Il coraggio di Viganò e la viltà dei media – di Léon Bartoletti

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La barca della chiesa naviga in cattive acque, ma la nave del giornalismo non è da meno. Figuracce, balle, coperture, doppiopesismi, difese dei forti, offese ai deboli. Il “caso Viganò” (che non è poi quello di monsignore, semmai della gerarchia cattolica) ha definitivamente levato ogni credibilità a certi organi di informazione.

Nelle ultime settimane, grazie al certosino lavoro di inchiesta di alcuni eccezionali colleghi promossi investigatori sul campo, siamo riusciti a sapere che l’arcivescovo Carlo Maria, quando aveva pochi anni e zampettava all’asilo, con le manucce si smoccolava il naso e ha probabilmente tirato la sottana a una suora; non siamo però ancora riusciti a sapere se quanto l’ex nunzio denuncia su andazzo clericale, silenzi, omissioni, complicità ad alti livelli è vero o falso.

Piuttosto usuale, come tattica di sviamento: l’argumentum ad hominem, la character assassination, la distruzione della reputazione dell’accusatore invece della verifica delle accuse. «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo… si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire” è il suggerimento, sempre molto ascoltato, del conte zio nei Promessi Sposi.

Appare sacrosanto, allora, quanto scrive Ben Shapiro sul settimanale americano Newsweek (https://www.newsweek.com/ben-shapiro-why-name-god-media-protecting-pope-francis-opinion-1098982). Traduciamo per i lettori.

«Nel 2003, il Boston Globe ha vinto un premio Pulitzer per i suoi articoli su un enorme insabbiamento di abusi sessuali in seno alla Chiesa cattolica operato dall’arcidiocesi di Boston. La commissione del Pulitzer ha lodato il quotidiano per la sua “coraggiosa, comprensiva inchiesta sugli abusi sessuali dei preti, una fatica che ha perforato la segretezza, provocato reazioni locali, nazionali e internazionali e prodotto cambiamenti nella Chiesa Cattolica Romana”. Sul lavoro, Hollywood ha prodotto il film Spotlightpremiato agli Oscar.

«Nel 2018, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, già ambasciatore del Vaticano negli Stati Uniti, ha diffuso un memoriale di 11 pagine sostenendo che Papa Francesco e altri importanti funzionari del Vaticano hanno reintrodotto il cardinale Theodore McCarrick in un ruolo pubblico nonostante credibili informazioni di abusi sessuali su seminaristi e minori. Il memoriale ha scosso la Chiesa cattolica; Papa Francesco si è rifiutato di commentare; altre fonti si sono fatte avanti per sostenere le affermazioni di Viganò.

«Il cardinale Blase Cupich di Chicago ha fatto la dichiarazione praticamente incredibile che Papa Francesco non dovrebbe commentare, dal momento che ha “programmi maggiori. Deve impegnarsi in altre cose, come parlare dell’ambiente e proteggere i migranti e portare avanti il lavoro ecclesiale. Non vogliamo infilarci in un buco di coniglio come questo”.

«Così, la stampa ha forse colto l’occasione per indagare le accuse di Viganò? Ha chiesto risposte a Papa Francesco? Abbiamo assistito allo stesso tipo di coraggiosa, comprensiva inchiesta sull’operato di Francesco come quella vista dalla squadra del Globeintorno al 2003? Naturalmente no.

«Invece, i principali media sono usciti dalla loro linea per ritrarre Viganò come un conservatore scontento, arrabbiato per l’interpretazione progressista di Papa Francesco alla dottrina cattolica. Il New York Times ha titolato: “Il potere vaticano si apre quando i conservatori sobbalzano”. Perfino peggio il titolo cartaceo: “Francesco prende la via alta mentre i conservatori sobbalzano, facendo pubbliche critiche”.

«Sì, secondo il Times la storia non era il Papa in carica accusato in modo credibile di coprire abusi sessuali – era che i conservatori lo attaccano. Il problema delle molestie infantili e degli abusi sessuali da parte del clero sta un posto dietro le politiche di sinistra di Francesco, come l’articolo del Times ha reso chiaro nel suo primo paragrafo: “Fin dall’inizio del suo pontificato, Francesco ha fatto infuriare i cattolici tradizionalisti cercando di allevare una chiesa più accogliente e di allontanarla da una cultura di guerra su alcuni temi, sia l’aborto o l’omosessualità. ‘Chi sono io per giudicare?’ ha notoriamente detto il papa quando gli è stato domandato dei preti gay. Dunque quanto sono diventati arrabbiati i suoi nemici politici e dottrinali è diventato chiaro questo fine settimana…”

«Non è stato soltanto il Times. Mercoledì, la Reutersha titolato: “I difensori attorniano il Papa, temono una crescita della guerra dei conservatori”. Giovedì, la Reuters ha raddoppiato così: “I media conservatori vanno al fronte della battaglia per minare Papa Francesco”. Il Telegraph (Regno Unito) ha riportato: “Gli analisti vaticani dicono che l’attacco sembra essere parte di un concertato sforzo dei conservatori di rimuovere Papa Francesco, che a loro dispiace per le sue vedute relativamente liberal…”

«Ma perché, in nome di Dio, fare un appello al Vaticano di non difendere i molestatori sessuali è per la stampa un argomento politico? Perché non è invece qualcosa sulla quale possiamo essere tutti d’accordo? Perché la stampa non sta ponendo domande dure al papa, invece di concentrarsi sulle supposte motivazioni degli accusatori?

«I disgraziati tentativi dei media di difendere Francesco per amore delle sue politiche espongono semplicemente la vera motivazione maligna di molti nei mezzi di comunicazione: erano felici di mettere in luce le magagne e il male della Chiesa Cattolica quando il papa era un conservatore; sono felici di facilitare una copertura quando il papa è un liberal.

«Questo è vile. E molti cattolici comprendono che se gli appartenenti ai media – uno schiacciante gruppo di persone secolarizzate – stanno fermamente difendendo un papato accusato di coprire abusi sessuali, non è generalmente per buona volontà verso la Chiesa. È piuttosto convinzione che la dottrina tradizionalista debba essere distrutta a ogni costo, perfino includendo gli abusi di minori e la violazione della fondamentale legge canonica.

«Gli articoli dei media sull’emergente potenziale scandalo di insabbiamenti da parte di Papa Francesco e dei suoi collaboratori non chiamano in causa i cattolici conservatori. Chiamano in causa gli stessi componenti del sistema di informazione, che sembrano ansiosi di scoprire le malefatte soltanto quando servono ai loro interessi politici e ansiosi di subordinare gli interessi dell’innocente, quando devono, alla loro agenda politica».

Patetici e ridicoli.

 

 

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13 commenti su “Il coraggio di Viganò e la viltà dei media – di Léon Bartoletti”

  1. Un pericolo grave, gravissimo incombe oggi sull’umanità intera. La Chiesa Cattolica, unico baluardo contro gli assalti delle forze infernali (Satana è sciolto dalle catene, ricordiamoci le parole della Madonna), è stata abilmente minata dall’interno, e poi lentamente ma inesorabilmente (negli ultimi tempi, però, sempre più velocemente), dissolta, annientata, eclissata. Una nuova entità le si è sovrapposta, mantenendo solo la facciata, mentre dentro tutto è stato rovesciato (Satana, scimmia di Dio, imita a rovescio l’opera dell’Altissimo) : il male è divenuto bene, e viceversa. Porte aperte quindi a tutti i nemici storici di Dio e della Chiesa, a eretici e scismatici, alle religioni non cristiane, purché non si convertano, non diventino virtuosi, ma rimangano pagani e/o impenitenti sino alla fine dei loro giorni. Porte sbarrate, emarginazione, dileggio, persecuzione spietata ai pochi, residui cattolici, difensori della Verità tutta intera, della vera, unica Chiesa di NSGC, Santa Romana Chiesa (preroncalliana, preconciliare). Questi coraggiosi “apostoli degli ultimi tempi” ((S. Luigi…

  2. Questi coraggiosi “apostoli degli ultimi tempi” ((S. Luigi Maria Grignon de Monfort) sono divenuti nemici della pace universale, della nuova religione dell’uomo (pace e unità a spese della Verità), e pertanto additati al pubblico ludibrio, o addirittura consegnati al braccio secolare per essere messi a tacere per sempre (nel contesto di un moderno cesaropapismo, stavolta però di ispirazione satanica).
    In questo scenario infernale, da incubo (interessante il parallelismo con alcuni vecchi films di fantascienza, quali “L’invasione degli ultracorpi”, di Don Siegel, 1956, e ”1984” di George Orwell) le poche persone rimaste ancora lucide, in grado di usare il ben dell’intelletto, esenti dall’accecamento spirituale e dall’indottrinamento luciferino (bipensiero, manipolazione del pensiero e delle menti, con il metodo della rana bollita o della finestra di Overton), sono divenute l’obiettivo di una vera e propria caccia alle streghe, di una campagna diffamatoria ossessiva e compulsiva (grazie ai mezzi d’informazione tutti in mano alla massoneria)

  3. Siamo arrivati al punto di definire “cani selvaggi” coloro che chiedono spiegazioni, risposte, chiarimenti, insomma coloro che chiedono che venga proclamata la verità.
    Leggete “La Verità” di oggi.

    1. La “Verità” spara titoli tipo “Il gatto del cognato del cugino del vicino di quel personaggio” pur di infangare un nome presso i superficiali. Una massa di bugiardi denaro-dipendenti a servizio di chissà quale padrone.
      Che Dio lasci la sapienza almeno a chi si professa credente.

      1. Cara Maria,
        Siamo d’accordo, i titoli dei giornali vengono scritti ad hoc, in modo da fare colpo su chi legge: tutti ! Nessuno escluso.
        La Verità alla quale crediamo è ben un’altra. Non mi piace come i giornalisti dividono la chiesa in cattolici modernisti e cattolici tradizionalisti: perché è una divisione che non sta né in cielo né in terra. Uno è il Vangelo, uno è il Catechismo, una è la Chiesa: Santa Cattolica e Apostolica. Piena di difetti, piena di contraddizioni ed errori: ma è la Sposa dell’Agnello, siamo membra vive del Corpo Mistico di Cristo. Chi si pone in posizioni che sono in contrasto con la Dottrina della Chiesa, si pone fuori di essa.
        Lo scrivo anche per altri lettori, con tutta umiltà. Non cadiamo nella trappola del maligno di farci condannare e giudicare: non spetta a nessuno qui sulla terra. A noi è chiesto di essere trasparenti nel nostro parlare ed agire. Di portare la nostra croce quotidiana, piccola o grande che sia, offrendo le nostre fatiche e sofferenze per la conversione di chi non crede o è nell’errore.

      2. A conclusione del mio commento precedente
        Qualche giorno fa, appeso ad un armadietto dove ripone gli attrezzi da lavoro, un vecchio dipendente della ditta per la quale lavoro, aveva appeso (molto tempo fa a giudicare da quanto era sbiadita l’immagine, ma io l’ho vista solo recentemente) una immagine di San Pio da Pietrelcina, dove erano scritte queste parole:
        “Volentieri mi addosserei, pur di vederla andare salva, tutte le afflizioni della persona, cedendo a suo favore i frutti di tali sofferenze, se il Signore me lo permettesse”.

        Laudetur Jesus Christus!

  4. Luciano Pranzetti

    Eh sì, cara Tonietta. Quello che era il gregge di Cristo è diventato un branco di cani selvaggi. Penoso, solamente penoso! E se questo è il parere dell’archimandrita – il sommo pastore – quale potrà essere quello dei guardiani?

    1. Caro Professore, dopo l’acidità sprigionata dai due commenti precedenti (per carità, ognuno ha i suoi punti di vista…), il suo mi rianima molto.
      Cari saluti.

      1. Mi associo anch’io più che volentieri nel ringraziare l’amico Luciano per i suoi preziosissimi commenti, che illuminano la mente e riscaldano il cuore, prego il Signore per lui, che non ce li faccia mai mancare. Pace e bene

  5. Certamente, categorie come “liberal” e “conservatori”, “progressisti” e “tradizionalisti” (se con tale ultima definizione si ignora la Tradizione) sono misere, mutuate dal lessico politico. Il Vicario di Cristo deve superare queste logiche, è chiamato a custodire e testimoniare la Dottrina che non è una teoria, ma è l’insegnamento autentico professato dalla Chiesa Cattolica, cioè universale, fondata da Gesù Cristo che è il Figlio di Dio. Non è una qualunque verità, è la Verità Rivelata tramandata dagli Apostoli e da tutti i Testimoni della Fede. Il Pontefice dunque non ha “programmi maggiori” da attuare, non è un leader candidato al Governo di un Paese, come tanti solerti giornalisti vorrebbero far credere. Egli è chiamato a volare alto, non a restare ancorato a logiche terrene. Il suo orizzonte è – e per sempre deve essere – quello di coloro che “cercano le cose di lassù”, non quelle della terra. Il Paradiso come predicava S. Filippo Neri.

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