Carabinieri perquisiscono la sede di Radio Spada

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da: Radio Spada

[Ieri mattina] i Carabinieri hanno perquisito la sede legale delle Edizioni Radio Spada stilando per conto della Procura della Repubblica di Como un “verbale di perquisizione e sequestro“, in cui, tra le altre cose, il presidente di RS – Piergiorgio Seveso – viene indicato come “indagato“.

L’origine di questo atto? Una denuncia di Francesco Spano, ex-direttore dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per alcuni commenti (scritti da utenti) apparsi a suo riguardo sul nostro sito.

***

P.S.: Piergiorgio sarà presente, militante – e pienamente in carica – alla giornata del 25 aprile radiospadista: goo.gl/UN991Q

Avanti tutta!

 

Una fedeltà più forte del fuoco

di Piergiorgio Seveso

 

In casi come questo  i politici, gli agitatori, gli uomini d’azione, i tribuni salgono su una specie di scranno invisibile e gridano al mondo proclami di indignazione e innocenza. Non sarà questo il mio caso: se sono un “uomo pubblico”, lo sono mio malgrado, data l’assoluta eccezionalità dei tempi ecclesiali che viviamo, e per normalissimo senso del dovere.  Allora esprimo solo parole di gratitudine: anzitutto ai carabinieri che, con molta gentilezza e discrezione, hanno portato a termine la perquisizione cui erano stati comandati. Potevano violare, nel pieno esercizio della forza, il piccolo santuario domestico di quel che resta dei miei affetti con noncuranza e non l’hanno fatto. Si cercava traccia telematica di alcuni frequentatori del blog Radio Spada che avevano vergato commenti con durezza riguardo la lontana e discussa vicenda di Francesco Spanò, allora presidente dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali). Quest’ultimo si era dimesso in seguito allo scandalo di un finanziamento del suo Ufficio ad una associazione omosessualista l’ANDDOS che avrebbe promosso delle orge gay (Qui un articolo dell’epoca). Radio Spada all’epoca si era limitata a proporre una completa rassegna stampa sull’argomento sotto la quale alcuni nostri lettori avevano commentato. Ringrazio gli inquirenti che, pur coinvolgendomi in un’indagine marginale, mi danno l’occasione di testimoniare al mondo di essere un cattolico romano integrale usque ad mortem.  E di dichiararmi di questo  convintamente “colpevole”. Ringrazio da ultimi i moltissimi amici e conoscenti che mi hanno scritto parole di solidarietà, di affetto, di stima, i molti avvocati (non solo gli amici) che si sono offerti di patrocinare la mia causa a titolo gratuito ma soprattutto quelli che mi hanno scritto che stanno pregando per me. Niente mi fa sentire più piccolo e meschino quanto il vostro affetto disinteressato. Ringrazio  da ultimo il noto denunziatore affidandolo alle vostre preghiere. Viviamo un’epoca in cui molti cattolici (a vario titolo) “tradizionalisti” sono frenati da un continuo stillicidio di “vorrei ma non posso”, da un “tengo famiglia” che li paralizza e li confina nella quiete pietistica dell’inazione e della desistenza, dalla volontà di “stare al proprio posto” che in realtà è stare in nessun posto. Può trattarsi di una grave malattia dello spirito, di certo è una grave tabe sociale.  La “scuola” di Radio Spada (che non è quella di Radio Elettra) forma invece spiriti cattolicamente “inquieti”, mossi dalla passione febbrile della difesa del cattolicesimo romano (da nemici esterni e da quelli interni, non ultime le meschinità del nostro mondo). Lo fa con passione, lo fa mettendoci la vita e la faccia, lo fa contra omnes et contra spem. E ora, se permettete, torno ad organizzare le conferenze della quarta giornata di cultura radiospadista del 25 aprile 2018 di Gattatico (RE). Per quelli che verranno, ci si vede lì per passare una giornata all’ombra della Croce e del Triregno.

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11 commenti su “Carabinieri perquisiscono la sede di Radio Spada”

  1. è inutile dire che la Costituzione garantisce tutte le libertà di espressione.Quando continuamente viene negata. C’è qualcosa che non funziona.La corte Costituzionale è morta.Non dice una parola.La Chiesa pure mi sembra morta.Predicare la morte è l’unica libertà.Il popolo tace sembra annichilito.

  2. Mario Di Febo

    Purtroppo spesso le leggi sono espressioni “politiche” e anziché servire da piattaforma alla giustizia conducono all’oppressione.

  3. enrico nistri

    Mi accorgo di avere avuto la fortuna di aver trascorso la mia giovinezza uno dei pochi periodi in cui gli Italiani hanno goduto di libertà d’espressione, quasi un apostrofo rosa fra il tempo in cui era obbligatorio darsi del Voi e quello in cui è divenuto obbligatorio scrivere neri invece che negri, e via discorrendo. La legge Scelba era applicata molto blandamente e la legge Mancino non era ancora stata varata. Si era liberi di essere omosessuali, ma non era vietato essere omofobi. Oggi viviamo tutti in libertà vigilata e l’unica mia consolazione, dinanzi a eventi come questo, è il fatto che non avrò ancora molti anni da vivere in cui dover sopportare questo mondo, o in cui questo mondo dovrà sopportare me…

  4. Ma qualcuno mi spiegherebbe il ruolo esatto e le finalità dell’UNAR ? Ne ho sempre e solo sentito echeggiare il nome nei più svariati contesti….
    Colgo ovviamente l’occasione di associarmi a quanti nelle loro preghiere si uniscono al Sig. Seveso in questo momento di prova. Teniamo duro!!

  5. Graziano Salvadè

    …Noi cattolici, se tali vogliamo essere, dobbiamo seguire il monito di Gesù “il vostro parlare sia se sì, sì ; se no, no…Il di più viene dal maligno”; “…hanno perseguitato Me, perseguiteranno anche voi”…È finita l’ora della fede a costo zero!

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