UNGHERIA, NAZIONE ALL’AVANGUARDIA NELLA TUTELA DELLA PERSONA – di Vittorio Leo

di Vittorio Leo

 

 

ssrSono ormai mesi che la stampa italiana e internazionale grida al pericolo dittatura in Ungheria e al golpe attuato da Viktor Orban, primo ministro Ungherese, e dal suo partito Fidesz.

Una prima critica al governo Orban  viene mossa  nei confronti della riforma del sistema costituzionale ungherese definita antidemocratica.  Eppure la costituzione magiara, entrata in vigore il 1° gennaio 2012, in contrasto con la precedente risalente al regime sovietico, stabilisce un ordine costituzionale fondato sulla democrazia, lo Stato di diritto e la tutela dei diritti fondamentali.

Viene ridefinito il ruolo della corte costituzionale che acquisisce più potere ed è gravata di maggiori responsabilità.

Inoltre viene incluso nella riforma ungherese un principio sacrosanto dello stato di diritto di cui si fa quotidianamente spregio in Italia, ovvero che la dignità umana può costituire un limite esterno al diritto alla libertà di espressione, nonché creare la base costituzionale per l’eventuale sanzione di alcuni casi di azioni che esprimono odio, utilizzando gli strumenti previsti dal Codice Civile in caso di violazione della dignità delle comunità.

Una seconda critica prende di mira la legge che riduce l’autonomia della Banca Centrale e pone nei fatti una nazionalizzazione della stessa. Questa legge è stata duramente bocciata e quasi incriminata da Bruxelles e dalla stampa.

Siamo di fronte ad un tipico esempio di come la burocrazia europea cerchi di limitare uno Stato sovrano in questione economiche che non sono di competenza dell’UE. Una scelta,quella ungherese, che può essere valutata come opinabile, inopportuna ma pur sempre legittima.

A maggior ragione stante la guida scellerata dell’UE e del Fmi, le quali non possono sottrarsi dalla loro parte di responsabilità nell’attuale crisi economica.

Del resto proprio questa gestione spericolata da parte dei poteri forti dell’economia mondiale ha prodotto come risultato una diffusione in tutto il globo di un nuovo istinto di conservazione nazionale e il ritorno a forme più o meno accentuate di protezionismo.

Il sistema delle Banche centrali europee in modo particolare ha contribuito ad alimentare un sistema finanziario tecnocratico e autoreferenziale.  Un sistema finanziario legato avidamente al profitto e svincolato da qualsiasi freno morale ed etico. Tutto ciò ha minato profondamente il rapporto tra i cittadini e le banche creando i presupposti per una risposta dura da parte degli stati europei.

A tal proposito è illuminante questo passo dell’enciclica “Caritas in Veritate” di Benedetto XVI:

L’attività economica non può risolvere tutti i problemi sociali mediante la semplice estensione della logica mercantile. Questa va finalizzata al perseguimento del bene comune, di cui deve farsi carico anche e soprattutto la comunità politica. Pertanto, va tenuto presente che è causa di gravi scompensi separare l’agire economico, a cui spetterebbe solo produrre ricchezza, da quello politico, a cui spetterebbe di perseguire la giustizia mediante la ridistribuzione”.

La terza critica è quella più veemente ed è, da un punto di vista mediatico, la principale leva di opposizione al governo ungherese. Si tratta della tutela costituzionale di alcuni temi “sensibili”.

Riassumendo brevemente,nel merito la costituzione ungherese prevede:

La protezione della vita del feto sin dal concepimento, la promozione della famiglia, rappresentata dall’unione in matrimonio fra un uomo e una donna, la proibizione delle pratiche eugenetiche, la tutela delle radici cristiane e dei simboli tradizionali del paese.

La pietra di scandalo per le “illuminate” elite europee è che vi sia un paese  che non riconosce alcun valore alla c.d. “omogenitorialità”, alle pratiche abortive ed eugenetiche e che addirittura si richiama alla religione. Un’inaccettabile schiaffo al processo secolarista e relativista che rischia di essere messo in discussione dal fiero stato ungherese.

Se non ci trovassimo in un mondo inebriato da deliri ideologici e irrazionali , la costituzione ungherese sarebbe all’avanguardia.

La realtà è che dopo decenni di politiche servili e anticristiane(e perciò antiumane), finalmente c’è un governo che pone al centro la dignità della persona,il diritto naturale e quelle radici cristiane senza le quali, oggi , non si potrebbe nemmeno parlare di Europa.

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