Il guru che mi ha aperto gli occhi – di Aldo Maria Valli

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Per gentile concessione dell’Autore:

https://www.aldomariavalli.it/2018/11/09/il-guru-che-mi-ha-aperto-gli-occhi/

 

Mi sento molto vicino al signor Emile Ratelband e gli esprimo tutta la mia solidarietà.

Come dite? Non sapete chi è il signor Emile Ratelband?

Ma come?

Dunque, lui è un signore olandese, che di mestiere fa il positivity guru.

Come dite? Non sapete che cos’è un positivity guru?

Ma insomma, devo proprio spiegare tutto!

Il positivity guru – lo dicono le parole stesse – è un guru motivazionale.

Come dite? Che cos’è un guru motivazionale?

Che pazienza ci vuole!

Un guru motivazionale è uno che ti fa vivere meglio, che ti insegna tante cose importanti e utili: come avere successo, come guardare la vita con fiducia, come essere belli e sicuri di sé eccetera.

Comunque, non è questo il punto.

Il punto è che il signor Emile ha sessantanove anni ma se ne sente venti di meno. Ma lui, essendo un guru, non si limita ad andare in giro dicendo “Guardate, ho sessantanove anni, ma me ne sento quarantanove”. No, lui ha voluto andare fino in fondo. E così si è rivolto alle autorità del suo paese, l’Olanda, e ha chiesto che gli vengano tolti ufficialmente vent’anni.

Proprio così: nero su bianco.

“Ho la forma fisica di un cinquantenne, e anche la condizione mentale”, ha detto il signor Emile dopo una serie di controlli clinici. Così si è rivolto a un avvocato e ha fatto la sua richiesta, con tanto di carta bollata. Ha deciso di mantenere inalterato il giorno e il mese della nascita, l’11 marzo, ma di spostare avanti il tutto di vent’anni tondi tondi: dal 1949 al 1969.

E le autorità olandesi che cos’hanno risposto?

Come dite? No, non hanno mandato gli infermieri per un TSO (trattamento sanitario obbligatorio). A dire il vero, non so nemmeno se in Olanda esista il TSO. No, no, l’Olanda è un paese libero e progressista, e così le autorità non si sono scomposte e hanno detto: “Va bene, vedremo. Le faremo sapere”.

La decisione è attesa fra un mesetto circa, e intanto il guru è diventato famoso, perché la sua richiesta è finita su tutti i giornali.

Da buon guru, il signor Emile sa come gira il mondo. Dice che lui ha ancora successo su Tinder ma che se avesse vent’anni di meno ne avrebbe ancora di più (di successo) e dunque…

Come? Che cos’è Tinder?

Ma come? Tinder è un’app.

Come? Che cos’è un’app?

Ma dico? Dove vivete? Un’app è un’application, un’applicazione, un programma software, una di quelle diavolerie lì. E Tinder è un’app per l’acchiappo, o da rimorchio, come direbbero le mie figlie. E adesso, per favore, non fatemi spiegare anche che cos’è l’acchiappo o il rimorchio, eh!

Dunque, per tornare a bomba, il guru ha fatto questa richiesta, e l’ha motivata. Ha detto: “Ma scusate tanto, se a questo mondo è possibile cambiare il nome e il sesso, perché non dev’essere possibile cambiare anche l’età? È una questione di libertà”.

Signori miei, è così: qui c’è poco da contestare.

Le autorità olandesi hanno provato a obiettare che, insomma, se togliamo vent’anni, quei vent’anni dove li mettiamo? Cioè, che fine hanno fatto? Cioè, che fine ha fatto il signor Emile, il signor guru, dall’anno zero all’anno venti?

Ma è evidente che sono obiezioni di poco conto. Di fronte alla libertà, non ci sono calcoli che tengano. Di fronte alla libertà, inutile appellarsi a cose rigide come addizioni e sottrazioni. Se uno sente di avere vent’anni di meno, è giusto che quegli anni gli siano tolti. Se un uomo sente di essere donna, è giusto che diventi donna, e viceversa. Se uno sente di non essere né uomo né donna, è giusto che sia né uomo né donna. Se uno sente di essere un cavallo, è giusto che sia un cavallo. O vogliamo vivere ancora nel medioevo?

Anzi, dirò di più. Perché non poter cambiare anche il giorno e il mese di nascita? Non mi va febbraio, perché è troppo freddo? Mettiamo giugno! Non mi va il giorno 3, perché è un numero che non sopporto? Mettiamo il 10! Non mi va il mio segno zodiacale? E io lo cambio.

Pensate che bello. La libertà non può avere limiti.

Giustamente il signor Emile dice: “A sessantanove anni sono limitato. A quarantanove, invece, posso comprare una casa, guidare una macchina di un certo tipo e svolgere determinati lavori. Non voglio più subire discriminazioni per la mia età”.

Non posso che essere d’accordo.

D’altra parte, se i giudici olandesi hanno detto che la possibilità di cambiare sesso è stata una grande conquista, perché non dovrebbe essere una conquista anche la possibilità di cambiare l’età?

Mi sembra mortificante stare a spiegare le ragioni del guru, tanto sono evidenti.

Dunque, aspettiamo con curiosità il verdetto.

Ma intanto anche qui da noi, nella nostra Italia, potremmo prendere esempio dal signor guru. Potrebbe essere un modo per infrangere il nostro atavico campanilismo. Se io non mi sento lombardo ma, poniamo, abruzzese, ebbene: voglio essere abruzzese. Se non mi sento milanese ma, poniamo, il mio sogno è sempre stato di essere di Campobasso, ebbene: voglio essere di Campobasso.

Che cos’è questa storia di restare ingabbiati all’interno di schemi rigidi?

La mia maestra mi diceva sempre: “Aldino, non sarai mai un matematico” e io ho sempre pensato di essere una schiappa in matematica. Ma ora il guru mi ha aperto gli occhi. Dentro di me, sento di essere un grande matematico, e dunque pretendo di esserlo.

La mia mamma mi diceva: “Aldino, sei troppo timido” e io ho sempre pensato di avere difficoltà nelle relazioni sociali. Ma ora il guru mi ha aperto gli occhi. Dentro di me, sento di essere un grande socializzatore, e dunque pretendo di esserlo.

L’allenatore mi diceva sempre: “Aldino, non sarai mai un grande giocatore”. Ma ora il guru mi ha aperto gli occhi. Dentro di me sento di essere un campione, e dunque pretendo di esserlo.

Bisognerà che mi trovi un buon avvocato.

Così farò anch’io la richiesta.

Infatti, sento di avere cinque anni.

 

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13 commenti su “Il guru che mi ha aperto gli occhi – di Aldo Maria Valli”

  1. jb Mirabile-caruso

    A. M. Valli: “Bisognerà che mi trovi un buon avvocato.
    …………….Così farò anch’io la richiesta.
    …………….Infatti, sento di avere cinque anni”.

    Sarebbe bello, dr. Valli, che Lei si sentisse di avere , diciamo, settant’anni e si sentisse anche di essere un Papa autenticamente Cattolico: se lo immagina cosa accadrebbe? Non a Lei, ovviamente, ma a questa oscena carnevalata vecchia e stravecchia ormai di sessant’anni, e a chi la gestisce da dietro le quinte?

  2. Ed io sento di avere dieci anni di più, quindi 72, non mi sento giovane. Diamine! ne parlerò con il mio avvocato.

  3. Oswald Penguin Cobblepot

    Che cos’è il divieto? E’ l’ordine, imposto da chi ne ha l’autorità, di non adottare una determinata condotta, perché effettivamente lesiva o potenzialmente nociva per se stessi o per altri. Quindi, essa proibizione discende dal giudizio sul disvalore di un comportamento, che è giudicato negativo, o per sua natura o per gli effetti che ne potrebbero conseguire. Ma se è dal 1968 (o dal 1789?) che è vietato vietare, che l’autorità è repressione, che “io sono mio/mia”, che la libertà è il solo valore (anzi il motore stesso) della storia umana, che la morale è solo una delle sovrastrutture della società capitalista, adesso che cosa pretendiamo? Di che cosa ci meravigliamo? Per che cosa ci indigniamo? La Libertà è salita in cattedra, e la Verità è discesa nelle catacombe: adesso contempliamo le macerie. Un saluto da Gotham, il Pinguino.

  4. Cari amici,ma stiamo scherzando????Attenzione che se cade il governo SALVINI- DIMAIO,la prossima riforma delle pensioni(FORNERO 2 LA VENDETTA)potrebbe essere proprio questa:imporre per legge a chi a 69 anni di modificare la sua data di nascita e portala a 49 rimandando di vent’anni il pensionamento!!!Tutto per abbassare lo spread,ovviamente e sanare i conti pubblici!
    Per non parlare poi della nostra “amata”Bonino che estenderebbe il “diritto di aborto”fino al ventesimo anno di età,in quanto” i primi vent’anni
    non contano,non sei una persona,ma solo un ammasso di cellule,che non si è ancora guadagnato il diritto di vivere”!

  5. IO invece, mi sento di avere 65 anni, anche se ne ho venti in meno…e quindi pretendo che me lo riconoscano e che mi facciano andare in pensione, anche se con la minima, mi accontento!!! ahahahahhhaaahh

  6. Luciano Pranzetti

    Peccato per il “paraguru” olandese! L’anagrafe lassù dice che l’anno, il mese, il giorno e l’ora della sua dipartita da questo mondo di felicità è fissata nel “libro che’l preterito rassegna” (Par. XXIII, 54) dove non è prevista retrodatazione alcuna. Sulla lastra tombale sarà scritto: ” La legge umana lo dichiarò più di 20 anni. La morte glieli restituì”. E pensare che girano ancora dei bischeri super Faust!

  7. Io mi sento uno straccio… e comunque prima di fare la visita medica mi sbianco i capelli e mi mangio 2 kg di fritti e una torta gelato, così mi trovano i trigliceridi a palla, il diabete e dico pure che perdo la memoria… altro che reddito di cittadinanza, voglio la pensione e l’accompagno…. perchè mi sento vecchio, anzi vecchissimo… pensate che credo ancora che la Verità è una sola, che il Dio cattolico esiste e che i gay fanno peccato contronatura….

    Le prove sono schiaccianti…. ho almeno 100 anni…. forse anche 120…. e di andare a fare schifo su tinder me ne frego!!!!

  8. Esempio calzante delle voglie personali da realizzare per legge.
    Siccome non riusciamo a rispettare i famosi dieci comandamenti datici dal Buon Dio per essere e restare esseri umani, ci siamo riempiti e ci riempiamo di leggi, leggine, commi, regolamenti e via elencando. Ormai le leggi ci legano e ci imbavagliano come mummie e tutto ciò in nome della libertà. E nessuno di accorge di essere stato schiavizzato con il suo assenso.e di essere ormai cavia del’uomo cavia a sua volta.
    L’uomo, compenetratosi del pensiero che i primati sono i suoi progenitori, ha fatto del suo meglio per tornare scimmia. Bestia, cioè.

  9. Una scommessa facile sulla prossima libertà, che sarà rivendicata come un diritto umano? Perdiana: ma il nome! Come la mettiamo con il sacro principio di autodeterminazione, se il nome mi è IMPOSTO da mio padre e mia madre? Mi hanno chiamato Giovanni; ma io mi sento più Antonio che Giovanni. Perdiana, ho il DIRITTO di essere chiamato Antonio! E se domani mi sveglio, e mi sento stanco di Antonio, perché mi sento Annibale; ho il DIRITTO a un cambiamento rapido del nome in Annibale! Quanto tempo ci vorrà per arrivare a questo? Poco, molto poco, sembra. Si accettano scommesse.

    1. Questa del nome succede già.
      Arrivati a 12 anni contestano il nome ricevuto e se ne inventano un altro. Vi ricordate Pannella?
      Si scelse Marco perché non gli piaceva Giacinto.
      Anche il cognome se suona sgradevole e dà imbarazzo. E il giudice ti accontenta.

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