Alfie è ciascuno di noi – di padre Vittorio Veneziani

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Con profonda angoscia faccio un appello a tutte le persone sensibili e di buona volontà. Il piccolo Alfie è stato condannato a morte senza aver commesso alcuna colpa. Gli esecutori materiali di questa condanna capitale non sono riusciti a sopprimerlo attraverso il “protocollo” previsto: dopo 12 ore imbottito di droghe, senza ossigeno, senza acqua e cibo, ora continua a vivere respirando come può con un po’ di ossigeno e di acqua. Niente cibo finché morirà fra pochi giorni. Il giudice, pieno di “clemenza”, impedisce a chiunque di prestare alcun aiuto al bambino “per il suo bene” o di trasferirlo in un ospedale che lo possa curare.

Una decisione crudele che ha il plauso di tutta l’intelligenza della nostra società moderna. Nessuno, diplomatici, avvocati, giornalisti, chierici, cristiani di “buona volontà” e “amici” più o meno interessati ha il coraggio di guardare pienamente in faccia la realtà di questa condanna a morte per quello che è: un infierire su un piccolo martire sfinito che ora è costretto ad aspettare la morte per fame confortato da piccole dosi di ossigeno e di acqua.

Ai condannati che sopravvivono alla pena capitale (magari dopo aver compiuto crimini orribili) viene risparmiata la vita. A questo innocente viene somministrata una condanna ancora più crudele della prima. Il tutto mentre l’intero mondo delle persone perbene discetta sulle leggi di una nazione che si ritiene di essere pienamente nel giusto impedendo ciò che non verrebbe negato neppure ad un cane.

Nessuno che, come estrema istanza, abbia il coraggio di portare il caso di Alfie davanti alla Corte dell’Aja. Si discetta a tempo perso sulla vita di un innocente caricato di una Croce che nessuno ha il coraggio neppure di guardare. E questa la chiamiamo “Misericordia” o ricerca del “bene maggiore”?

Molti mi hanno detto: ma dove sta il problema? Ci sono milioni di bambini che sono nella stessa situazione o anche peggio! Ma basta, questa considerazione, per sentirsi a posto e tornare al proprio smartphone a chattare del nulla o mettersi a dormire tranquilli? Io sono esattamente come tutti gli altri, ma il solo chiedermi se sarei contento di trovarmi al posto di Alfie o di qualunque bambino, povero, malato o anziano mi fa dire che non posso continuare a vivere in questo modo. È ora che mi svegli e che mi scuota da questo torpore, prima di trovarmi anch’io solo e intubato in un ospedale in attesa di sapere quando staccheranno la spina per non farmi essere di peso a una società che ho contribuito a lasciar riempire di ogni perversione e malvagità. Sicuramente anch’io sarò vittima di quanto avrò lasciato crescere di male in questo bel campo fertile che Dio mi ha dato a disposizione.

Ma non voglio aspettare la morte in questo modo. Dio ha mandato Alfie perché oggi io abbia la possibilità di cominciare a dire: basta! Alfie, anche se muore, sarà in Cielo, Santo e Martire per sempre. Ma io, dove sarò? Con tutte le schifezze che ho fatto e che ho lasciato fare senza dire nulla, ma anzi approvandole! Non è neppure necessario parlare dell’inferno (che temo più di ogni altra cosa), per capire che c’è già un fuoco che sta distruggendo la mia anima cosciente di aver calpestato tanti innocenti e di aver vissuto unicamente per me stesso senza alcuna pietà per chi mi è vicino o lontano. Normalmente si dice che, se si pensa a queste cose, non si vive più. Ma penso che sia meglio “non vivere più” e cercare di uscire da questa fogna, che rimanerci per sempre.

Per questo dico: salviamo Alfie, non solo per lui, ma per noi, per me, perché sarebbe già un passo per uscire da questa palude di morte. Sicuramente seguiranno altri passi e altri innocenti saranno salvati e poi altri ancora; e intanto cominceremo a salvare anche la nostra anima. Allora, perché non fare questo primo passo e cercare di liberare Alfie? Possibile che non abbiamo nessuna pietà di quel bambino che sta morendo di fame e che sarebbe nella nostra possibilità evitarlo? Perché non chiedere all’Onu di intervenire su un caso di trattamento che oggi non viene tollerato neppure su di un animale? Che ci può costare, esporci almeno una volta spinti da un po’ di compassione? Solo perché dobbiamo difendere il nostro gruzzoletto, la nostra poltroncina o i piccoli piaceri consumati in questo bel letamaio di società putrefatta?

Se salveremo Alfie, avremo salvato un po’ anche noi, i nostri figli, i nostri nipotini e tanti altri bambini che cominceranno a guardarci con ammirazione e fiducia, potendo vedere i noi tanti padri e tante madri che li amano e sanno rischiare qualche cosa per loro. Potremo andare un po’ più a testa alta davanti al mondo, sapendo che il male può essere vinto, e potremo veramente volerci più bene. E questa è la vera e unica felicità

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12 commenti su “Alfie è ciascuno di noi – di padre Vittorio Veneziani”

  1. Un sacerdote cattolico

    Condivido. Non ci si arrenda assolutamente. E’ tutto orchestrato dalla massoneria, ma Dio è più forte della massoneria. Si continui a pregare con fede e si usino tutti i mezzi umani a disposizione per combattere il male. Si vada quanto prima all’Aja, ci si appelli anche all’ONU.

  2. Di proposte ne sono state fatte tante, la proposta deve poi essere portata fino alla meta, per portarla fino alla meta occorre una forza interiore che non abbiamo; passiamo dall’inedia alla formalità.Non si tratta di essere maleducati si tratta di avere la certezza dentro di sè che la battaglia è quella giusta, che si è dalla parte giusta e chi si ha davanti è nell’errore , nel dolo.Questa certezza non l’abbiamo perchè per generazioni hanno fatto credere che il dubitare su tutto fosse più intelligente, più dialogico, più al passo con i tempi intelligenti in cui viviamo. Anche tra noi, qui sui nostri blog, quanti sono scesi in campo, solo per scrivere? C’è da ricoprire internet di commenti ma, non è così. Tutti arresi al fatto che il povero Alfie sarà oggi o domani un angelo del cielo. No, Alfie è qui per dirci che è ora di combattere uniti e stracciare la rete di diavolerie che ci hanno buttato addosso per farci prigionieri.

  3. Aggiornanento:
    Ora sono i medici ad aver paura. Io direi anche il giudice. Quando il suo giudizio va oltre le leggi dello Stato e della stessa etica. Quando l’uomo con la sua superbia sfida il Dio della vita mettendosi al suo posto assisteremo a delle farse, a delle ipocrisie per giustificare tutto quello che si vuole, anche l’ingiustificabile. Se ne facessimo un caso internazionale, se fossero i giudici e i medici a salire sul banco degli imputati prima che l’omicidio di stato accada, vedrete che tante cose tornerebbero al loro posto e non occorrerebbero tante leggi per difendere il diritto alla vita di tanti innocenti verso i loro “Erode”.
    Vedi link: http://www.lanuovabq.it/it/la-dignita-di-alfie-da-speranza-tra-udienze-farsa-e-vittimismo

  4. Da Chiesa e post concilio, un commento anonimo:

    IL GIUDICE HAYDEN È UN ATTIVISTA LGBT PRO GAY E PRO EUTANASIA.

    Da Lifesitenews

    – Il giudice Anthony Hayden, giudice al centro del caso Alfie Evans, è un membro del gruppo Lesbian and Gay (BLAGG) e co-autore di un libro sulle relazioni omosessuali e la loro pertinenza circa i diritti dei bambini.

    Un post sul sito web della BLAGG – un’associazione britannica di legali che supporta “lesbiche, gay, bisessuali e transgender a tutti i livelli”- cita Hayden come membro ufficiale.

    Il post è intitolato Membro BLAGG nominato all’Alta Corte mercoledì 31 luglio 2013 e rimane sul sito Web di BLAGG dal 24 aprile 2018 alle 22:05. L’articolo annuncia brevemente come Hayden è stato nominato giudice dell’Alta Corte. Il post sembra essere stato scritto nel 2015.

  5. Da Chiesa e post concilio un commento anonimo:

    – OSSIGENO, IDRATAZIONE, NUTRIZIONE E PROTOCOLLO DI MORTE: COSA ACCADRÀ?

    Attraverso un comunicato l’Alder Hey fa sapere (dopo l’udienza) che si procede con l’ “and of life care plan” ovvero il PROTOCOLLO di MORTE.

    – Ció significa che: NON RIATTACCHERANNO IL VENTILATORE.

    – Peró significa anche che: IDRATAZIONE e NUTRIZIONE dovranno essete somministrate poichè il diniego delle stesse NON è previsto “da protocollo”. (Nessun medico si aspettava vivesse così a lungo dopo il distacco, solo i genitori ne erano certi!)

    Perciò:
    – OSSIGENO E IDRATAZIONE continuano
    – La NUTRIZIONE invece sarà somministrata a partire da domani mattina
    – Questi sostegni vitali NON POSSONO ESSERE NEGATI, in caso contrario l’ospedale sarebbe passibile di denuncia.

  6. normanno Malaguti

    Commentare?
    E’ mai possibile commentare e limitarsi a questo, pur esprimendo tutto il nostro sdegno?
    Pregare? Si, ma non basta!
    Chiediamo ai giuristi che leggono e magari scrivono su questo sito di indicarci le vie per intraprendere azioni, legali, collettive da sottoscrivere in massa.
    Confido che qualcuno competente si muova e ci dia pratiche sottoscrivibili da tutti.
    Ma facciamolo e facciamolo presto, in nome di Dio!

  7. Mirella/Aloisia

    Io non mi fido più di nessun giudice e di nessun tribunale e molto poco anche di tanti medici tutti collusi nello scempio di questo mondo.Sono nipote di un Sacerdote Dehoniano già tornato al Padre. Se i dèmoni spadroneggiano è perchè abbiamo perduto la FEDE nel Nostro Amatissimo Padre che ci ha donato Gesù e lo Spirito Santo. Io credo che SOLO la Nostra FEDE potrà salvare Alfie Evans, quella vera.Non possiamo chiedere a Dio il Suo intervento solo quando ne abbiamo bisogno. La relazione deve essere continua minuto dopo minuto nella giornata, per tutto il resto della nostra vita. ChiediamoGli scusa per quanto non abbiamo mai fatto per soccorrere il nostro prossimo. Egli aiuterà tutti noi quando assieme lo pregheremo affinchè Venga il Suo Regno. Se siamo creature di Dio, dobbiamo uscire dai nostri rifugi e renderGli Testimonianza e cosi’ salveremo anche…. “gli Innocenti”
    …….IO CREDO
    Ricordiamoci che abbiamo perduto anche il piccolo Charlie Gard, sempre inglese, tentiamo di salvare gli altri…..
    Gli eretici che stanno tentando di condurci ….nella miseria, lasciamoli…

  8. Essendo Alfie cittadino italiano, non possiamo mandare pediatri volontari italiani(ben selezionati moralmente ed scientificamente) in aiuto ai colleghi inglesi?

  9. Chi ha contatto diretto con S. Em. il Card. Burke e con S. Ecc. Mons. Schneider chieda loro di fare qualcosa di eclatante… Siamo di fronte alla posa di una delle ultime pietre del tempio di satana. Non esistono team internazionali di legali che possano in qualche modo frapporsi o adiuvare colleghi inglesi?

  10. il perdono lo lascio a Dio, per quanto mi riguarda, “niente prigionieri”.

    preferisco essere dannato per aver difeso Alfie piuttosto che per la mia ignavia.

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