Il segreto per un matrimonio felice? Amare … per sempre – di Paolo Capasso

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di Paolo Capasso

libro borghello.jpgSecondo alcuni sondaggi statistici, chi si sposa oggi ha circa l’80% di probabilità di andare incontro alla disperazione ed ha più del 40% di probabilità di separarsi lungo la strada della vita di coppia (gli statunitensi rilevano il 63%, ma in Italia la situazione è leggermente migliore). Non solo, ma le persone sagge sanno anche che per ogni famiglia che si sfascia, almeno un’altra soffre.
Perché il matrimonio, considerato un sacramento nodale, vive un periodo di profonda crisi? Manca forse l’amore tra coniugi nonostante un sincero sentimento iniziale? Il rapporto sponsale diventa monotono? Non esiste più sintonia tra marito e moglie? Domande a cui molte volte non si è in grado di rispondere. Però di fronte alle sofferenze indicibili che la rivoluzione sessuale e di costume ha portato alla nostra società, distruggendo o per lo meno indebolendo la famiglia, la vita, l’educazione, si deve guardare oltre e rivedere le vie autentiche dell’amore.
Ugo Borghello, un sacerdote con la passione della saggistica, ha scritto un libro bellissimo e molto interessante, dal titolo “Il sogno dell’amore per sempre” edizioni Ares. Con questo volume l’autore va a fondo, a scavare nel torbido del pensiero edonistico e al tempo stesso con estrema lucidità critica, chiarisce tutti quei dubbi che annidano il pensiero umano in fatto di ‘amore eterosessuale’. E’ un testo indirizzato a tutti, coniugati e no, anche al di fuori della fede, e mira ad analizzare il significato puro dell’amore. Dunque è Dio, che avendo creato l’uomo e la donna, fa sgorgare dall’animo diretto la vera vocazione dell’amore. L’inganno più pernicioso che la cultura odierna e imperante propina ai giovani è quello di confondere l’amore sincero con l’amore vero, finendo per giustificare le falsità dell’egoismo. I giovani devono capire che amare è impegnativo, anche difficile, solo se capiranno la distinzione tra l’innamoramento e l’amore vero accetteranno di farsi aiutare a riflettere su cosa porti buoni o cattivi frutti. Il matrimonio, precisa Borghello nel suo libro, non appartiene solo ai coniugi ma è un dono sociale ed ecclesiale. Tanti matrimoni falliscono perché risultano fondati solo sull’innamoramento che è di sicuro molto importante ma al tempo stesso non risolve nulla, nonostante consenta un aiuto a scegliere la persona da sposare.
Per cominciare è necessario sgomberare il campo dall’idea che l’innamoramento debba durare tutta la vita. Secondo l’autore non è così, non ci si può innamorare per sempre, cioè non si può essere sempre innamorati. I matrimoni edificati sulla esclusività o il predominio della passione e del desiderio e non sul vero amore che è dono di sé all’altro e adozione dell’altro, costruiti sul solo fervore del sentimento e non sulla decisione di una ferma volontà pronta a generosi sforzi e sacrifici, vedono il loro fragile edificio minacciare rovina e infine crollare.
Borghello precisa che l’amore vero usa l’intelligenza e la volontà per discernere e perseguire il vero bene; sa che il male da contrastare, il nemico dell’amore, passa dentro di sé, nel proprio orgoglio; sa che deve allenarsi e crescere nelle virtù, tra cui spicca una pazienza a oltranza che deve giungere a non scomporsi per nulla. Il concetto base che non pone alcuna condizione è: “Ti amo se tu …” L’amore vero è senza punti di sospensione: “Ti amo”.
L’amore è autentico quando il soggetto amante desidera il bene dell’altro, più del proprio. Far felice l’altra persona diventa il compito fondamentale della propria vita, piena accezione del sacramento cattolico. Il consenso espresso il giorno del matrimonio è la sostanza di un amore vero in quanto è dato per sempre: atto unico e irripetibile che trasforma intimamente i coniugi, facendoli nuovi, in una condizione di vita radicalmente distinta da quella in cui si ritrovavano alcuni istanti prima.
Amare significa decentrarsi, uscire da sé, dare senza chiedere essere discreti al limite del silenzio, soffrire per far cadere le squame dell’egoismo, togliersi di mezzo quando si rischia di compromettere la pace di una casa, desiderare la felicità dell’altro.
La parte dell’innamoramento per quanto effimera è di grande importanza perché immette nel mondo dell’amore. L’esperienza accecante dell’innamoramento non è amore ma è bisogno prevalentemente narcisistico e concupiscente di essere amati, esaltati come dio dell’amato/a come tutto per lei/lui.
L’amore richiede sforzo, donazione, sacrificio di ciò che è puramente nostro; l’innamoramento invece non richiede alcun sforzo. Dio ha fatto il sentimento così forte per far desiderare l’unione per sempre. L’innamoramento è qualcosa che capita, mentre l’amore è opera della libertà. L’amore vero è un’impresa da eroi, ma nella realtà è molto più bello amare gratuitamente che non bearsi della propria concupiscenza narcisistica. L’amore per sempre esiste ed è la più nobile e coraggiosa ricerca dell’uomo e della donna. Richiede un totale investimento da parte di ciascuno. Ma richiede anche sapere che il vero amore sa aspettare, occorre elevare la sessualità ad una ricchezza di incontro in cui il piacere sia nell’amore e non nel trattare la persona come oggetto di godimento, come avviene spesso nei rapporti tra coniugi.
Oggi l’amore per sempre è ammalato alla radici, conclude Borghello, e la radice è l’unità sostanziale di corpo e spirito, creare il piacere sessuale fuori del matrimonio opera una separazione tra l’eterno dello spirito e la contingenza di un atto corporeo.

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