Gemellaggio con la Russia – di Giovanni Lugaresi

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19 Settembre 1993, a Rossosch: inaugurazione dell’Asilo Sorriso, donato dall’Associazione Nazionale Alpini alla cittadina dove mezzo secolo prima aveva sede il comando del Corpo d’Armata delle Penne Nere, per onorare la memoria dei Caduti nella battaglia di Nikolajewka e, più in generale, di tutti i Caduti della Campagna di Russia. Un’idea del reduce bresciano tenente Ferruccio Panazza, approvata dal presidente Leonardo Caprioli e dal consiglio direttivo nazionale dell’Ana, quindi realizzata, a tutti i livelli, dagli alpini: dalla progettazione (l’attuale presidente nazionale dell’Ana ingegner Sebastiano Favero, l’architetto Davide, suo fratello, e il geometra Bortolo Busnardo, zio) alla costruzione, con un comitato molto attivo composto, fra gli altri, da Lino Chies di Conegliano, Cesare Poncato di Ponte nelle Alpi, con esperti capi cantiere quali Giacomo Franchi di Gussago (Brescia) e Sante Cietto del Gruppo di Soligo (Treviso).

2003: gemellaggio fra i comuni di Conegliano e quello di Rossosch.

Anniversari non fini a sé stessi, cioè non soltanto cerimonie rievocative (che pure hanno un loro significato), ma qualcosa di più, fra memoria e arte, a rinsaldare un legame di amicizia. Così, a quindici anni dal gemellaggio fra Conegliano e Rossosch, ecco una iniziativa omaggio da parte del comune trevigiano, il cui ideatore è un vecio dell’Ana, fra i citati protagonisti di quella Operazione Sorriso di venticinque anni or sono: Lino Chies, appunto.

Se a suo tempo, cioè nel decennale dell’inaugurazione-donazione dell’asilo alla cittadina russa, infatti, Lino era stato presidente per il comitato del gemellaggio e aveva lanciato la proposta per realizzare un parco-giardino su di un’area di oltre tremila metri, oggi, ecco di nuovo un’altra idea, una iniziativa che troverà compimento a metà settembre, in contemporanea con l’installazione a Livenka (Nikolajewka) del Ponte degli Alpini dell’Amicizia, di cui si è già scritto.

I bambini di Rossosch che frequentano l’Asilo Sorriso vedranno la facciata dell’edificio abbellita da un’opera straordinaria in ceramica, dono dell’Amministrazione comunale di Conegliano il cui sindaco è peraltro un altro Chies: Fabio, figlio del vecio alpin.

“L’opera – avverte Lino Chies – verrà trasportata in Russia insieme al ponte per Livenka e messa in opera sotto il porticato di ingresso dell’asilo da volontari alpini”.

Entrando nei particolari di questa realizzazione, ecco protagonista la Scuola di Ceramica di Scomigo fondata negli anni Sessanta dal maestro Pietro Marcon, storico insegnante della frazione di Conegliano, diventata famosa proprio per essere diventata “il paese della ceramica”. Presidente dell’istituzione è Renzo Salvador, affiancato dai ceramisti Gianni Da Re, Isidoro Dal Col, Angelo Zanini e Giuseppe Lorenzet. L’opera destinata a Rossosch ha coinvolto oltre ai maestri ceramisti, anche gli allievi della scuola, è firmata da 26 artisti, e ha visto il coinvolgimento, per gli aspetti cromatici, del pittore Giani Sartor.

Di quali immagini si tratti è presto detto. All’insegna di “Il sorriso delle fiabe”, ecco le figure di Pinocchio e Ricciolo d’oro e i tre orsetti, protagonisti, come noto, di due famose e popolari favole di Italia e Russia. L’illustrazione è costituita da una serie di formelle all’interno delle due grandi figure, unite da un fiume, che si presume sia il Don.

Le caratteristiche si possono così sintetizzare: ceramica maiolicata policroma a doppia cottura a mille gradi – sei metri per uno e ottanta; lunghezza delle due figure: metri 2,70 e 2,55. Naturalmente, accanto alla ceramica, ci sarà una targa bilingue che ne spiega il significato. Il titolo ideato da Lino Chies, “Il sorriso delle fiabe”, non è soltanto una sintesi delle figure, ma vuole richiamare anche il nome stesso dell’edificio donato a suo tempo dall’Ana: “Asilo Sorriso”.

Ecco il testo della scritta posta sulla targa: “CITTA’ di CONEGLIANO/ 2003 – 2018/ GEMELLAGGIO/ CITTA’ DI ROSSOSCH – CITTA’ DI CONEGLIANO// PINOCCHIO, IL BURATTINO DI LEGNO – RICCIOLI D’ORO E I TRE ORSI/ QUANDO LE FIABE UNISCONO I BAMBINI DEL MONDO”.

Questo, per la cronaca. Ma anche in questo caso si va al di là dell’evento puro e semplice. Si tocca cioè con mano la validità e la forza di una associazione che di chiacchiere ne fa poche, che parla poco o punto, ma che, quanto a fatti, primeggia. In un panorama di parolai, demagoghi, gente che fa della retorica ad ogni occasione, quello degli alpini in congedo (che si ritengono, che sono, sempre alpini!) è uno spirito, è un sentimento che si traduce nell’operare, a tutti i livelli, dovunque ci sia un bisogno, e a volte con un di più che rappresenta un tocco di sensibilità, di finezza, di apertura agli altri.

Sfidiamo chiunque a portare esempi di una associazione d’arma (perché tale è l’Ana) che abbia costruito nel paese invaso a suo tempo, un’opera di pace come quel meraviglioso Asilo Sorriso e che in seguito, come avverrà nel prossimo settembre, porterà e monterà a Nikolajewka (Livenka) i pezzi del Ponte degli Alpini dell’amicizia, pure donato alla popolazione di quella città simbolo delle Penne Nere, orgoglio dell’Italia. Il ponte era stato richiesto agli Alpini tornati in pellegrinaggio lassù nel 2013, nel 70esimo anniversario della famosa battaglia, dalla stessa amministrazione comunale russa, e l’Ana, compiuti gli opportuni passi, studiata la fattibilità dell’opera, aveva risposto, come sempre, sì, e a quel sì ha fatto seguire l’opera!

Ecco, allora che proprio nel 75esimo anniversario della battaglia di Nikolajewka, questa nuova opera di pace, di solidarietà, con l’aggiunta della grande ceramica per l’asilo di Rossosch che un comune italiano, quello di Conegliano, appunto, ha deciso di donare. Anniversari non fini a sé stessi, come si diceva, appunto, ma concretezza di opere, sempre nel ricordo, sempre per tenere viva una memoria che parla di Alpini: Reverberi e don Gnocchi, Reginato e padre Brevi, Prisco e don Stefani, e tutte le altre Penne Mozze, i Caduti in Russia e quelli che “sono andati avanti” dopo, in Patria.

 

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1 commento su “Gemellaggio con la Russia – di Giovanni Lugaresi”

  1. Bravo lìarticolista e brave le Penne Nere. Pensando ai drammi della guerra mi sono commosso leggento l’ articolo. Grazie.

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