VOTO UTILE O DI COSCIENZA? – dal sito Il cammino dei Tre Sentieri

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Voto utile o di coscienza?

Cari amici, in occasione delle imminenti elezioni politiche, vogliamo offrirvi alcune nostre riflessioni.

Riteniamo che qualora non vi fosse piena corrispondenza tra un programma politico e la difesa dei princìpi cosiddetti “non negoziabili” (vita, famiglia e libertà di educazione), bisognerebbe orientarsi per un voto di coscienza piuttosto che per un voto utile.

Si sa che gli schieramenti che potranno contendersi la partita sono di fatto due: la sinistra e il centro-destra. Il centro di Monti non ha alcuna possibilità e servirà quasi sicuramente da “stampella” per permettere un probabile governo del duo Bersani-Vendola. Ovviamente in questo caso ci troveremmo non con un governo di centro-sinistra bensì di sinistra-centro. La stessa assenza nell’Agenda Monti di riferimenti ai principi non negoziabili (assenza che molti leggono come un rifiuto di cadere in derive libertarie) in realtà può avere questa lettura: in un probabile governo con la sinistra si potrà dire di non essersi previamente impegnati con l’elettorato cattolico.

Capiamo che in tale circostanza, per un cattolico, il voto al centro-destra potrebbe configurarsi come un “voto utile”, in conformità al principio non del “meno peggio” bensì del “bene possibile”. Non discutiamo che sia così. Resta però una riflessione da fare. Riteniamo infatti che sia arrivato il tempo di abbandonare anche questa prospettiva. Nel senso che paradossalmente un voto utile (che è legittimo) può non essere opportuno. Vediamo perché:

1.Stiamo costatando ormai da tempo la tecnica della Sovversione. C’è chi giustamente ha parlato del metodo dei due-passi-avanti-e-uno-indietro. La Sovversione propone 100 e dinanzi al 100 si reagisce … ma poi si finisce con l’accettare 50. Un esempio: nel 2008 il governo Prodi cadde anche (diciamo “anche” perché ovviamente non fu questo l’unico motivo) per la questione dei DICO (disegno di legge Bindi/Pollastrini), cioè il riconoscimento giuridico delle unioni di fatto. Oggi ci ritroviamo che tutti (anche Berlusconi) sono favorevoli ad una soluzione di questo tipo. E in questo caso fa poco testo il fatto che lo stesso Berlusconi si dichiari contrario al matrimonio omosessuale. Anni fa diceva no al riconoscimento giuridico delle unioni di fatto … e si è visto come è andata a finire.

2.Qui non si tratta di farsi condizionare da comportamenti poco edificanti del capo della coalizione di centro-destra. A riguardo abbiamo sempre affermato che tra un candidato che ha una vita privata discutibile ma che assicura di non fare leggi immorali e un candidato irreprensibile nella vita privata ma che assicura di fare leggi immorali, il cattolico ha il dovere di votare il primo non il secondo. No, non si tratta di questo … ma, come ben si capisce, con le recenti esternazioni di Berlusconi, è venuto meno anche questo argomento.

3. Alcuni esponenti del centro-destra (che –ribadiamo- legittimamente viene ritenuto baluardo alla sinistra) non mancano di sostenere proposte liberticide e di tirannide relativista come può essere una possibiile legge contro l’omofobia. L’onorevole Carfagna, che particolarmente si è distinta in tal senso, non sembra essere stata silenziata in questi anni dai vertici del PDL.

4. Quando l’allora ministro Mastella fece l’indulto per alleviare l’affollamento delle carceri, dalla parte migliore del Paese si gridò giustamente allo scandalo. Oggi abbiamo un Berlusconi che addirittura si dichiara favorevole all’amnistia. E l’amnistia –rispetto all’indulto- è cosa ben più grave relativamente alla certezza della pena che tanto s’invoca per salvaguardare l’ordine pubblico.

5. A questo poi si aggiunge che anche settori significativi della gerarchia si stanno chiaramente assuefacendo alla prospettiva della Sovversione. Viene da pensare a riguardo alla recente dichiarazione di monsignor Paglia, possibilista su un riconoscimento giuridico delle unioni di fatto.

Dunque, tutto questo ci fa propendere non per un voto utile bensì per un voto di coscienza. E’ ormai giunto il tempo in cui i cattolici sono chiamati a non assecondare più. A rimanere fermi e non dare alcun contributo alla marcia della Sovversione … non solamente a quella “rapida”, ma anche a quella “lenta”.

Lo ripetiamo: chi dovesse decidere per un “voto utile”, in prospettiva del “bene possibile”, è degno del massimo rispetto. Ma noi non ci stiamo.

Preferiamo un voto di coscienza.

Preferiamo non appoggiare chi non fa nulla di coraggioso e coerente per arrestare la Sovversione.

Preferiamo non renderci “utili idioti” di chi non vuole prendere le distanze (anzi, lo ritiene quasi un dogma) dal pericolo mondialista e massonico espresso dall’Unione Europea e dalle sue politiche a favore di un relativismo sempre più tiranno.

Preferiamo –in coscienza- dare sostegno anche a chi coraggiosamente è sceso in campo per tenere alto il vessillo del Vero ben sapendo di aver poche speranze di uscire vivo dal campo di battaglia. Se facessimo il contrario, correremmo il rischio di aver vilmente indietreggiato e non difendere chi doveva essere coraggiosamente difeso.

E’ per questo che riteniamo di appoggiare la lista Io amo l’Italia di Magdi Cristiano Allam, la quale ci sembra quella che più pienamente esprime una visione cattolica della vita e dell’organizzazione della società.


In Cordibus Jesu et Mariae

Il Cammino dei Tre Sentieri

 

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