Zecche e piattole fondano la “Nuova destra europea”. Costo di iscrizione: trenta denari – di Pucci Cipriani

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di Pucci Cipriani

 

I parassiti (zecche, pidocchi, pulci ammaestrate, piattole del pube etc.) che mercoledì hanno compiuto “il gran passo” rompendo la coalizione di centrodestra e sancendo, così, il loro vassallaggio alle Sinistre sono il simbolo di questa Italia cialtrona, pauperistica, maramaldesca…Forse in pochi si ricordano il 1992: i partiti politici non comunisti messi tutti sotto accusa e sotto processo per aver “intascato tangenti”…quello stesse tangenti che l’allora PCI intascava (doppiamente) anche da Mosca come ampiamente documentato nelle circa mille pagine, con centinaia di documenti inediti dagli archivi di Mosca, del libro di Valerio Riva : “Oro da Mosca: i finanziamenti sovietici al PCI dalla Rivoluzione d’ottobre al crollo dell’URSS” (Oscar Mondadori). Allora i comunisti si atteggiavano a paladini della pulizia morale contenti così di evitare di fare i conti con la storia; erano gli stessi dirigenti del PCI (i nomi li sanno tutti) che brindarono, nel 1956, allorché i sovietici schiacciarono, in Ungheria, sotto i cingoli dei carrarmati, con le persone, ogni anelito di libertà…gli stessi dirigenti comunisti italiani (quelli superstiti oggi vanno sui novanta anni o più…)che, prima, erano stati i fedeli esecutori degli ordini di Stalin al cui confronto, perfino Hitler diventa un turbolento e innocuo adolescente oppresso da ricorrenti scariche ormonali…chi sa se qualcuno ricorda ancora gli articoli di uno dei loro caporioni italiani a “Paese Sera” che, mentre Alexander Solgenitsin era nei confortevoli Gulag del compagno Breznev, scriveva su “Paese Sera” che lo scrittore russo in realtà scriveva…per rimpinguare i suoi conti in Svizzera.

Roba da far voltare lo stomaco. Forse non tutti ricordano che dopo “Mani Pulite” (per la verità rimase indenne il solo MSI che, poi, con “Er Caghetta” alias Fini & company, avrebbe fatto rimpiangere il tempo in cui quel partito era lontano dal potere!) sparirono i democristiani, i repubblicani, i socialisti (Craxi che aveva avuto l’ardire di dimostrare che si poteva governare anche senza i socialisti fu fatto morire come un cane), i liberali etc…Già si faceva il nome dei ministri del prossimo governo: alla Giustizia il capo di “Mani pulite”, all’interno un “fedelissimo” del Migliore, migliorista egli stesso…e la gente aveva paura, molta paura. Mi ricordo di riunioni di persone “smarrite”: ma quando vanno al potere, questi qui ci incarcerano tutti…

berldpPoi la discesa in campo di Silvio Berlusconi che mandò a gambe all’aria la “Gioiosa macchina da guerra” del compagno Occhetto e che ridette dignità, posti (ahimè), prestigio, onorificenze (non meritate) anche e soprattutto a quei personaggi della prima Repubblica che, altrimenti, sarebbero stati spazzati via…per sempre: Berlusconi aveva capito una cosa: la maggioranza degli italiani era, continuava ad essere ( e continua ad essere tuttavia ) cattolica e anticomunista, nemica di ogni totalitarismo, per la libera iniziativa…E, nel bene e nel male, per vent’anni Berlusconi è stato l’interprete di questa Italia.

Ma Berlusconi, che ben aveva capito questo, non aveva capito un’altra cosa: i cattolici non sono i democristiani che, appunto, dei cattolici sono la caricatura. I democristiani (tiriamo fuori dal mazzo, vi prego, almeno tre persone che – statura fisica a parte – furono davvero grandi: Sturzo, Fanfani e Donat Cattin), formano una razza padrona e servile a un tempo: sono un amalgama di modernismo e calabrachismo e veleno di cui Coniglio Mannaro potrebbe essere il prototipo…quelli che poi Berlusconi ha portato al Gabinetto governativo : Follini, Lupi, Toccafondo (riuscito a farsi trombare dopo che era stato nominato in lista con il porcellum) La Quagliarella, Casini, Follini, Formiconi, Alf(u)mo etc, al massimo sarebbero potuti andare al gabinetto (al cesso) in una visita dopolavoristica guidata a Montecitorio.

Non dimentichiamo che quell’amalgama di Giuda era costituita, fino a poco tempo fa, dai fautori (e nemmeno tanto occulti) e dalle quinte colonne del governo del “fratello” Mario Monti, governo voluto da Angela Merkel e da Giorgio Napolitano dopo che il Cavaliere aveva espresso i suoi (fondatissimi) dubbi sull’Europa e sull’euro. Un governo agli ordini della Trilateral, del Bildelberg e delle banche, che fece i disastri che fece e dei quali nessuno sembrava si avvedesse.

E anche appoggiando quel governo Berlusconi colò a picco, salvo riprendersi subito dopo, allorché mise in naftalina quell’Alf(u)mo che era una sorta di fratello gemello di Fini, con qualche chilo in più, e con le cravatte meno cafone.

Oddio errori, tanti errori, ne ha fatti anche il Cavaliere: ultimo quello di aver firmato i referendum di Pannella, riportando alla ribalta uno squallido personaggio da “Pochade” che, a sua volta, aveva “beatificato” personaggi come Cicciolina o Tony Negri…degni delle zecche traditrici “diversamente berlusconiane”.

E certo non aveva incoraggiato gli elettori, come il sottoscritto, che da venti anni, bon gré mal gré, hanno votato la coalizione berlusconiana, il fatto di vedere l’ex ministra Brambilla (quella che questa estate si faceva riprendere dalle telecamere intenta a togliere la cispa ai cani e alle tigri) presentare, il giorno prima delle Idi di marzo, una proposta di legge, insieme a Veronesi, per introdurre nelle scuole una “coscienza animale” e promuovere l’educazione vegetariana o vegana.

E certo non aveva incoraggiato il suo elettorato Gaylan, che si è fatto paladino della legge liberticida contro l’omofobia: una legge, per chi non lo sapesse, che commina fino a diciotto anni di galera per chi, ad esempio, dia del “frocio” a un frocio che, da ora in poi, non si potrà più chiamare così…

Ma anche qui, siamo seri, cosa poteva fare il povero Berlusconi quando i “democristi” del suo partito che hanno fatto la rivolta perché sentivano andar via da sotto il sedere il seggiolone non hanno detto una parola in difesa dei “principi non negoziabili” e quando il Gran Sinedrio di Comunione e Liberazione (leggi: Compagnia delle Opere) ha addirittura invitato la mammana Bonino, che fece fare oltre diecimila aborti con una pompa da bicicletta, a presentare il Meeting di Cielle (lo scorso anno lo avevano “appaltato” al “fratello” Monti) dopo averla benevolmente accolta come Ministro degli Esteri (i poveri nostri Marò ne sanno qualcosa!), nonostante fosse stato presentato a Roma lo sconvolgente libro dell’ex tesoriere del partito radicale Danilo Quinto: “Emma Bonino, dagli aborti al Quirinale?” (Fede e Cultura), cosa doveva fare il povero Berlusconi, se non adeguarsi, quando il Capo della CEI, Cardinal Bagnasco, dette la Comunione, pubblicamente, a Luxuria… e, infine, siamo seri, cosa poteva fare il povero Berlusconi quando quello che una volta si chiamava ” Il Gran Gerarca…ll Pastore di questo gregge..” e che si acclamava  come il protettore di “Nostra Santa religion” parla, invece che attraverso “L’Osservatore Romano”, attraverso il quotidiano più rabbioso del laicismo anticlericale e dell’antiberlusconismo, chiamando “fissati” coloro che difendono la vita, qualsiasi vita, “dalla nascita alla morte naturale” ?

fini e alfanoOra è il momento delle zecche (perfino un fantasma suonato come Bartolo Cicchitto sembra aver preso vitalità) e tu le vedi quelle stesse zecche che poche ore prima venivano trattate da poveri mentecatti assurte a dignità umana. “Finalmente è nata una destra Europea” gridano in coro Lerner e Travaglio e perfino Battista, il Maggiordomo de “Il Corriere della Sera”, fa loro il “presentat arm”! Non parliamo dei sondaggisti : un nuovo partito affidabile di destra europea (quando è europea va bene anche la destra) che potrà prendere anche un venti per cento…”anche di più” sembra sorridere, belluinamente, con la bocca che gli tocca le orecchie, Maurizio Lupi, che ora è ospite fisso in televisione.

Ve lo ricordate? Successe lo stesso con Fini, “Er Caghetta”, i cui scherani erano fissi in televisione con arroganza pari alle zecche democristiane di oggi, a cominciare da quello che si presentava in maniche di camicia, con la giacca sulle spalle, come l’ultimo dei barrocciai…

Berlusconi, lo diciamo con amarezza, ci ha deluso anche questa volta: c’è un’ora nella vita in cui bisogna fare i conti a viso scoperto, “à la guerre comme a la guerre”; ieri invece sembrava un uomo finito, afflosciato dalle disgrazie, con le lacrime agli occhi, bigio in volto…ma pur sempre un uomo- e forse anche per questo parteggiamo per lui- che, in tanti e tanti anni, ha saputo dare tante tante prove di generosità e di altruismo, un uomo che per troppo sentimento o sentimentalismo, ha permesso che tanta gentaglia fosse innalzata agli onori…e che ha commesso anche tanti e tanti errori…

Dice Formigoni : ora siamo maggioranza, il partito siamo noi. Già, come Fini : io ho tanti deputati….e i voti chi te li dà ?

Non sono un politologo né ho la sfera di cristallo quindi  non sono in grado di predire niente, non so come andranno a finire le cose. Di una sola cosa sono certo, che la gente si tiene alla larga da zecche, piattole del pube e pulci, specialmente ammaestrate. Se solo Berlusconi facesse l’ultimo, fatale errore, ovvero quello di consegnare il partito ai parassiti, allora sarebbe la fine di tutto e lui sarebbe scaricato, ahimè, non solo dai venduti, ma anche da chi per lui ha sempre, onestamente, parteggiato, e vedremo in quel momento il trionfo di Giuda il quale, dopo aver intascato i trenta denari, almeno andò a impiccarsi al fico.

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5 commenti su “Zecche e piattole fondano la “Nuova destra europea”. Costo di iscrizione: trenta denari – di Pucci Cipriani”

  1. piero vassallo

    Grande Pucci, vino al vino, piattole alle piattole
    sono orgoglioso di aver scritto un articolo per ridicolizzare la pulce ammaestrata Lupi (un destino umoristico ha dato il nome del lupo a una pulce)
    posso testimoniare che Berlusconi era uomo troppo generoso e sopportava anche persone squilibrate
    non era un politico, non aveva idee politiche (non possedeva la statura di Fanfani) ma era un uomo capace di rischiare in proprio
    mi spaventa il pensiero che, dopo Berlusconi, possa emergere e galleggiare (in genovese: gallusciare…) un q

  2. Mario Di Febo

    Analisi sommaria ma sostanzialmente corretta. Come l’autore dell’articolo anch’io vedrei molto male un armistizio con le zecche!

  3. Normanno Malaguti

    Berlusconi mi fa veramente pena, visto come lo hanno defenestrato “contra Jus”. Bisogna riconosere che negli ultimi (non troppo) tempi si é comportato come un equilibrista che ha perso l’asta, che non sa più dove buttarsi né che pesci prendere. Una girandola di contraddizioni annaspando per non cadere e cadendo nel ridicolo. Ma, sì mi dispiace vedere uno che avrebbe avuto de numeri, ma che nostra disgrazia non ha condotto una politica univoca e dignitosa.
    Egli pur disponendo di un economista come Tremonti, che in “Uscita di Sicurezza” aveva individuato la strada per salvarci, é stato onoovago .
    Egli sapeva come girano o mondi! Auriti in un colloqio di oltre un’ora gli aveva spiegato il meccanismo del grande crimine finenziario che ci distrugge. presente al colloquio Luciano Marrocco di Pescara. aveva mostrato di aver capito, ma per fare cose importanti bisogna avere una spina dorsale eretta e “fame e sete di giustizoa” costi quel che costi!
    Mi dispiace, ma se ripenso a come tramite Previti agli inizi della sua ‘fortuna si comportò, per spoliare la marchesina Casati Stampa, debbo dire che, pur dispiacendomi, talvolta i nodi vengono al pettine colpendo con un’ingiustizia, chi un’ingiustizia gravissima commise conro un’innocente.
    Mi dispiace per noi italiani, che per Presidente del Consiglio dei Ministri, continueremo ad avere uno scherano del colubro Giorgio e dei grandi (si fa per dire) dell’alta finanza internazionale. Un caro saluto. Normanno

  4. l’italia nasce massone e muore massone. Si dissolve nella europa allo stesso modo in cui il regno delle due sicilie si dissolse nel nuovo stato unitario. Non c’è più niente da fare. Gli italiani non sono stati un grande popolo, non potevano che finire così.

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