Cetrioli per tutti. Sull’incompatibilità tra vera dottrina e mode “vegan” (seconda parte) – di Marco Manfredini

Meat abolition

Degli ultimi anni non v’è traccia, ma nel 2014 l’ACV ha partecipato alla “settimana mondiale per l’abolizione della carne”, evento nel quale certi estremisti vogliono imporre per legge a tutti la dieta vegana:

Chiediamo l’abolizione della produzione e del consumo di carne animale in tutto il mondo! Le campagne per l’Abolizione della Carne vanno di pari passo con quelle per la diffusione del veganismo. Chi si oppone alla corrida non si limita a chiedere ai singoli individui di boicottare gli spettacoli; chiede che la corrida sia vietata. Gli oppositori al foie gras non si limitano a consigliare alle persone di non comprarlo: vogliono che l’alimentazione forzata sia vietata.[1]

Il tutto in collegamento con meat-abolition.org:

Promuoviamo, su base volontaria e indipendente, la richiesta di abolizione della produzione e del consumo dei corpi animali in tutto il mondo, ossia la messa al bando dei prodotti che provengono dalla caccia, dalla pesca e dall’allevamento, dato che tali prodotti implicano lo sfruttamento, la sofferenza e la morte di esseri senzienti.[2]

Dagli asterischi che fanno capolino nei testi degli abolizionisti della carne traspare poi la gender correctness che, chissà perché, non ci stupiamo di trovare in tali ambienti.

Unisciti a* attivist* di tutto il mondo e organizza mobilitazioni per aumentare la consapevolezza sull’abolizione della carne![3]

Sempre su questo sito si denuncia che

In tutto il mondo sei milioni di animali terrestri vengono uccisi ogni ora a scopo alimentare.

Il fatto che in quella stessa ora vengono uccisi più di cinquemila bambini[4] nel posto dove dovrebbero stare più al sicuro, ovvero il grembo materno, non pare turbarli altrettanto.

Quando si imbocca una strada sbagliata, non ci si può stupire di trovarsi in cattiva compagnia. Questi sono i compagni di viaggio dei cattovegan; c’è pure il partito fresco fresco di recente formazione: Democrazia Verde. Il primo partito antispecista d’Europa, e siamo lieti di annunciare che ce l’abbiamo noi!

“Teorie deliranti”

ACV, come si sarà capito, basandosi su arbitrarie interpretazioni di passi biblici, predica in contrasto con l’insegnamento della Chiesa, che ha sempre detto tutt’altro. Un piccolo florilegio di testi e pronunciamenti:

E disse loro: «Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può contaminarlo, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?». Dichiarava così mondi tutti gli alimenti. (Mc 7,18-19)

Poi riunita la folla disse: “Ascoltate e intendete! Non quello che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l’uomo!”. (Mt 15,10-11)

[Paolo] vide il cielo aperto e un oggetto che scendeva, simile a una grande tovaglia, calata a terra per i quattro capi. In essa c’era ogni sorta di quadrupedi, rettili della terra e uccelli del cielo. Allora risuonò una voce che gli diceva: «Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!». Ma Pietro rispose: «Non sia mai, Signore, perché io non ho mai mangiato nulla di profano o di impuro». E la voce di nuovo a lui: «Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano». (Atti 10,11-15)

Se qualcuno ritiene che i cibi a base di carne, che Dio ha dato agli uomini per il piacere del loro palato, siano impuri e […] rinunci ad essi […] anatema sia. (Concilio di Ancira, 314)

Chi afferma o crede che non ci si debba cibare della carne dei volatili o degli animali che ci sono stati dati come cibo, non per spirito di mortificazione corporale ma per un sentimento di orrore, anatema sia. (Sinodo di Toledo, 447)[5]

Tutti quei preti che si astengono dal mangiare carne dovrebbero essere obbligati a mangiare vegetali cucinati nella carne, per evitare ogni sospetto di macchiarsi di priscillianesimo, e se rifiutano siano scomunicati. (Papa Giovanni III nel Concilio di Braga, 561)[6]

Ma non per questo, quando si ode dire Non uccidere, si deve intendere che è proibito spezzare un ramoscello e prestar fede stupidamente all’errore dei manichei. Lasciamo perdere queste teorie deliranti. E quando si legge Non uccidere, non si deve intendere che sia stato detto degli alberi da frutto, perché non hanno senso, né degli animali irragionevoli che volano, nuotano, camminano, strisciano perché non sono congiunti a noi dalla ragione. Non è stato dato loro di averla in comune con noi. E per questo con giustissimo ordinamento del Creatore la loro vita e morte è stata subordinata alla nostra utilità. Rimane dunque che s’intenda dell’uomo il detto Non uccidere, quindi né un altro né te. Chi uccide sé stesso infatti uccide un uomo. (Sant’Agostino)[7]

Possedendo egli [uomo] la vita sensitiva nella sua pienezza, da questo lato anche a lui è dato, almeno quanto agli altri animali, di usufruire dei beni della natura materiale. Ma l’animalità in tutta la sua estensione, lungi dal circoscrivere la natura umana, le è di gran lunga inferiore, e fatta per esserle soggetta. Il gran privilegio dell’uomo, ciò che lo costituisce tale o lo distingue essenzialmente dal bruto, è l’intelligenza, ossia la ragione. (Rerum Novarum, 1891)

Ma anche l’ultimo catechismo è piuttosto chiaro:

2416 – Gli animali sono creature di Dio. Egli li circonda della sua provvida cura. Con la loro semplice esistenza lo benedicono e gli rendono gloria. Anche gli uomini devono essere benevoli verso di loro. Ci si ricorderà con quale delicatezza i santi, come san Francesco d’Assisi o san Filippo Neri, trattassero gli animali.

Ciò non toglie che:

2417 – Dio ha consegnato gli animali a colui che egli ha creato a sua immagine. È dunque legittimo servirsi degli animali per provvedere al nutrimento o per confezionare indumenti. Possono essere addomesticati, perché aiutino l’uomo nei suoi lavori e anche a ricrearsi negli svaghi. Le sperimentazioni mediche e scientifiche sugli animali sono pratiche moralmente accettabili, se rimangono entro limiti ragionevoli e contribuiscono a curare o salvare vite umane.

2418 – È contrario alla dignità umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita. È pure indegno dell’uomo spendere per gli animali somme che andrebbero destinate, prioritariamente, a sollevare la miseria degli uomini. Si possono amare gli animali; ma non si devono far oggetto di quell’affetto che è dovuto soltanto alle persone.

Da evidenziare un paio di aspetti. Primo, si parla di contrarietà alla dignità umana, non a quella degli animali. Secondo, nel catechismo si traggono le norme con cui trattare gli animali (e la creazione in genere) dal settimo comandamento, non dal quinto. Le implicazioni sono molto, molto diverse.

Il rispetto della creazione nella sua integrità si deduce come corollario dal settimo comandamento, attuandosi

[…] mediante l’uso prudente e moderato delle risorse minerali, vegetali e animali che sono nell’universo […][8]

Pur facendo molta attenzione a non esporsi con discorsi sfacciatamente in contrasto con la dottrina cattolica, ma di fatto tentando di conciliare due dottrine inconciliabili, gli ACV sono costretti ad assumere per buona la terminologia e tutto l’armamentario dialettico di quella falsa. Come sempre accade in questi casi, mettendosi così sul terreno del nemico, e simpatizzare con i suoi errori, anziché denunciarne le malefatte.

 

Tra un pasto e l’altro

Ribadiamolo: nessuna ideologia può essere compatibile con il cattolicesimo, e visto che il vegetarianesimo è per sua natura ideologico, non può esistere nessun vegetarianesimo cattolico. Un cattolico che per una qualche valida ragione non si cibasse di carni, sarebbe comunque meglio evitare di definirlo vegetariano e tantomeno vegano, per tutto ciò che di pessimo (e tutto sommato anticristiano) si cela dietro queste definizioni.

 

Il cattolicesimo è verità nella sua totalità. L’ideologia, quale essa sia, nell’ipotesi più favorevole è parzialità, cioè una piccola parte della verità assurta a tutto, in quella meno favorevole è menzogna totale, aberrazione, infine culto di chi sappiamo.

Quando si cerca di conciliare il cattolicesimo con un’ideologia, questo non può che uscirne contaminato, perché per risultare accettabile o compatibile con l’ideologia deve rinunciare a una parte di vero. Deve rinunciare a una parte di sé, snaturandosi. E un attimo dopo si finisce a parlare su Radio Radicale elogiandone le macabre trasmissioni.

Chesterton, che si definiva “vegetariano tra un pasto e l’altro”, divenne cattolico comprendendo che “La Chiesa è il luogo dove tutte le verità si incontrano”. Forse oggi anche lui si troverebbe un po’ spaesato; se viene a mancare anche solo una di queste verità, si può ancora parlare di vera Chiesa?

Una volta convertitosi scoprì che “La Chiesa Cattolica è come una bella bistecca, un bicchiere di vino rosso, e un buon sigaro”[9]. Sì, è vero, sembra che oggi la bistecca si sia un po’ ristretta, il vino leggermente adulterato, e del sigaro sia rimasto solo un denso fumo che annebbia le menti del clero.

Ma confidiamo sia solo un momento di passaggio.

Begli esempi

In questa chiacchierata, senza andare troppo per il sottile abbiamo messo insieme vegetarianesimo e veganesimo, che sono le due principali correnti “veg”, perché il primo è considerato dai puri una fase di passaggio verso il secondo, ideologicamente molto più agguerrito e fondamentalista. Abbiamo fatto di ogni erba un fascio, ma c’è da dire che l’argomento si prestava.

Perché mai una persona sana dovrebbe abboccare alla stessa credenza che ha tra i maggiori adepti in Italia Jovanotti, Red Ronnie, Celentano, Battiato, Veronesi, Margherita Hack, Michela Vittoria Brambilla e Monica Cirinnà, vale a dire alcuni tra i peggiori maestri del nostro paese?

È noto il vegetarianesimo di Hitler, ma erano tali anche Pol Pot, Charles Manson, Helena Blavatsky, e lo sono Peter Singer, Bill Clinton, Christine Lagarde…

Non lo era Gesù, come tutti sanno, e solo questo dovrebbe bastare. Non lo era San Francesco, che per quanto parlasse con gli animali, ogni tanto se li mangiava pure; pare che non se ne cibasse invece San Francesco da Paola, così come altri santi e asceti, ma non di certo perché aderissero ai princìpi di un’ideologia che non era ancora stata formulata.

Gli animali sono un magnifico dono e aiuto che il Signore ha regalato all’uomo per meglio vivere su questa terra. Come tutto ciò che viene da Dio deve essere utilizzato con benevolenza, rispetto, assecondandone la natura-fine, evitando crudeli e non necessari sfruttamenti, maltrattamenti, atrocità. È sicuramente deprecabile la deriva produttivistico-industrialista con cui vengono condotti molti allevamenti da qualche decennio a questa parte, come certe pratiche inutilmente crudeli che con i mezzi odierni si potrebbero evitare, ma non perché gli animali possano accampare qualche particolare diritto, quanto per il “dovere naturale” dell’uomo di avere cura del creato. Creato di cui egli deve rimanere il giusto dominus.

Se è un crimine morale lo sfruttamento predatorio e irresponsabile del creato, lo è anche invitare (o costringere) l’umanità a non godere dei beni che Dio ci ha messo a disposizione. Dalle mie parti, ad esempio, si “celebra” gastronomicamente il maiale in un’infinità di forme, di tradizioni e di sapori, tali da rendere questa corpulenta e simpatica bestiola la creatura che più gustosamente ci fa lodare il Signore a tavola per le prelibatezze che ci ha messo a disposizione. Guardatelo, amici veg, togliendovi le fette di prosciutto dagli occhi e magari introducendole nella cavità orale: per cosa è stato inventato secondo voi il porcellino? Che senso avrebbe questo grufolante monumento alla salute e alla prosperità se non potessimo cibarcene? Senza arrivare agli eccessi goduriosi del brillante Camillo Langone, il quale ci provoca le papille narrandoci di un lussurioso culatello da centoquaranta euro al chilo[10] che i più non si potranno permettere di vedere nemmeno da lontano, rimane il fatto che per noi emiliani è il quadrupede rosa a meritare il titolo di migliore amico dell’uomo, altro che il cane! Il suino è persino una creatura anti-spreco ed ecologicamente corretta, non buttandosi notoriamente via nulla del suo pingue corpaccione, una volta abbattuto.

*  *  *

Ormai lo abbiamo imparato, succede sempre così: le ideologie propongono soluzioni che presto o tardi si rivelano peggiori dei problemi che vorrebbero risolvere. Un esempio: come il comunismo, per risolvere la questione sociale, dove è stato applicato ha finito per rendere tutti più poveri e meno liberi, il veganesimo, equiparando uomini e bestie, contribuisce a considerare l’uomo sempre più solo animale, portando acqua al riduzionismo scientista che da Darwin in poi lavora a tal fine.

Il cattolicesimo può essere compatibile con delle idee, mai con delle ideologie.

E adesso si scateni pure la caccia al vegéfobo.

 

 

 


[1]http://www.cattolicivegetariani.it/content/il-veg-e-lecologia/45-generale/1371-settimana-mondiale-per-labolizione-della-carne-24-maggio-01-giugno-2014.html

[2]http://meat-abolition.org/it

[3]Ibidem.

[4]https://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/il-contatore-mondiale-dellaborto-gira-inesorabile/

[5]Citati nel pessimo Vegetariani – eretici senza Dio? Di Ulrich Seifert, edito da Gabriele-Verlag Das Wort, 2016

[6]Il priscillianesimo fu una dottrina gnostico-manichea, nata dal nobile eresiarca spagnolo Priscilliano (Citato da Angelo Stagnaro in http://www.ncregister.com/blog/astagnaro/being-vegetarian-for-the-lord).

[7]De Civitate Dei, Libro I, 20 – Sant’Agostino

[8]Compendio del CCC, – 506. Che cosa prescrive il settimo Comandamento?

[9]Citato da Angelo Stagnaro in http://www.ncregister.com/blog/astagnaro/being-vegetarian-for-the-lord

[10]Manifesto della destra divina, Vallecchi, 2009

24 commenti su “Cetrioli per tutti. Sull’incompatibilità tra vera dottrina e mode “vegan” (seconda parte) – di Marco Manfredini”

  1. La continenza in ogni cosa è una virtù, ma il veganesimo è una follia. Non si può imporre una dieta uguale per tutti, come non si può imporre una cura uguale per tutti. Solitamente questi movimenti nascono da un odio verso il genere umano (odio satanico), che vedono come virus da eliminare. Ormai si è sentito di tutto, dai multimiliardari massoni che dicono che l’uomo causa il buco dell’ozono e dunque bisogna ridurre la popolazione, da quelli (sempre miliardari e massoni) che dicono che bisogna iper vaccinare tutti, per ridurre del 15% la popolazione mondiale, da quelli che fanno comizi con foto di maiali appesi e bistecche piangenti, mentre non dicono nulla sui bambini uccisi nel grembo materno. Sui giornali ultimamente sono riportati articoli su incidenti stradali di animali (ovvero animali che attraversando la strada vengono investiti). Temo che presto si arriverà a punire autisti per animalicidio colposo. Mi pare di essere nella fattoria degli animali di Orwell. Se arriverà una legge che proibisce l’uso della carne, vedremo estinguersi gli animali da allevamento.

  2. Oppure credono gli animalisti che la terra si popolerà senza freno di mucche, pecore, galline selvatiche ed indipendenti? Eliminato l’uomo, o convinto a mangiare solo erbette e frutti (in inverno si tira la cinghia!) bisognerà poi eliminare (o convincere) anche i leoni, le tigri e gli animali carniovori in generale, ma chi lo farà? Una zucchina ribelle?

  3. Bellissimo articolo.
    Una precisazione: Atti 10, 11-15 parla di San Pietro, non di San Paolo.
    Una segnalazione: interessante articolo http://thevision.com/scienza/vita-di-un-vegano-non-etica/
    Una considerazione, forse non marginale. I sacrifici di capri, arieti, vitelli dell’ AT., anticipazioni simboliche dell’Unico Sacrificio di Cristo: dobbiamo censurarli dalla Bibbia? Ha sbagliato Jahvè? E la colomba della Presentazione al Tempio? Ha sbagliato la Sacra Famiglia? E il vitello grasso della parabola? Ha sbagliato Gesù?
    Poveri noi! I vitelli d’oro come quello del veganesimo, quelli si sono troppi!!!
    Bruno PD

  4. Ottimo articolo.
    Una precisazione: Atti 10,11-15 parla di San Pietro,non di San Paolo
    Una segnalazione di un articolo interessante: http://thevision.com/scienza/vita-di-un-vegano-non-etica/
    Una considerazione: i sacrifici di capri, tori, arieti dell’ AT, prefiguranti quello salvifico di Cristo: un errore di Jahvè? La colomba della Presentazione al tempio: un errore della sacra famiglia? Il vitello grasso della parabola: un errore di Gesù?
    Poveri noi! Troppi vitelli d’oro in giro, come quello del veganesimo!
    Bruno PD

  5. Su 100 persone, quante sono in grado di sapere in modo preciso alcune caratteristiche di prodotti che vengono presentati e/o pubblicizzati con determinate caratteristiche, ecco alcuni esempi: vegano, vegetariano, senza glutine, senza olio di palma, senza zucchero, senza zuccheri, senza zucchero aggiunto, prodotti RAW, senza lattosio, ecc. Piccola precisazione, oggi diversi prodotti lavorati, contengono sostanze che nella concezione “normale” detto prodotto una volta non evava. Torniamo a vegani, che sono l’evoluzione del vegetariano, sapete quali sono i prodotti vegani ora è vegetariani ieri più venduti? Sono prodotti, che esteriormente e dal punto di vista organolettico hanno caratteristiche simili per non dire uguali al prodotto con ingredienti animali. Andate a cercare le foto dei prodotti vegani, tipo: spiedini, prosciutto, bresaola, polpette, bastoncini di pesce, ecc.ecc. Mi spiegate la logica di mangiare dei “fagioli” al gusto e forma di spiedino? La risposta è una sola: perversione spirituale.

  6. Ora passiamo alle ditte, che evidenziano l’ovvio in tantissimi casi, ecco alcuni esempi: olio di oliva, olio di girasole, olio di soia, ecc. TUTTI con la dicitura VEGAN e/o il marchio. Succhi di frutta senza GLUTINE. Sapete che esiste il vino VEGANO? Nella mia grandissima ignoranza ero convinto che il vino fosse vegano “automaticamente “, essendo fatto l’uva, invece no. Il vino viene filtrato per decantazione con una polvere a base di albume, quello vegano con la bentonite (un tipo di argilla). Ecco due esempi di “confusione” raccontatemi da una signora titolare di pasticceria: 1 – per favore un croissant vegano, per favore può riempirlo di crema. 2- Per favore un orzo decafeinato.

  7. Sintetizzando…
    Punto 1: l’ideologia vegan, come si evince da questa seconda parte dell’articolo vuole arrivare alla costrizione che tutti, in una maniera o nell’altra, si convertino vegani.
    Punto 2: il vegan ormai è diventata una moda, pur se estrema, ma una moda. Come erano e sono ancora mode certi sport estremi come il parapendio e via dicendo.
    Punto 3: è una posizione ideologica e di vita estrema e come tutte le posizioni estreme ha i suoi rischi.
    Punto 4: essere vegani e cristiani contemporaneamente è problematico.

  8. @Paola
    A me mi basta che NSGC
    Nell’ultima Cena consumo capretto e non cetrioli e carote.
    Il resto è fuffa.
    La Nostra Santa Madre Chiesa ci insegna anche ad essere moderati
    Infatti il venerdi io non consumo carne rispetto gli animali sono contro allevamenti intensivi ma mai mi priverei di una bella bistecca di carne.
    Tutte queste pazzie sono figlie del quel eretetico che fu Lutero.

  9. Mi pare che siano, o fossero stati, vegetariani anche i minimi.
    “È noto il vegetarianesimo di Hitler, ma erano tali anche Pol Pot, Charles Manson, Helena Blavatsky,…”
    Già, la famosa “reductio ad Hitlerum”:
    – siccome Stalin giocava (presumo) a scacchi…
    – siccome Fidel Castro fumava i sigari…
    Troppo livore nell’articolessa, e nel titolo (oltre ai cetrioli ci sono i peperoni, spinaci e fagioli…)

  10. Quel porcellino che l’autore dell’articolo golosamente mangia nelle sagre e che sarebbe stato creato proprio per questo :essere arrostito allo spiedo, lei signor autore sarebbe capace di scannarlo con le sue mani? Vorrei portare un esempio , se venissimo a sapere di un bambino che ha messo un pulcino vivo in un frullatore resteremmo inorriditi ma poi non ci scandalizziamo nemmeno un po’ se l’industria delle uova ne frulla a milioni perchè non servono. Il profitto su esseri viventi è satanico. Sfruttare a morte la capacità femminile di generare e nutrire é satanico. È ridicolizzare la bellezza e la tenerezza della creazione. Gesù è un rivoluzionario. Essere vegana per scelta etica non significa non impegnarsi nella vita e nel sociale per aiutare e amare il prossimo. È semplicemente fare attenzione a nutrirsi di cibo per il quale non sia stato versato sangue. Gli animali adornano il Creato e danno gloria a Dio e nel Suo Regno di pace il leone e l’agnello sono amici. Per favore prima di lanciare anatemi sui fratelli cristiani vegani informatevi!

    1. E come la mettiamo con i vegetali? Anche i vegetali sono delle forme viventi. Hanno un inizio e una fine; nel momento che si sradicano delle verdure dal terreno, anche queste smettono di esistere prima che muoiano e si secchino in maniera naturale. Perché vengono estirpate. Se la forma di vita va rispettata in tutte (sottolineo “tutte”) le sue forme allora potremmo mangiare solo terra e fango. E come la mettiamo anche con le zanzare? Anche le zanzare sarebbero (uso il condizionale perché mi rabbrividisce pensarlo) creature di Dio. Sono gli uomini che sfruttano le zanzare o sono le zanzare che sfruttano gli uomini? E poi ci sono o non ci sono animali che mangiano carne umana? Il vegano dovrebbe imparare ad avere rispetto per chi non la pensa come lui; per quanto mi riguarda della sua alimentazione può decidere ciò che vuole, ma non può decidere per gli altri. Il punto è solo questo.

      1. Sono d’accordo Luigi.
        Ma il punto è che non si può essere vegani e cattolici. E dire che un cibo che Dio ci ha donato è nocivo e impuro. Se così fosse Ci avrebbe messo in guardia e proibito di mangiare carne!
        L’onnipotente non sbaglia mai.

        1. Non si può essere vegani e cattolici come non si può essere atei e vegani, almeno a mio parere. Essere atei vuol dire negare Dio e quindi neghi anghe la soddisfazione di mangiare cose buone come le carni e i prodotti derivati dagli animali. A mio parere anche un ateo si contraddice .
          Perché un ateo dovrebbe essere più legato alle soddisfazioni materiali della vita .

  11. Non capisco tanto livore nei confronti di chi ha deciso di scegliere una via pacifica di mangiare. Forse perché vi sentite in difetto? Forse non sapete quanto sia devastante l’attuale consumo di carne sul pianeta, sulla salute, sulle altre creature ma soprattutto su quel miliardo di persone che muore di fame nel mondo e del quale secondo voi ai vegani non importa nulla… a voi si? E allora smettete di mangiare carne! Per ogni chilo di carne prodotta si consumano circa 15/ 20 chili di proteine vegetali e circa 35 mila litri d’acqua (fonti FAO). Informatevi con sincera curiosità, senza preconcetti e pregiudizi e scoprirete che è l’unica scelta che consentirà al pianeta e all’umanità di sopravvivere. Frutta, verdura, cereali e legumi… questo il Signore ci ha dato come cibo. Non creature miti e innocenti da squartare!

    1. In difetto? Noi siamo nella ragione perché seguiamo la parola di Dio. Non c’è bisogno di informarsi, io lavoro nel settore e so quante menzogne raccontano sulla carne etc.
      E poi la dieta vegana è molto pericolosa per la salute.
      In tempi seri sareste stati scomunicati probabilmente, ma in questa neochiesa c’è posto anche per questi eresie. D’altronde se si celebrano i comunisti in chiesa figurati il resto. Manfredini è stato perfetto nell’esposizione. Nessuna replica possibile.
      L’unica cosa che non capisco è il perché la redazione pubblichi tali commenti satanici. Mi sembra che ci siano già abbastanza divisioni….

  12. Anna, uno mangia ciò che vuole e ciò che può, mi pare che diventare vegani abbia il suo bel costo, sia dal fatto che i cibi vegani costano molto, come quelli senza glutine, la verdura e la frutta sono andate alle stelle e poi ci sono gli integratori vari da prendere. Ma a parte questo non si può imporre una dietauguale per tutti. La sofferenza e la morte non spariscono con il veganesimo, è solo una pia illusione. Concordo sul fatto che l’industrializzazione anche dell’alimentazione sia causa di sprechi e di vite uccise senza effettiva utilità. Ci vuole equilibrio in tutto e continenza in tutto. C’è un ordine prestabilito da Dio: l’uomo sepur a volte peggiore di certe bestie, ha una dignità superiore voluta da Dio, che ci ha fatti suoi figli con il battesimo ed un fine alto, che è quello di conoscere, amare, serive Dio per poi goderlo in Paradiso. Abbiamo anche il rischio di perderci per l’eternità cosa che gli animali non hanno, perchè hanno un’anima mortale. Anche nel bere e nel mangiare bisogna servire Dio e il fine è sempre Lui, non l’ecologia o l’animalismo che sono le…

    1. Commento condivisibile specie su alcuni aspetti. Aggiungo pure che il vegan essendo soprattutto una moda, è sfruttata appieno dall’industria alimentare più di quello che si possa pensare. Fatevi un giro nei supermercati e notate quanti prodotti per vegani sono in commercio, ovviamente a prezzo decisamente alti. Prodotti, tra l’altro, industriali e raramente veramente biologici. Additivi e conservanti abbondano anche nei prodotti vegan. Lo so perché in passato a volte compravo alcuni di questi prodotti che non mi dispiacevano, ma restando sempre onnivero.

  13. …idolatrie. Capisco meglio il vegetarismo, che il veganesimo, perchè mangiarsi un uovo, un po’ di latte e un formaggio sono un giusto scambio di favori tra animali ed uomini: io nutro galline, pecore, mucche e loro in cambio mi danno un po’ del loro prodotto. Tutto è fatica, spesso sofferenza, e la morte arriva comunque. Anche gli uomini faticano (anche per allevare animali che spesso morirebbero, abbandonati a se stessi), soffrono e muoiono. Perciò, no agli eccessi, ma anche no al veganesimo imposto per legge. Non si possono mangiare a forza polpettoni di ceci o alghe che hanno gusto, consistenza e profumo di roba già digerita ed espulsa. Possiamo farlo come penitenza personale, ma non imporlo a figli e mariti. Non vogliamoci male, siamo pur animali da rispettare anche noi, sepur superiori di dignità, intelletto e papille gustative. Ognuno mangi, secondo le proprie esigenze e possibilità, il resto è vanità.

  14. Vedo che a nessuno di voi interessa l’argomento circa lo spreco di risorse per produrre carne (ma poi tutti pronti ad accusare vegetariani e vegani: “voi vi interessate di animali ma ve ne fregate dei bambini!”). Pazienza. Visto che il mio commento, che è di assoluto rispetto per la vita, nostra e delle altre creature, viene addirittura definito “satanico” o “vanità” temo ci sia poco di cui parlare. Credo che l’empatia e la pietà verso le creature del Dio non si possa né imporre né insegnare. Provo, umilmente a dare la mia esperienza, sono vegetariana da 43 anni e vegana da 10, non ho mai preso integratori e non compro, se non raramente, alimenti “strani” come tofu o altro. Mangio ciò che mangiava nostro Signore, i frutti della terra. Perché non riesco proprio a immaginare Gesù mentre addenta una bistecca al sangue…sono satanica?

  15. Per conto mio i vegani sono solo gente “cissata”, che lo fa per darsi un tono, per far vedere che sono più in gambe e meglio degli altri.Comunque credo che non c’ entri per nulla con lareligione. Scusate, fanno tanto ridere quelle etichette tipo : “latte senza lattosio” e simili scemate, come il termine “light”

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