoscendo – e condannando a morte – il Messia, perdettero per sempre il ruolo di “popolo eletto”, e, di conseguenza, il diritto a possedere la Terra Promessa, non essendo e costituendo più di fatto la “sinagoga/Chiesa” di Dio.
  • Con la distruzione del Tempio di Gerusalemme (unico centro religioso e civile degli ebrei) ad opera dei Romani (Tito, 70 d.C.) e con la loro cacciata definitiva dalla Palestina (Adriano, 132 d.C.), cambia per sempre la situazione: gli ebrei dovettero in massa abbandonare la loro terra (diaspora), di cui di fatto (cioè storicamente e politicamente) persero il possesso.
  • Nel frattempo, la Palestina (non più Israele) da un lato continuò per secoli ad essere una provincia romana, dall’altro divenne per i cristiani la “Terra Santa” per eccellenza, dove il Figlio di Dio era nato, vissuto, aveva patito ed era morto e risorto per il riscatto di ogni uomo dal male e dal peccato, divenendo il Salvatore dell’umanità. Ciò significava, idealmente e in concreto, che la Palestina era ora appunto la “Terra Santa” in quanto terra di salvezza di ogni battezzato al mondo. Ciò fu ancora più evidente a tutti quando nel 380 d.C. l’Imperatore Teodosio a Tessalonica proclamò il Cristianesimo “Religione dell’Impero”. Roma si era fatta cristiana e lo stesso Vicario di Cristo risiedeva a Roma: era chiaro insomma che la Terra Santa apparteneva all’Impero Romano non più solo politicamente e militarmente, ma anche spiritualmente.
  • Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.), la Terra Santa rimase ancora per due secoli provincia dell’Impero Romano d’Oriente, quindi “romana” e “cristiana” allo stesso tempo.
  • Nella prima metà del VII secolo nasce una nuova religione, l’Islam, e nella seconda metà i musulmani conquistano la Terra Santa. Ora, è evidente a tutti che quella che era stata prima la Terra Promessa per gli ebrei, poi il Regno di Israele, poi provincia romana, infine la Terra Santa dei cristiani, nulla aveva a che vedere con gli arabi-islamici, se non per diritto di violenza. L’avevano conquistata manu militari, e perseguitavano i cristiani ivi residenti e i pellegrini.

zzzzcrociatoQuesta premessa era necessaria per chiarire un principio a monte: cioè l’inesistenza assoluta da parte islamica di un diritto al possesso della Terra Santa, se non la mera forza della violenza.

A questo dato di fatto, che si fonda allo stesso tempo su eventi storici precisi e anche su un principio religioso imprescindibile (la Terra Promessa/Terra Santa è esclusiva questione ebraico-cristiana, simboleggiata dal passaggio dall’Antico al Nuovo Testamento), occorre poi unire il dato storico degli eventi dei secoli susseguenti, vale a dire il fatto che dal VII all’XI secolo l’Islam ha sistematicamente attaccato e invaso manu militari gran parte delle terre di quello che era l’Impero Romano d’Occidente (premendo nel contempo senza sosta alle porte di quello d’Oriente), conquistando gran parte del Medio Oriente, l’Africa del Nord, la Penisola Iberica, tentando di varcare i Pirenei, poi occupando la Sicilia, la Sardegna e la Corsica, risalendo con scorrerie fino a Lione e poi in Svizzera e alle Alpi, ponendo delle enclave fisse vicino Roma (le basiliche di San Pietro e San Paolo furono saccheggiate e incendiate, l’abbazia di Montecassino distrutta), ma soprattutto terrorizzando per secoli le popolazioni cristiane mediterranee, specialmente quelle italiane.

Quattro secoli di invasioni militari (massacri di uomini, deportazioni di donne negli harem, conversione forzata dei bambini) e razzie, di cui nessuno mai potrà fare il calcolo non tanto dei danni materiali, quanto del numero dei massacrati e del dolore immenso causato a intere generazioni di cristiani, senza che questi potessero in alcun modo contrattaccare.

Gli stessi pellegrini che andavano in Terra Santa venivano spesso massacrati, specie a partire dall’XI secolo, con l’arrivo del dominio dei turchi selgiuchidi.

Tutto quanto detto deve essere tenuto presente prima di emettere qualsivoglia giudizio storico e morale sulla crociate: non si può infatti presentare i crociati come una “banda di matti fanatici” e ladri che calò improvvisamente in Palestina per rubare tutto a tutti e uccidere i poveri musulmani indifesi. Ciò è solo ridicolo, evidentemente sostenuto da chi non cerca la verità storica ma è mosso solo dal suo odio anticristiano (o dalla sua simpatia filoislamica).

Come sempre ufficialmente dichiarato dalla Chiesa tramite la voce dei Papi e dai teorici del movimento crociato (fra questi, san Bernardo di Chiaravalle) e dai teologi medievali (fra gli altri, san Tommaso d’Aquino e anche santa Caterina da Siena), lo scopo e la legittimità delle crociate risiedono nei seguenti princìpi fondamentali:

  • Il diritto/dovere assoluto della Cristianità a rientrare in possesso dei Luoghi Santi;
  • La difesa dei pellegrini (e a tal fine nacquero gli Ordini monastico-cavallereschi);
  • La legittima difesa dai secolari assalti della Jihad

Come si può notare, tutti e tre i princìpi indicati si fondano pienamente sul diritto naturale: quello del recupero della legittima proprietà privata lesa, quella della difesa del più debole dalla violenza ingiustificata, quello della legittima difesa da un nemico ingiustamente invasore.

È interessante notare a riguardo che le fonti islamiche sulle crociate, pur accusando i crociati di atti barbarici e stragisti di ogni genere, mai mettono però idealmente in dubbio il loro diritto alla riconquista dei Luoghi della Redenzione di Cristo. Da conquistatori, essi sanno che il diritto del più forte, su cui essi si fondano, prevede anche il contrattacco.

A questi tre princìpi poi, santa Caterina da Siena ne aggiunse un altro: il doveroso tentativo di conversione degli infedeli alla vera Fede, per la loro salvezza eterna, bene supremo di ogni uomo.

Per necessaria completezza, occorre tener presente poi che il movimento crociato non si esaurì nell’ambito dei due secoli (1096-1291) in cui avvennero la conquista e la perdita della Terra Santa da parte cristiana (crociate tradizionali); infatti, a partire dal XIV secolo, e fino agli inizi del XVIII, con l’avanzata inarrestabile dei turchi ottomani, di crociate e di guerre antiottomane se ne dovettero fare in continuazione; questa volta però non per riprendere i Luoghi Santi, ma per difendere l’Europa stessa (l’Impero Romano d’Oriente cadde in mano islamica nel 1453) dalla conquista musulmana. I soli nomi di Costantinopoli, Otranto, Vienna, Cipro, Malta, Lepanto, Candia, ancora Vienna nel 1683 ci dicono quale immane tragedia per secoli si è consumata anche dopo le stesse crociate “tradizionali”, specialmente nei Balcani e fino in Ungheria, territori conquistati per secoli dai turchi (i quali erano – e sempre sono stati – mostruosamente più feroci assassini degli stessi arabi: senza tener conto di decine di migliaia di donne e bambini rapiti per i piaceri dei sultani) e ci testimoniano un fatto incontrovertibile e di importanza capitale: per quattro secoli prima e per altri quattro secoli dopo le crociate “tradizionali”, il mondo cristiano è stato messo sotto attacco militare dall’Islam (prima arabo, poi turco), subendo quella che può definirsi la più grande e lunga guerra d’assalto mai condotta nella storia, in obbedienza ai dettami della Jihad  (Guerra Santa) voluta e iniziata da Maometto stesso (quando assalì armi in pugno La Mecca).

Mille anni di guerre. Per questo, occorre essere sereni, preparati e giusti nei giudizi. Se un fenomeno storico dura più di mille anni, esso non può essere considerato semplicemente un “errore” di qualcuno. Esso evidentemente è la chiave di volta per comprendere un’intera epoca millenaria. Nella fattispecie, uno scontro militare epocale fra due religioni sì, ma anche fra due concezioni del mondo e civiltà.

Forse che i papi dei secoli altomedievali dovevano lasciar conquistare, saccheggiare e incendiare Roma dai musulmani, lasciare che questi violentassero le donne e rapissero i bambini, e, soprattutto, che imponessero l’Islam a tutti trasformando San Pietro in moschea (esattamente come avvenne secoli dopo con Maometto II per Santa Sofia a Costantinopoli)? Che doveva fare san Pio V nel 1571? Lasciare che la flotta turca occupasse Roma e distruggesse tutto o doveva provare a creare una lega militare di difesa contro l’assalto esterno, quella Lega Santa che trionfò a Lepanto 444 anni or sono salvando Roma, l’Italia, la Cristianità? Che doveva fare il beato Innocenzo XI dinanzi a 200.000 turchi in armi (più 300.000 al seguito) che assediavano Vienna, capitale del Sacro Romano Impero, nel 1683, mentre a Versailles il Re Sole ballava il minuetto appoggiando i turchi stessi? Doveva tranquillamente attendere il massacro di Vienna e l’arrivo dei turchi a Roma?

Potremmo fare tantissimi altri esempi, nel corso di questi mille anni, ma il concetto di fondo appare ora evidente: si chiama “legittima difesa”. Come si suole dire in maniera un po’ brutale ma molto incisiva… dinanzi a ciò, le chiacchiere stanno a zero. La legittima difesa non è un’opzione di vita (può esserlo solo nei confronti di se stessi: per esempio, un uomo si offre al martirio per non usare violenza verso chi vuole ucciderlo in nome della sua fede personale), è un dovere sociale. Qualsiasi governo, qualsiasi capo di Stato, chiunque abbia potere di esercitare l’autorità, anche militare, ha il dovere morale e sociale della difesa dei propri cittadini dall’attacco violento perpetrato da forze nemiche. Se poi queste forze nemiche attaccano senza giusta causa non solo per conquista (di soldi, territori, potere, donne, beni, ecc.) ma anche per imporre con la violenza la propria religione e il proprio stile di vita o ideologia, allora il dovere è ancora più grande, dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini.

Se i papi, i re, i grandi principi e condottieri della Cristianità non avessero scelto liberamente di difendere in armi (cioè nell’unico modo in quei secoli possibile) i propri popoli, territori, averi, e, soprattutto, la propria fede, sarebbero stati dei traditori dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini. Del resto, tale affermazione è facilissimamente dimostrabile: che cosa direbbero, tutti coloro che sempre criticano la Chiesa per le crociate, se fosse avvenuto il contrario? Cioè se l’Islam fosse stato preesistente alla Cristianità, se questa fosse arrivata dopo e avesse attaccato militarmente senza ragione alcuna le terre e i popoli che già da secoli erano islamici al solo scopo di convertirli al Cristianesimo? Direbbero sicuramente che questa è la riprova che la religione cristiana è foriera di violenza e ha tutte le colpe. Appunto…

zzzzmrcvnE qui occorre fare un’importante riflessione. Se le crociate fossero state sbagliate in sé, cioè illegittime di principio, questo vorrebbe dire che decine e decine di Papi hanno operato al servizio del male. Non solo: hanno fatto di questo servizio al male lo scopo primario del loro pontificato. Infatti, tutte le crociate, dalla prima all’ultima delle sette ufficiali, ma anche tutte quelle pensate e in parte realizzate nei secoli successivi, sono state tutte fatte sotto autorizzazione pontificia. Anzi, ciò che faceva “crociata” una crociata, era la relativa bolla pontificia che comandava a tutti i sovrani e principi cristiani di prendere la Croce, di iniziare il relativo prelievo fiscale per poter pagare la spedizione, e prometteva la vita eterna a tutti coloro che sarebbero morti nella spedizione e la remissione dei peccati ai sopravvissuti. Questo non è stato fatto da 3-4 papi un po’ “esaltati”, ma da decine e decine di pontefici, tra la fine dell’XI secolo fino alla fine del XVIII (l’ultima bolla di crociata è del 1776, il Gabinetto della Crociata è stato chiuso dalla Santa Sede nel 1917). Per sette secoli la diplomazia vaticana ha fatto l’impossibile per portare la pace tra i principi cristiani al fine poi di unire le forze per la crociata. La stragrande maggioranza dei pontefici ha emesso bolle di Crociata, ha lavorato incessantemente per organizzare spedizioni, molti di loro hanno scomunicato principi e re che non volevano partire, qualcuno è morto di crepacuore per il dispiacere delle conquiste degli infedeli e dei fallimenti dei cristiani.

Tutti pazzi? Tutti eretici? Tutti traviati da sete di sangue? O tutti preoccupati di difendere la Fede, la Chiesa, la civiltà cristiane e le popolazioni europee?

Tutti i più grandi santi e teologi medievali e moderni hanno legittimato la Crociata. Il grande predicatore della Terza Crociata, fondatore ideale dell’Ordine dei Templari, è san Bernardo di Chiaravalle, Dottore della Chiesa e santo dell’amore mistico per antonomasia; san Tommaso d’Aquino, Dottore Angelico, e Doctor Humanitatis ancora proclamato da Papa Giovanni Paolo II, maestro assoluto della teologia cattolica, ha insegnato la legittimità delle crociate in quanto legittima difesa da un nemico ingiustamente aggressore. Santa Caterina da Siena, Patrona d’Italia, Co-Patrona d’Europa, e, soprattutto, Dottore della Chiesa, ha scritto sulla Crociata pagine meravigliose nelle sue lettere, e ha insistito, al di sopra di ogni altra cosa, con Papa Gregorio XI, perché proclamasse la Crociata. San Giovanni da Capistrano, il beato Marco d’Aviano e tanti altri si misero personalmente al comando della Crociata.

Mi permetto di ricordare che ancora agli inizi del secolo scorso, una santa carmelitana giovanissima nei suoi scritti diceva che avrebbe tanto voluto essere un crociato per dare la vita per la difesa della Chiesa dai suoi nemici: si chiamava Teresina del Bambin Gesù, Dottore della Chiesa Cattolica, proclamata tale da Giovanni Paolo II. E questo solo per fare alcuni esempi. Occorre stare attenti quando si condannano le crociate.

Del resto, la Chiesa terrena, nella sua interezza, dai pontefici all’ultimo dei chierici, la Cristianità nella sua interezza, dai sovrani all’ultimo dei paggi, si può sbagliare per circa sette secoli? E, se ciò fosse possibile, allora chi ci assicurerebbe più che l’attuale pontefice, i suoi predecessori e successori, abbiano ragione? Un papa, due, tre, si possono sbagliare in materia che non sia di fede e morale (ma poi, siamo così sicuri che qui la fede non v’entri per nulla? Non esiste forse un magistero della Crociata?). Ma decine e decine di pontefici per sette secoli?

Ogni grande evento della storia va contestualizzato evidentemente. Se per mille anni i cristiani hanno combattuto con l’Islam, se per secoli Papi, teologi, santi, Dottori della Chiesa, sovrani, militari, interi popoli, hanno predicato la crociata o preso direttamente le armi, non sarà stato forse perché… ce n’era bisogno? Siamo sicuri che tutti noi, così come siamo oggi, se per ventura ci fossimo trovati al loro posto, non ci saremmo comportati allo stesso modo? Non hanno loro il diritto di essere giudicati per quella che era la loro reale situazione e mentalità nei loro giorni? Loro non hanno fatto chiacchiere da talk show o da salotto: sono morti a centinaia di migliaia per servire la Chiesa, la civiltà cristiana e la nostra libertà.

E, a tal riguardo, pongo un’ultima questione: ma siamo proprio così sicuri che un giorno, magari neanche troppo lontano, non potremmo trovarci pure noi nella stessa situazione in cui si trovarono per mille anni i nostri antenati? Tutto sembra andare in questa direzione: questi gentiluomini di Al Qaeda, dell’Isis e diavolerie varie, non sono granché differenti dai loro predecessori arabi e turchi. È questo quello che più di ogni altra cosa sfugge all’uomo odierno. È uno schema che si ripete da 1400 anni.

Per concludere, ricordiamo a tutti che mentre noi perdiamo tempo e fatica a ragionare di cose ovvie, i nostri fratelli nella fede vengono massacrati ogni giorno dagli islamisti, ora come allora. E, nel contempo, l’Islam è tornato ad essere quello che è sempre stato e ad agire come ha sempre agito. A partire proprio, guarda caso, dall’Arabia e dalla Turchia, le due potenze che hanno creato l’Isis. L’unica differenza è che oggi Arabia e Turchia si trovano di fronte un’Europa in putrefazione e una Cristianità che ha tradito se stessa e il suo Dio e non esiste più chi chiami tutti noi a raccolta per la legittima difesa da un aggressore ingiusto, vigliacco, incivile.

E hanno al contempo un amico in più…

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segnaliamo il ciclo di conferenze a Teramo del prof. Massimo Viglione

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15 commenti su “Un’altra Storia è possibile. Rubrica di studi storici di Massimo Viglione”

  1. C’è anche un dato concreto nell’attuale problema islamo/cristiano, caro professore: l’ Islam del Nordafrica e del Vicino Oriente fu condannato all’irrilevanza dal suo clamoroso immobilismo economico, scientifico, tecnico dei secoli recenti.
    A Roma c’è una chiesa dove i Cristiani fatti prigionieri dai pirati di Tunisi e Tripoli andavano a portare le proprie catene in segno di ringraziamento alla Madonna, se erano stati liberati:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Caterina_della_Rota
    Questo non succede più da molto tempo perché i pirati sono rimasti pirati, mentre i Cristiani sono diventati forti.

    Quando i Musulmani -specialmente quelli “coccolati dagli Angloamericani” – sono ritornati forti per i soldi del petrolio, è ripartita la pressione. Pressione su di noi, ma soprattutto sui Cristiani d’Oriente, che erano rimasti relativamente tranquilli fino a oggi… escludendo il genocidio armeno, che però fu un fatto assai più massonico che islamico

  2. Egregio Prof. Viglione,
    la storia si ripete sempre, ed Ella l’ha dimostrato ricostruendo i 1400 anni degli assalti dell’islam verso il Cristianesimo e l’intera Europa , Roma compresa.
    Infatti, oggi come oggi, pochi hanno capito che ci troviamo di fronte ad uno dei tanti attacchi all’Europa Cristiano/Cattolica da parte degli islamici, per sottometterci,
    dominarci in tutti i sensi dei quali Lei ha parlato nel ricordare la storia.
    Ormai nessuno è più in grado di fermare questi vandali, in quanto col conciliabolo roncalliano la Chiesa Cattolica è diventata ex-chiesa di Roma, e non sente
    nessun obbligo di difesa, come lo sentivano i Papi predetti; gli stati sono diventati laici o protestanti, e gli eserciti li usano solo per questioni di potere economico.

    1. È molto giusto focalizzare il punto della fuga della Chiesa (Clero Medio/alto, come ho avuto modo di scrivere) da “Roma”.

      Il professor de Mattei, storico molto attento e documentato, ha detto più volte che il “la” allo sfascio contemporaneo fu dato dall’ostilità dei domenicani francesi pp. Chenu e Cogar al “Costantinismo”, cioè all’attiva cooperazione fra “Stato” (istituzione imperiale) e Chiesa, sotto il segno della Croce (trionfante nella battaglia di Ponte Milvio, contro le preponderanti forze di Massenzio).
      Apprendo adesso da treccani.it che p. Chenu pubblicò il saggio “Fin de l’ère constantinienne” nel 1961, all’interno di “Un concile pour notre temps” (!!), resoconto di un convegno cattolico tenutosi nei locali dell’ UNESCO a Parigi (!!!).
      Ed ecco tutto: nell’atmosfera irenistica del Dopoguerra, nella capitale dei Diritti del Cittadino (in luogo dello Jus fondato in Dio), l’ambiente massonico delle Nazioni Unite suggeriva il ripudio di Roma- da sostituire con Parigi, come oggi

  3. Poi guardiamoci in faccia, ormai siamo invasi da milioni di islamici in Europa, come possiamo salvarci senza una rivoluzione? e chi la vincerebbe? con una Europa così disintegrata
    sia a livello politico che economico che religioso? e chi guiderebbe la rivoluzione? Bergoglio (il non Papa) oppure la massoneria, gli ebrei, i protestanti oppure gli atei?
    Siamo perdenti; questa volta i Papi delle Crociate di difesa non l’abbiamo – siamo soccombenti e possiamo solo arrenderci e farci dominare.
    A meno di un vero sussulto e l’aiuto del nostro Dio che grida vendetta verso i veri infedeli, e quindi manda il fuoco dal cielo come fece per sodoma e Gomorra.
    Ma questo noi Europei ed ex-cattolici lo meritiamo?

    1. Benvenuto a Riscossa Cristiana, Prof. Viglione! E’ di persone come Lei che abbiamo bisogno per capire la verità storica e non gli inganni e le fandonie che riempiono i manuali scolastici, tutti concordi nell’indottrinamento a senso unico dei giovani.

  4. Le do anch’io, come Tonietta, il benvenuto, Prof. Viglione.
    Ho un libro del 2002 di una collana diretta da lei, gentile Professore, il
    cui titolo è “L’invasione silenziosa”, gli autori sono Carosa e Vignelli.
    Sia quanto scrivono gli autori sia il suo commento sulla retro-copertina,
    sono ASSOLUTAMENTE PREVEGGENTI.
    Lo rileggerò, sperando di non impaurirmi troppo….

    1. Cara Paola mi ha preceduto, sia per il doveroso e caloroso benvenuto al prof.Viglione, sia per dire che anch’io possiedo il libro “L’invasione silenziosa”. Da leggere assolutamente. Un caro saluto e grazie a RC per ospitare un si grande autore.

      1. Cara Giustina, ho già cominciato a rileggere questo
        interessantissimo libro.
        Sono contenta che lo abbia anche lei e pure lei sia
        interessata a rileggerlo.
        Un caro saluto.

  5. Carla D'Agostino Ungaretti

    Grazie Prof. Viglione per questo mraviglioso articolo e benvenuto fra noi! Ma io spero anche di risentirla presto a Roma in qualche conferenza che mi vedrà in prima fila.

  6. Sembra esservi un rapporto perverso tra maomettanesimo e scienza. I maomettani sono assolutamente incapaci di pensare ed agire in termini scientifici. Non possedevano navi decenti nel XI e XII secolo e questo permise ai crociati di controllare i porti di Tripoli e S. Giovanni d’Acri per far affluire i necessari vettovagliamenti e strumenti di una logistica di guerra. Non potrebbero nemmeno estrarre il loro petrolio oggi né muoverci guerra, senza la tecnologia loro fornita dai dhimmi che lavorano per loro. In barba ai bonzi dell’egualitarismo odierno, i maomettani posseggono strutture di pensiero che sembrano incompatibili con il progresso della civiltà: non leggono (hanno una produzione editoriale pressoché nulla), non conoscono la musica e né l’arte, ignorano scienza e tecnologia.
    Unica eccezione (entro certi limiti), la Turchia. Che non a caso sta emergendo come “paese guida”. In una visione strategica globale, è l’America, inesistente nel XI secolo, che si sta servendo di loro.

  7. Buonasera prof. Viglione, posso dirLe soltanto che non ho parole per esprimere quanto io sono d’accordo con quanto scritto sopra. Mi permetto di scrivere soltanto un aggettivo: STUPENDO. Grazie, buona serata.

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