Viaggio nel cattocomunismo toscano / terza parte  –  di Vinicio Catturelli

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Nell’abisso del Forteto, tra le peggiori perversioni, si allunga l’ombra dello gnosticismo

di Vinicio Catturelli

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per leggere la prima parte, pubblicata il 23 luglio 2016clicca qui.

per leggere la seconda parte, pubblicata il 26 luglio 2016, clicca qui

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Ora tutti son buoni a dire : “Io non ne sapevo nulla…e come potevo sapere?”. Ma allora, fin dal primo arresto del Fiesoli, tutta quella parte del donmilanismo e del meuccismo fiorentino – e non solo fiorentino – si schierò dalla parte del Forteto, degli aguzzini, dei pedofili in quanto portavano l’etichetta doc: facevano riferimento e si rifacevano all’esperienza di Barbiana che, con il Forteto, ebbe molte analogie.

Spigoliamo un po’ sul Covile nella cronaca di Stefano Borselli : “Il Forteto, catastrofe del cattocomunismo fiorentino ovvero come il donmilanesimo – meuccismo partorì e sostenne una Thelema mugellana” e apprendiamo ad esempio dell’incontro a difesa del Forteto tenuto nella biblioteca comunale di Via S. Egidio, in Firenze, dove si avrà un intervento lungo e appassionato di padre Balducci (definito dal Card. Betori un testimone che seguì il magistero della parola del cardinale Elia Dalla Costa…insomma il Balducci, come Milani, Meucci e Turoldo fa parte, da quel 12 luglio, delle “stelle del firmamento” cattolico) su “Quello che c’è di caratteristico che contrassegna il Forteto coi caratteri positivi del nuovo tempo storico” , poi veniamo a sapere anche  che nel 1999 : “esce il primo libro sul Forteto nelle prestigiose edizioni del Mulino: “Forme di cultura e salute psichica. Universo simbolico, ethos, areté e regole di relazione nel mondo del Forteto” di Giuseppe Ferroni. Ora hanno pure l’areté . L’accesso alle edizioni de Il Mulino (ben tre volumi) non sembra risultato di un’iniziativa partita dal duo Fiesoli – Goffredi: le testimonianze raccolte sulla presenza in Forteto, già dai primi tempi di Barberino, di Achille Ardigò, illustre intellettuale della cerchia de “Il Mulino” nonché storico collaboratore della cerchia di Dossetti, sommate alle frequenti comparse di Goffredi in convegni,incontri, lezioni etc. in area bolognese spingono in una sola direzione: se il sostegno giudiziario che ha consentito trent’anni di Forteto è venuto da Firenze con Giampaolo Meucci (la “stella del firmamento” a guida del nocchiere indicataci dal card. Betori – n.v.c.), quello più importante è da Bologna, opera del dossettiano Ardigò”.

Intanto sulla rivista balduccina  “Testimonianze”, num. 417, ” Questioni di genere e diritti delle donne” esce un articolo di Francesco Bezzi : “Le libere donne del Forteto”…per cui non si sa se ridere o piangere. Ancor di più fa “Diario” di Enrico Deaglio  che, tra gli esempi della “meglio gioventù” fa un profilo entusiastico di Luigi Goffredi che ha per merito principale (udite!) l’aver “approfondito l’operato di un giudice, Giampaolo Meucci (quello indicatoci, il pomeriggio del 12 luglio, nel Duomo di Firenze,come un esempio di cristiano del XX Secolo che ha seguito l’insegnamento del Cardinal Elia Dalla Costa – n.p.v.) allora Presidente del Tribunale per i minorenni di Firenze, famoso giurista e filosofo del rinnovamento”.

Intanto nel 2005 le “milaniane” Missioni Consolata così presentano il Forteto : “Un numero crescente di famiglie vivono insieme , felici, con sobrietà e in spirito di solidarietà e condivisione: una risposta al bisogno di “umanità” e una sfida controcorrente all’individualismo, egoismo e mode consumistiche”.

Vediamolo un po’ questo “paradiso in terra” dove le famiglie vivono “insieme, felici”… ce lo racconta su “Controrivoluzione” (www.controrivoluzione.it) num.124 anno XXVII – gennaio- aprile 2016, pag 45 -46, il giovane storico Roberto Dal Bosco:

L’abisso del Forteto di questo tempo è uno specchio fedele. E’ la realizzazione materiale della guerra, che non è quella di un principato contro l’altro, ma dell’uomo contro se stesso: una guerra contro l’umanità in sé, perpetrata con efferata abiezione, con la complicità dello Stato e FINANCHE DELLA CHIESA” (…) Il Forteto è una comunità fondata fine anni Settanta a Vicchio, vicino Firenze. Il fondatore Rodolfo Fiesoli, detto “il profeta”, e Luigi Goffredi, l’ideologo. La loro idea, poggiata sulle filosofie di don Milani, è quella di istituire una cooperativa agricola nella quale fare vivere delle “famiglie” in armonia. Grazie alla benevolenza di politici, magistrati, assistenti sociali, ben presto arrivano i primi bambini dati in affidamento alle “famiglie” del Forteto. Fiesoli già nel 1978 viene arrestato per abusi sessuali. A metterlo agli arresti è Carlo Casini, magistrato poi divenuto deputato ed eurodeputato DC -UDC e presidente….del Movimento per la Vita….Giampaolo Meucci , il Presidente del Tribunale dei Minori e grande amico di don Milani, fa in modo che tutto cada nel vuoto: Fiesoli se ne esce libero, ma solo per essere condannato con il Goffredi in via definitiva nel 1985, con vari capi d’imputazione tra i quali vi è la corruzione di minorenne e sottrazione consensuale di minore, questo dopo aver “scardinato, ricorrendo a forme di convincimento ossessive, aggressive e umilianti, ogni preesistente valore e le figure parentali, in modo di renderli del tutto dipendenti da loro, costretti ad accettare e praticare il regime di vita da loro imposto e caratterizzato da promiscuità assoluta tra persone dello stesso sesso, pratica dell’omosessualità, messa a disposizione della cooperativa di ogni risorsa”.

In pratica i bambini del Forteto venivano portati a fare sesso (dopo essere stati inviati alla comunità pedofila dal Tribunale dei Minori allora presieduto da Giampaolo Meucci, additatoci il 12 luglio scorso, nel Duomo di Firenze, come una “stella del firmamento cattolico” che aveva seguito l’insegnamento del Cardinal Della Costa – n.v.c.) con i “genitori” affidatari dello stesso sesso: una sorta di pseudo incesto omofilo. Fiesoli, il vero dittatore della Comune, gode di una primazia sessuale sugli efebi che vi vivono. I bambini vengono disconnessi totalmente dalle famiglie di origine, vengono sfruttati in turni di lavoro massacranti, battuti, umiliati pubblicamente, in allucinanti riti di autocritica: tutto per la costruzione della “famiglia funzionale”, ossia l’utopia fortetiana di una famiglia slegata da quella che Fiesoli e Goffredi  chiamano la “materialità”. Se pensate che si tratti anche qui di un rigurgito cataro – gnostico , siete in buona compagnia.

L’ostinata perversione con cui questo programma viene portato avanti è da non credere, arrivando a molestie a bambini con la sindrome di down e persino ad inimmaginabili pratiche pedo -zoofile. L’universo totalista del Forteto vive e si propaga non solo grazie al silenzio imposto sugli adepti con violenza psicologica: il Forteto prospera grazie a finanziamenti regionali, la connivenza di moltissimi – e famosissimi politici , la connivenza di magistrati,la connivenza di una porzione immensa di un partito (il PCI – PDS – DS -PD) nel suo distretto più caldo, la connivenza di ogni apparato di potere, compreso l’editore felsineo (c’est à dire, prodiano) Il Mulino, che nonostante indagini e condanne, pubblica almeno tre libri (1200 pagine in tutto) di inni all’esperienza del Forteto . E’ proprio uno di questi libri che ebbe la prefazione del medievista toscano Franco Cardini (clicca quiclicca qui per leggere il J’accuse di Dal  Bosco a Franco Cardini).

Sapete cos’era questo paradiso?  Precisamente – e ce lo spiega egregiamente questo sito elegante e provvidenziale www.ilcovile.it del 17 dicembre 2012 – una Thelema Mugellana ovvero una setta neo gnostica , e il riferimento è all’abbazia di Thelema , sorta a Cefalù negli anni 1920 – 1923 ad opera del satanista inglese Aleister Crowley…del resto il Fiesoli si faceva chiamare “profeta” dai suoi, e alcune sette gnostiche (antiche come i Marcioniti, Corpacraziani, e Ofiti, medievali come Catari e Fratelli del Libero Spirito o moderne come quella di Crowley) sono riconoscibili da queste caratteristiche:

“Gli gnostici erano persone consapevoli della loro natura divina e, grazie a ciò, salve. Erano i puri, in un epoca in cui la vita politica era rivestita di teologia. Nel loro determinismo gli gnostici distinguevano due classi di uomini: gli uomini della carne o sarchici e gli uomini dello spirito o pneumatici. Lo gnostico considera manchevole la promessa di Cristo , e vuole superarla con la dissoluzione di ogni forma: egli aspira a un potere totale di sè, senza alcun Signore o Legislatore . Evidentemente risuona nelle sue orecchie la suadente sirena del Serpente Antico: “Voi sarete come dei”, e non tollera nulla di meno . Per significare la tensione verso l’informe e la perdita del limite, le sette gnostiche adottarono la sessualità aberrante come tecnica ascetica: attraverso l’unione erotica si elimina la sofferenza  e la finitezza. I soggetti si riassorbono in un omogeneo universale  e disintegrandosi perdono la loro individualità: il sesso doveva essere infruttuoso, perché dare esistenza è male”

In “Repubblica” del 17 ottobre 2012 si può leggere, anche a conferma dell’analisi fatta da Roberto Dal Bosco su “Controrivoluzione” (www.controrivoluzione.it):

Tutti sono omosessuali, le donne sono tutte “maiale e puttane” e gli uomini devono stare con gli uomini. Questi, secondo le testimonianze di ragazzi affidati al Forteto, erano i princìpi di Rodolfo Fiesoli, (…) “Tutti dobbiamo liberarci dalla nostra materialità, questo è affetto puro, vero amore”. “Non essere timido, ti tolgo tutta la merda che hai subìto, ti dò il bene “. (…) Frasi riferite da alcuni dei giovani che Fiesoli, secondo le accuse, portava nella sua camera, palpeggiava, baciava e induceva a rapporti sessuali.(…) Una ragazza entrata in comunità nel 1977 (…) ha detto che le fu imposto di non avere figli naturali, “perché farli era un atto egoistico”. E con il marito non doveva nemmeno incrociare lo sguardo.

Insomma, nella dottrina “fortetiana” trova compiutezza in quello gnosticismo che permeò di sè tutto il cattocomunismo fiorentino; da qui l’amore per Teilhard de Chardin fino ai deliri del donmilanismo e meuccismo. In quegli anni di conformismo e – sia permesso di scriverlo a questo novanteseinne disgustato da tanta piaggeria – di leccac….o , quegli anni di improvvise “conversioni” al “pensiero unico”, solo un gruppo di intellettuali cattolici, vicini al card. Giuseppe Siri e alla Rivista “Renovatio”, ebbero il coraggio di analizzare il fenomeno dello “gnosticismo” e del cattocomunismo; tra questi Gianni Baget Bozzo, come ricorda Attilio Mangano in un suo articolo del 12 – aprile 2007:

“In effetti sono gli stessi nomi evocati da Baget Bozzo per ricostruire la biografia culturale e politica di Andreatta (…) Baget Bozzo infatti delinea una interpretazione profonda, intrinsecamente teologico – dottrinale, rievocando la figura di Dossetti e del suo esplicito disegno politico di modificare il ruolo della Chiesa nella politica italiana “e soprattutto il ruolo del papato nella Chiesa italiana e nella Chiesa universale” . Egli è definito in questo senso “l’erede di una concezione della Chiesa dei poveri che ha lunga traccia nella storia italiana, dalle forme eretiche del catarismo alla povertà militante dei francescani, che condusse sino alle forme estreme dei “fraticelli”. La sua è la visione di una vera e propria riforma della Chiesa e anzi del Cristianesimo, “superando quella concezione cattolica che fa della sede romana il potere fondante e le consente quindi di essere istituzione accanto alle altre istituzioni”. Anche se fu proprio Dossetti a redigere l’articolo 7 della Costituzione che sanziona i Patti Lateranensi, la sua intenzione più profonda non era tanto una Chiesa concordataria, ma “una Chiesa povera e spirituale che si collocasse ai margini della società per avere rapporti con tutti, un potere spirituale legato alla forma di presenza e non alla realtà istituzionale.(…)”.  Baget Bozzo fa anche nomi e cognomi di questa altra linea, sostenendo che “quasi tutte le persone, da Balducci a Turoldo (quelli proposti da Betori come esempi cattolici che hanno seguito l’insegnamento del Card. Dalla Costa – n.v.c.), forse fino a Ermanno Olmi (il riferimento è confermato dal giudizio che il sacerdote genovese dà  nei giorni seguenti sul nuovo film di Olmi “Cento chiodi”, per il quale tira in ballo l’eresia di Marcione ), vivono questa memoria di una Chiesa non istituzionale che si nasconde nella sua totale apertura all’altro e perde la sua identità storica…questa è l’antica tentazione gnostica e non a caso furono i Catari a introdurre nel mondo cristiano il tema della povertà come il tema dell’esistenza cristiana fondandola conseguentemente sul rigetto della bontà della creazione”.

Ci sembra importante riflettere su quanto scritto fin qui, anche perché nella puntata finale di dopodomani dimostreremo, oltre alle vergognose menzogne e acrobazie per far dimenticare “il passato”, il tentativo di proporci quali testimoni cattolici del XX secolo, personaggi che appartengono allo gnosticismo. Il Forteto chiama e Barbiana risponde….gli fanno eco tutti i cattocomunisti che si vedono, ormai, nel sacco!

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(3 – continua)

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3 commenti su “Viaggio nel cattocomunismo toscano / terza parte  –  di Vinicio Catturelli”

  1. Ho letto fin qui quanto scrive Vinicio Catturelli, inclusi i vari link e le interviste agli ex “ragazzi” del Forteto. Sono sconvolto per due ragioni: l’età e la grande lucidità di Catturelli medesimo e la scoperta che Pol Pot non è il prodotto esclusivo ed un po’ esotico delle giungle del Sud Est asiatico, ai confini con la Cina, laddove per primo si è esperimentato questo grande “salto di paradigma” consistente nella creazione dell’Uomo Nuovo. Mao e Pol Pot erano in fondo dei dilettanti; non conoscevano né Adorno e né Laing. Non li conoscevano nemmeno Fiesoli, Goffredi e, chissà, nemmeno il loro maestro Milani, anche se è possibile che li avessero in qualche maniera orecchiati. Erano certamente noti a tutto l’ambiente “progressista”, radical chic e “antiautoritario” che fa da sfondo a questa vicenda satanica che è il Forteto, dove la “liberazione” passava attraverso l’ingroppamento di poveri ragazzini minorenni, peraltro già segnati da altre terrificanti sventure personali e famigliari.

  2. Tranquilli, nihil sub sole novi; la “liberazione” continua. Continua con l’ideologia gender, con i matrimoni gay, con le canne libere e non è da escludere che qualcuno pensi ad una riabilitazione in grande stile di Fiesoli e del suo circo di “liberatori” professionali di fanciulli. Ma forse qualcuno già ha iniziato a farlo … magari dentro qualche omelia … Ho parlato di Betori? Non certamente io …

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