Alfie e i martiri innocenti del Potere – di Elisabetta Frezza

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Non ho ancora avuto il coraggio di dire a mio figlio più piccolo, che tutte le sere prega per Charlie, che Charlie è morto. Quando mi chiede sue notizie, gli dico di continuare a pregare senza stancarsi mai, perché ce n’è tanto bisogno.

Charlie è nell’abbraccio di Dio e non è questa la cosa difficile da dire a un bambino. Ma la sua messa a morte, decretata con voto unanime dalle Istituzioni – nessuna esclusa – spalanca alla vista un tale abisso di male che non è facile, e forse nemmeno giusto, lasciarlo anche solo percepire a chi si affaccia alla vita.

Dopo Charlie, alla sbarra ora c’è il piccolo Alfie, colpevole pure lui di essere malato, pure lui difeso dai suoi genitori e da uno sparuto esercito di alieni armati di rosario e di buona volontà, soli contro tutti gli altri.

 

 

Gli altri sono il Potere – “scientifico”, giudiziario, mediatico, ecclesiastico – e la forza che lo tiene democraticamente a galla, ovvero la massa distratta, assuefatta, stordita, spettatrice indolente e passiva dei processi capitali trasmessi in diretta TV e che sono la faccia visibile degli innumeri sacrifici umani consumati fuori onda.

Non è immaginabile barbarie più grande dell’omicidio legale dell’innocente, perpetrato nell’ambiente sterile delle strutture sanitarie, e truccato beffardamente con quel pietismo disumano che è il contrario esatto dell’umana pietà. Significa che si è toccato un punto di non ritorno.

Alfie Evans ha ventitré mesi, con suo padre Thomas e sua madre Kate incarna una sacra famiglia di Liverpool. Ha una malattia neurodegenerativa non diagnosticata, ma tale da rendere la sua vita “inutile” secondo gli esperti della vita e della morte altrui, che hanno stabilito debba essergli sospesa la ventilazione nel suo stesso “supremo interesse” e che debba essergli applicato un piano di fine vita coperto dalla privacy, perché Alfie ha diritto alla privacy pur non avendo il diritto di vivere. Lo dice la Corte europea dei diritti dell’Uomo, d’accordo con le Corti Alte e Supreme dell’apparato giurisdizionale inglese, d’accordo con il personale medico dell’Alder Hay Hospital, d’accordo con l’Arcidiocesi di Liverpool, d’accordo con i vertici della chiesa postcattolica che cianciano, talora twittano, di accompagnamento, di viaggio, di dignità del paziente, di compassione, di interessi e di diritti e di altre belle cose che ne significano una soltanto: l’uomo scellerato rimpiazzi pure, con tracotanza blasfema, il suo creatore e si erga pure a tronfio titolare dello ius vitae ac necis sui suoi simili più deboli, il progresso lo vuole.

Nel mezzo di questa notte senza stelle per l’intera umanità, brilla la lettera che il papà di Alfie ha scritto al vescovo di Liverpool, il suo vescovo indegno.

Sua Eccellenza Reverendissima

Arcivescovo Malcolm Patrick McMahon

Arcidiocesi di Liverpool

Eccellenza reverendissima,

Mi chiamo Thomas Evans e sono il papà di Alfie.

Ho letto con grande dolore il comunicato stampa diffuso dall’Arcidiocesi sulla situazione di mio figlio.

Il più grande dolore deriva dal fatto di non essere stato riconosciuto come figlio di Santa Madre Chiesa: io sono cattolico, sono stato battezzato e cresimato e guardo a Lei come al mio Pastore e al Santo Padre come al Vicario di Cristo in terra….

Per questo ho bussato alla porta della Chiesa, domandando aiuto per salvare mio figlio dall’eutanasia che vogliono somministrargli!

Anche Alfie è battezzato, come me e come Lei, Eccellenza, e vorrei che si pregasse per lui, per noi, il solo vero Dio.

So che la morte di mio figlio è un’eventualità precisa e forse anche vicina, e so che lo aspetta il Paradiso… quali peccati potrebbe mai aver commesso, povera anima innocente, inchiodata a un letto, come ad una croce?

Ma so anche che la sua vita è preziosa agli occhi del Signore e che ha anche lui una missione da compiere… forse proprio quella di metterci di fronte alla necessità di mostrare al mondo la crudeltà che si nasconde dietro le parole del giudice che ha definito la sua vita “futile”, assecondando la definizione che ne dà l’ospedale che vuole soffocarlo.

Io non sono medico, ma vedo che mio figlio è vivo e vedo che non viene curato e da mesi chiedo all’ospedale di lasciarci trasferire nostro figlio, di Kate, mio e del Signore, laddove hanno promesso di prendersi cura di lui fino a quando il Signore non lo chiamerà a Sé, perché avrà compiuto il suo pellegrinaggio.

Perché non ci vogliono lasciar portare via nostro figlio?

Se lo è domandato, Eccellenza?

Noi non vogliamo accanirci, e che nessuno si accanisca su di lui, ma vorremmo almeno che fosse diagnosticata la malattia che lo affligge, che gli fossero prestate le cure migliori.

E non crediamo che l’Adler Hey sia in grado di farlo: ha dimostrato a noi e al mondo di non saperlo e di non volerlo fare.

Loro affermano di voler rimpiazzare il trattamento medico con cure palliative.

Ma in verità, ciò che stanno facendo sono esclusivamente cure palliative già da mesi e proprio quelle vogliono sospendere, insieme alla respirazione artificiale, per sedarlo e lasciarlo morire soffocato.

Ora a me pare che questo non sia giusto e non sia cristiano.

Per me questa è eutanasia e non vogliamo che il nostro bambino sia lasciato morire così, perché, oltretutto, ciò sarebbe un ulteriore precedente, come quello di Charlie Gard, per impedire a noi genitori di prenderci cura dei nostri figli malati, che lo stato considera un peso, perché malati, appunto, inutili, improduttivi e costosi.

La prego, perciò, Eccellenza, di voler accettare la mia richiesta di aiuto e di voler portare al Santo Padre la mia voce, affinché sia fatto tutto il possibile per aiutare me e sua madre Kate a portare Alfie fuori dalla Gran Bretagna, perché possa essere curato fino al naturale termine della sua esistenza terrena.

Invoco la Vostra benedizione, e la prego di accogliere i saluti di Kate e miei.

Liverpool 15.4.2018

Non c’è nulla da togliere e nulla da aggiungere alle parole di questo giovanissimo padre, capace di sovrastare dall’alto del suo dolore e della sua speranza contro ogni speranza, e della sua fede umile, fiera e virile, tutta la gerarchia di una chiesa putrescente. Nelle fila di questa gerarchia non vediamo differenza tra chi acconsente, chi tace, chi twitta, chi pontifica, chi benedice da casa le veglie altrui quando dovrebbe invece stare fisicamente davanti al padre di Alfie per difenderlo dai lupi. Non c’è nessuno che tuoni per fermare le mani assassine. Nessuno che lasci la propria stanza per andare a Liverpool e ordinare a mandanti ed esecutori del crimine infame di restituire Alfie ai suoi genitori, nel nome di Dio. Nessuno che parli di inferno a chi si macchia di sangue innocente. Nessuno che parta per asciugare le lacrime di questa madre e del suo sposo, che vada a inginocchiarsi in preghiera nei luoghi di cura trasformati in luoghi di morte, supplicando che il miracolo si compia. Il miracolo non sarebbe la guarigione di un bambino malato di una malattia che non si conosce: il miracolo sarebbe la liberazione di tante belle persone, rispettabili e blasonate, dalle forze occulte del male cui sono asservite.

Di cosa abbiamo bisogno, ancora, per capire che queste forze hanno infiltrato anche la chiesa, diventata un tutt’uno con un mondo che oggi è il peggiore dei mondi possibili. L’agenda eutanatica ed eugenista è siglata da stato e chiesa con firma congiunta. La chiesa ha tradito, e ha tradito al punto da non avere più nemmeno la vergogna di partecipare in prima persona alla crocefissione dell’innocente.

Libera nos a malo, non ci resta che implorare sgomenti. Alfie è atteso dagli angeli del Paradiso, chi non lo ha difeso ne risponderà al giudizio di Dio.

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20 commenti su “Alfie e i martiri innocenti del Potere – di Elisabetta Frezza”

  1. Carla D'Agostino Ungaretti

    siamo ormai immersi fino al collo in quelle “strutture di peccato” di cui parlò S. Giovanni Paolo II in varie encicliche. E la vera tragedia è che ormai neppure le “anime belle” cattoliche se ne accorgono. Intanto il demonio brinda con la sua corte ai grandi successi ottenuti negli ultimi anni.

  2. jb Mirabile-caruso

    Elisabetta Frezza: “…il miracolo sarebbe la liberazione di tante belle persone, rispettabili e blasonate,
    …………………………dalle forze occulte del male cui sono asservite”.

    Forse, dr.ssa Frezza, il miracolo da Lei auspicato richiederebbe Chi avesse l’Autorità Divina di compierlo: il Papa autenticamente Cattolico che la Chiesa NON ha da sessant’anni! E forse sarebbe venuto il tempo – per noi graziati di rimanere ancorati alla Chiesa di Sempre – di prendere coscienza del fatto che la devastazione realizzata, negli ultimi sei decenni, dalle forze del male è avvenuta, anche, con l’ausilio prezioso del nostro silenzio ed inazione.

    Poniamoci questa semplice domanda: sarebbe avvenuto ciò che è avvenuto dal 1958 ai nostri giorni se, in quel lontano Conclave dove è avvenuta la “sostituzione” del Papa, le forze del Bene avessero reagito come avrebbero dovuto? O se avessero reagito per ridare il Suo Vero Papa alla Chiesa in qualsiasi altro tempo fino ad oggi?

    NO: questa è la risposta impastata con la nostra complicità!

  3. Questo articolo è splendido. La cosa incredibile è che già Hitler programmava la soppressione delle vite “inutili” col programma Aktion T4. Hitler è il demonio. Questi giudici inglesi no? Che differenza c’è?

  4. Paolo Martino Allegri

    Brava Elisabetta, come sempre lucida e coraggiosa!
    L’apostasia della Chiesa, profetizzata nel Catechismo della Chiesa Cattolica, è ormai una realtà.
    Papa Leone XIII, citando Papa Felice III, diceva:
    “Non resistere all’errore è approvarlo, non difendere la verità è ucciderla. Chiunque manca di opporsi ad una prevaricazione manifesta può essere considerato un complice occulto”.
    Chiediamo a Dio la fortezza d’animo per noi e i nostri Pastori per rimanere fedeli alla Verità.
    Dio benedica la famiglia Evans!

  5. cara Elisabetta, sempre salda nella fede, battagliera, coraggiosa, luminosa nel giudizio, forte, decisa, stabile nella verità; mi ricordi S.Giovanna d’Arco, S.Ildegarda, … sempre complimenti e buona continuazione, ti ringraziamo per questa tua costanza e per tutto.
    emanuel tribbia

  6. don Giovanni Ferrara

    Grazie cara Elisabetta! La tua lettera mi ha molto confortato nel dolore che condividiamo. Le tue parole sono per luce e forza per non arrendermi e continuare ad annunciare con le parole e con i fatti l’EVANGELIUM VITAE.

  7. Della lettera del padre di Alfie mi ha lasciato sgomento soprattutto un passaggio: chissà se il suo vescovo vorrà o riuscirà a portare la sua voce a quel signore che, piaccia o no, è il Santo Padre, parecchio impegnato su ben altri fronti che non quello della difesa della vita innocente (al netto di qualche timida frasetta buttata a mezza voce qua e là, per pseudo dovere d’ufficio, sperduta in strali equosolidali e comunque sistematicamente contraddetta dal vero andazzo del carrozzone). Forse, per ruolo istituzionale, sarebbe meglio che questa povera voce arrivasse a mons. Paglia, che a sua volta probabilmente chiamerebbe in aiuto lo spirito guida di Pannella. Scrive bene l’Autrice, purtroppo: la ex chiesa, a partire da chi dovrebbe guidarla, è diventata null’altro che una delle tante “alte corti”: tutte d’accordo, tutte “pietose”, tutte “umane”… tutte diaboliche.

  8. Sono sempre più convinto che, come per il piccolo Charlie, si tratti di sacrifici umani veri e propri. E temo che nel prossimo futuro saranno sempre di più. Che Dio ci aiuti!

  9. Alfie sarà un angelo in cielo. Insieme a milioni di altri beati, attivamente soppressi perché ritenuti inutili vegetali o scomodi “prodotti del concepimento”, aiuteranno Nostro Signore a cacciare molte anime – anche di consacrati – giù, nel buio, dov’è pianto e stridore di denti.

  10. Cesaremaria Glori

    Sono terrorizzato a pensare che nel piccolo Alfie c’è ora a patire ancora Gesù Cristo, sempre più martire assieme a tutti i suoi martiri piccoli e grandi. L’ira divina non potrà non scendere su coloro che ardiscono dettare la loro perversa legge su ciò che è di esclusiva competenza del Signore della vita. Quale punizione attenderà coloro che hanno taciuto e tacciono di fronte a questo scellerato peccato che si va consumando minuto dopo minuto in ogni parte della terra e che si ripete ormai da oltre mezzo secolo contro la vita nascente e contro i più deboli della terra, infanti e vecchi giudicati come scarto da gettar via. Quale punizione cadrà su Roma che tace e ammicca al nemico di sempre? Il terzo segreto di Fatima incombe sempre più pericolosamente sul tradimento. Sbandierare la misericordia e negarla ai più deboli è un peccato che grida vendetta.

  11. All’articolo e tutti i commenti che ho letto non posso che aggiungere il mio amen sincero e profondo. Soffro per questa situazione nel profondo delle viscere. Che Dio ci aiuti. Che Dio venga presto!!

  12. La nostra civiltà postcristiana,complice il silenzio della neochiesa ex cattolica, ha abbracciato l’ideologia nazista a parole ipocritamente condannata.

  13. Vorrei vedere polverizzati i cattivi, ma vedo solo tanti innocenti martirizzati, allora penso che sia questa la strada per salvare le anime, perchè polverizzando i cattivi si riempirebbe l’inferno, i martiri invece riempiono il Paradiso e danno speranza a chi vive ancora in mezzo ai draghi. Che il buon Dio faccia il miracolo di salvare Alfie e convertire i medici e i giudici, perchè se ancora una voltà permetterà il martirio, significa che tutti coloro che oggi agiscono da boia, veramente sono morti che camminano. Da tutti questi martiri innocenti si può valutare quanto grande è il peccato di questa nostra società moderna. Quanto abbiamo peccato!

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