VERSO L’EUTANASIA LEGALE. IL “CASO ENGLARO” DIVENTA LEGGE – di Giacomo Rocchi

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Vi invitiamo anche alla lettura del

Manifesto-appello Contro la legge sul testamento biologico Contro ogni eutanasia

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di Giacomo Rocchi

Da Notizie pro – life, il blog del Comitato Verità e Vita


16 ottobre 2007: La Cassazione, pronunciando sul ricorso di Beppino Englaro, che chiedeva di essere autorizzato ad interrompere l’alimentazione e l’idratazione artificiale per la figlia, che si trovava in stato di incoscienza nel cd. “stato vegetativo”, afferma un principio: il padre/tutore ha il potere di decidere di far morire la figlia interdetta di fame e di sete.

9/2/2009: Eluana Englaro muore dopo che il padre/tutore, autorizzato dalla Corte d’Appello di Milano in forza della sentenza della Cassazione, l’ha autorizzato a sospendere alimentazione e idratazione.

26/3/2009: Il Senato della Repubblica approva un progetto di legge che recita:

“Ogni trattamento sanitario è attivato previo consenso informato …

In caso di interdetto, il consenso informato è prestato dal tutore che sottoscrive il documento”

Aprile 2011: Il progetto verrà approvato definitivamente?

(Ci diranno che il tutore deve prendere le sue decisioni avendo come scopo esclusivo la salvaguardia della vita e della salute dell’incapace; ma taceranno sulla possibilità per il tutore di rifiutare terapie salvavita per l’interdetto.

Diranno che il rifiuto del tutore può essere impugnato dal medico, ma non spiegheranno che il medico non ha l’obbligo di impugnarlo.

Diranno che il tutore non può far interrompere alimentazione e idratazione artificiale all’interdetto come fece Beppino Englaro, ma non spiegheranno che può rifiutarsi di farle iniziare e può, ancora, rifiutare ogni altra terapia e perfino la respirazione artificiale …).

 

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VERSO L’EUTANASIA LEGALE. IL “CASO ENGLARO” DIVENTA LEGGE – 2

di Giacomo Rocchi

Da Notizie pro – life, il blog del Comitato Verità e Vita

 

Chi ha scritto queste parole?

“Chi versa in stato vegetativo permanente è, a tutti gli effetti, persona in senso pieno, che deve essere rispettata e tutelata nei suoi diritti fondamentali, a partire dal diritto alla vita e dal diritto alle prestazioni sanitarie, a maggior ragione perché in condizioni di estrema debolezza e non in grado di provvedervi autonomamente”;

“la scelta del tutore deve essere a garanzia del soggetto incapace, e quindi rivolta, oggettivamente, a preservarne e a tutelarne la vita”.

Sono i giudici della Cassazione che, nel 2007, hanno consentito il “via libera” a Beppino Englaro per sospendere alla figlia interdetta l’alimentazione e idratazione artificiale, fino a farla morire.

Vedete quale è il “diritto alla vita” riconosciuto ai soggetti in stato vegetativo?

Comprendete in che modo la scelta del tutore deve essere “rivolta oggettivamente a preservarne e a tutelarne la vita”?

Dove sono scritte queste altre parole?

“riconosce e tutela la vita umana, quale diritto inviolabile e indisponibile, anche … nell’ipotesi in cui la persona non sia più in grado di intendere e di volere”;

“la scelta (del tutore sulle terapie all’incapace” è adottata avendo come scopo esclusivo la salvaguardia della salute e della vita del soggetto incapace

Si tratta del progetto di legge sulle DAT in discussione alla Camera dei Deputati.

Ci si domanda: il diritto alla vita dei disabili incapaci sarà tutelato nello stesso modo in cui la sentenza della Cassazione ha tutelato il diritto alla vita di Eluana Englaro?

Ma la sentenza della Cassazione, in realtà, voleva tutelare la “dignità” di Eluana Englaro, permettendone la morte:

“il tutore non può nemmeno trascurare l’idea di dignità della persona dallo stesso rappresentato manifestata, prima di cadere in stato di incapacità, dinanzi ai problemi della vita e della morte”

Guarda un po’; il legislatore delle DAT ha la stessa preoccupazione:

“riconosce e garantisce la dignità di ogni persona in via prioritaria rispetto all’interesse della società e alle applicazioni della tecnologia e della scienza”

Paralleli inquietanti …

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