Essere giornalisti oggi

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Quotidiani

Da Internet nuove speranze.

Di Antonio Gaspari

QuotidianiA guardare oggi i mezzi di comunicazione di massa si rimane sgomenti: la lotta tra bande, le menzogne e le bugie, la decadenza culturale, la propaganda ideologica, la ricerca esasperata dello scandalo, la morbosa attenzione a tutto ciò che è catastrofico, sporco, degradato, corrotto, violento, l’ossessione di voler andare a guardare nelle camere da letto, la tentazione di giudicare tutto e tutti invece che raccontare la buona novella. Se questo è il mondo dell’informazione, allora avrebbe ragione Gino Bartali che è “tutto da rifare”e sarebbe molto meglio convincere le giovani generazioni a intraprendere altri mestieri piuttosto che fare il giornalista.
Grazie a Dio però, a fronte di una sgradevole e brutale espressione del quarto potere, c’è un numero di pubblicazioni la cui qualità e originalità è sempre più raffinata, la cui crescita di autori e lettori è inarrestabile.
Basta navigare in rete per trovare centinaia di migliaia di blog, pagine, riviste e quotidiani, rassegne stampa, gruppi di discussione e di preghiera, siti mariani, centri di approfondimento liturgico e teologico, espressioni del mondo missionario, attività e iniziative dei movimenti laicali ecc. ecc. E’ questa parte di mondo della comunicazione che è più dinamico e che i giovani leggono di più.
Ed è proprio grazie al lavoro in rete che in Italia siamo riusciti a vincere le battaglie contro la fecondazione selvaggia degli embrioni, a respingere le proposte per i matrimoni gay e le proposte di eutanasia. Battaglie sul fronte bioetico dove i poteri forti hanno investito massicciamente, schierando i maggiori quotidiani, le principali riviste, i più diffusi programmi radiofonici e televisivi,il mondo del cinema, dei VIP, dello sport…. Eppure il popolo italiano e cattolico è riuscito a sopravvivere e vincere la battaglia utilizzando la radio, la rete internet e gli incontri in parrocchia, nei cinema, nelle sale comunali….
Questa è la prova evidente che aveva ragione “San Paolo quando diceva che “dove abbonda il peccato sovrabbonda la grazia di Dio”. Per ogni albero che cade ce ne sono migliaia che nascono e crescono. Invece di lamentarci del buio dobbiamo accendere cuori. La nostra fede è messa alla prova, ma siamo certi che Gesù ci ha lavato dai peccati e ci ha donato la salvezza eterna. Sappiamo bene che il lavoro di giornalisti cattolici non è affatto facile. Oltre al pregiudizio nei confronti di chi crede, dobbiamo quotidianamente batterci per diffondere la buona novella.
Purtroppo il mondo dei massa media è condizionato dalla cinica regola del “bad news is good news”, che spiega perché la più cruenta e volgare cronaca nera va in prima pagina, mentre noi cerchiamo le storie più belle, più commoventi, le testimonianze più autentiche di chi alimenta la speranza nell’umanità. C’è poi una malattia che mina la salute e le virtù dei giornalisti tutti anche quelli cattolici e si chiama “politicamente corretto”. E’ una regola che viene scolpita nelle menti e nei cuori di chi prova a fare il giornalista e rifiuta sistematicamente il riconoscimento di una verità. Secondo il “politically correct” non esiste la verità, e se c’è qualcuno che vuole dimostrare la ragionevolezza della realtà, non va fatto parlare perchè è “politicamente scorretto”. Così finisce che quello che viene pubblicato non è ricerca della verità, bensì notizie preparate per convincerci della bontà dell’ideologia che i “poteri forti” vogliono farci digerire.
La chiave per capire da che parte stanno i mezzi di comunicazione di massa sta nella finalità: se aspirano a condizionare i lettori, allora confezionano e vendono notizie, meglio se morbose, catastrofiche o scandalose. Se invece sono finalizzate ad un processo educativo che sviluppi la civiltà e renda gli uomini più liberi, cercano verità, giustizia e bellezza e raccontano la buona novella.Per questo la Chiesa cattolica chiama i mass media, mezzi di comunicazione sociale, ed il Vangelo afferma che la “Verità vi farà liberi”.

Antonio Gaspari, Nato a Cascia nel 1955, giornalista e scrittore, è coordinatore scientifico del Master in Scienze Ambientali dell’Università Europea di Roma. Collabora con «Zenit», «Avvenire», il settimanale «Tempi» e i mensili «Il Timone», «Mondo e Missione», «Sì alla vita». È presidente dell’Associazione “Cristiani per l’ambiente”. Ha scritto Profeti di sventura? No grazie! (21mo secolo, 1997); Onu e Santa Sede, le ragioni del confronto (21mo secolo, 1998); Da Malthus al razzismo verde. La vera storia del movimento per il controllo delle nascite (21mo secolo, 1999). Con Riccardo Cascioli è autore per Piemme di Le bugie degli ambientalisti (2004),Le bugie degli ambientalisti 2 (2006), Che tempo farà (2008) e I padroni del pianeta (2009).

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