La massoneria contro la chiesa – di Padre Giovanni Cavalcoli

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massoneria

Pubblichiamo la seconda parte parte dell’articolo di Padre Giovanni Cavalcoli, “La Massoneria contro la Chiesa”, estratto dal num. 1/2008 della Rivista “VivereIn”.
Ringraziamo vivamente la Direzione della Rivista VivereIn, che Vi invitiamo a conoscere cliccando su www.edizioniviverein.it

La terza e ultima parte sarà pubblicata nel prossimo numero potete leggere il primo articolo cliccando qui

Di Padre Giovanni Cavalcoli

massoneriaLa Massoneria non riconosce neppure che l’uomo sia afflitto da mali fisici o morali, dai quali possa essere liberato da insegnamenti -le “verità di fede” -o forze -la “grazia” -sovraumani, ricevuti da Dio per il tramite di un’organizzazione umana che si presenta come infallibile rappresentante della divinità -la “Chiesa” -, unica e suprema garante dell’ordine e della giusta organizzazione mondiale della società umana, e capace di introdurre l’umanità a una vita felice nell’oltretomba.
Inoltre la Massoneria non crede all’entità di personalità malvage incorporee -il “diavolo” -, che tentano l’uomo al male e che, per essere sconfitte, devono essere combattute con i mezzi “soprannaturali” forniti dalla Chiesa (preghiera, sacramenti, esorcismi, sacerdozio, liturgia).
Idee di questo genere, per la Massoneria, sono puerili, arretrate, degradanti, false e illusorie, perché rispecchiano una mentalità arcaica superata dal pensiero moderno, umiliano la dignità umana subordinandola ad inesistenti forze “soprannaturali”, non corrispondono alla verità della natura umana e delle sue forze, e prospettano agli ingenui delle utopie assurde e irrealizzabili, distogliendo l’uomo da un lavoro ragionevole ed efficace su questa terra per il progresso, la scienza, la virtù e la felicità.

Massoneria e culto a Satana

Da qui viene la lotta implacabile, sottile ed insidiosa della Massoneria per distruggere la Chiesa, giudicata ostacolo alla luce della ragione e alle forze della volontà e della libertà. In Massoneria, per quanto non si creda all’esistenza di Satana nel senso cristiano, come persona spirituale, tuttavia, in quanto la stessa Bibbia lo presenta ribelle a un Dio trascendente nel senso di cui sopra, Satana, per il Massone (cf il famoso “Inno a Satana” di Carducci) viene visto come la forza della ragione, della volontà, che libera l’ uomo dall’imbonimento dei preti e della Chiesa. In questo senso, in Massoneria esiste un “culto a Satana”.
Il progetto massonico contro la Chiesa sembra oggi consistere nel tentativo sistematico di ridurre la Chiesa da società che si pretende “soprannaturale”, “di fede”, fondata su di una rivelazione divina e su energie “soprannaturali” ad una società semplicemente umana, solidaristica e filantropica, sotto il totale controllo dello Stato, con ideali di semplice giustizia umana, di onestà naturale, di terrena convivenza pacifica, di progresso culturale e filosofico, fondata sulla sola religione naturale, circoscritta nell ‘ambito dell’etica naturale, personale, sociale e politica, rispettosa dei diritti umani , tollerante e aperta al dialogo con tutti, senza pretesa di possedere verità divine ed assolute (i “dogmi”)
o di essere, in nome di Dio, guida dell’intera umanità verso la felicità. Infatti, questo ruolo la Massoneria lo attribuisce a se stessa.

L’infiltrazione nella Chiesa?

Il piano massonico sembra oggi non quello di un laicismo sboccato, plateale e grossolano, quanto piuttosto la prospettiva di infiltrarsi tra il clero, i religiosi, i teologi e la stessa Gerarchia o quanto meno di influire sulle loro idee, convincendoli di quell’immagine di Chiesa che ho descritto sopra.

Illaicismo plateale e volgare serve solo alla Massoneria per dare alla Chiesa l’illusione di avere un nemico esterno da combattere (per esempio la questione delle “sette”), distogliendo la sua attenzione dai nemici interni, che son ben più pericolosi , come già faceva notare S. Pio X nella famosa enciclica “Pascendi” a proposito dei modernisti, i quali oggi come ieri e più di ieri sono ottimi veicoli dell’infiltrazione massonica all’interno della Chiesa, soprattutto i rahneriani, come ha fatto notare di recente in una persuasiva esposizione il Padre Paolo Siano in un convegno internazionale su Rahner organizzato a Firenze il 22 -23 novembre scorso dai Francescani dell ‘ Immacolata.

Svuotamento all’interno

Il piano massonico di distruzione della Chiesa sembra comportare un suo svuotamento dall’interno, mantenendo pressoché inalterato l’apparato, le strutture e i comportamenti esterni, il linguaggio, i riti, i luoghi e le memorie storiche: operazione tipica dell’ipocrisia, come già dice Jahvè per mezzo del profeta: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me”. In particolare, un Rahner, per esempio, è abilissimo nel conservare pressoché inalterato il linguaggio cattolico, salvo poi a dare alle parole significati immanentistici, gnostici, idealisti, kantiani, heideggeriani o quant’altro.
Invece di mantenere i concetti mutando eventualmente i termini che li esprimono (questo è il vero insegnamento del Concilio) , si mutano i concetti mantenendo le stesse parole (questo è il metodo dei modernisti). Così per esempio si continua a parlare di “Dio”, della “verità”, della “libertà”, della “fede”, della “carità”, della “grazia”, del “soprannaturale”, della “persona”, della “Chiesa” e via discorrendo, ma il significato non è più quello cattolico.

Abbandono delle verità assolute

Ma questo ancora non basta: il piano di distruzione prevede anche la soppressione di parole che non si riesce a riciclare, come per esempio “predestinazione”, “eletto”, “purgatorio”, “inferno”, “merito”, “premio”, “castigo”, “transustanziazione”, “espiazione”, “riparazione”, “immolazione”, “ascetica” e così via.
Un metodo di questa infiltrazione è la conquista di posti di rezionali nella Chiesa e di infrastrutture, come ambienti religiosi , case editrici , mezzi di comunicazione, tecnici e finanziari, scuole e istituti accademlCl, organizzazione burocratica, opere parrocchiali e diocesane.
Questa penetrazione awiene in fo rma morbida e felpata ma del tutto determinata e sistematica, senza dar nell’occhio e dando mostra di atteggiamenti liberali e tolleranti; ma mano a mano che il potere viene conquistato, si fa sentire sempre più pesante la prepotenza su coloro che restano fedeli alla Chiesa, col ricorso alla calunnia, alla denigrazione, all’emarginazione, all’intimidazione, alle minacce, all’esclusione da funzioni dirigenziali o di governo, nonostante i meriti acquisiti.

Verso una Chiesa deformata

Un altro aspetto di questa subdola penetrazione massonica nella Chiesa è dato dal fatto di riuscire ad agire mascherata, senza rivelare apertamente il suo piano, anzi smentendo con sdegno ogni sospetto in tal senso, e ciò è logico dal suo punto di vista, al fine di poter ingannare meglio gli ingenui.
In tal modo essa si serve di ecclesiastici deviati soprattutto dal neomodernismo, i quali agiscono con estrema prudenza ed abilità in quest ‘opera di sistematica deformazione della Chiesa, che, nelle intenzioni finali di questo diabolico proposito, dovrebbe comportare la sua distruzione come società soprannaturale e la sua riduzione a entità meramente sociologica, onde poter essere pienamente dominata e controllata dai poteri pubblici e dallo Stato, da uno Stato peraltro che si erige a fonte assoluta della legge e del diritto secondo il tradizionale schema totalitario, ben descritto da Mons. Luigi Negri in un suo bel libro (Ripensare la modernità, Editrice Cantagalli, Siena 2003).
In quest’opera di demolizione vien posta ogni cura per evitare il sorgere di contrasti o conflitti aperti, soprattutto su grande scala, onde dare l’apparenza che tutto vada normalmente e si proceda pacificamente, nel rispetto delle opinioni di tutti. Le autorità compromesse con la Massoneria non ricorrono mai o rara mente a sanzioni canoniche, anche perché non ne avrebbero i motivi giuridici, ma si sforzano per quanto possibile di intervenire senza troppa pubblicità, per conservare la nomea di spiriti magnanimi e comprensivi, rispettosi degli avversari.

Criminali e potere

Non giungono alla spudoratezza di falsificare processi canonici (almeno sembra), ma trovano ugualmente il modo di frenare l’azione dei veri cattolici con sleali ed abominevoli metodi psicologici basati, come ho detto, sulla calunnia, l’intimidazione e la prepotenza.
Questi criminali -nel senso preciso usato dal diritto canonico -riescono tuttora a dominare ed abbindolare larghi strati del popolo di Dio intontiti dalle loro imposture o disposti a forti compromessi con lo spirito mondano; molti fedeli indubbiamente sono disorientati, sconcertati, frastornati , quasi increduli di tanta sconcezza, ma anche tra loro tende a diffondersi un’amara e disincantata rassegnazione, che a volte essi scambiano per spirito di tolleranza o apertura mentale, ma che in pratica li spinge a un cristianesimo quanto meno tiepido, non convinto e qualunquista. Nei casi estremi si giunge allo scetticismo e alla perdita totale della fede e all’abbandono dei costumi cristiani.

Gli “pseudo cattolici”

Gli infiltrati ci tengono a chiamarsi e ad essere chiamati “cattolici”, col risultato che ormai la parola ha perso ogni significato presso molti, benché in se stessa naturalmente conservi un senso preciso stabilito dal Magistero della Chiesa e dalla Tradizione. Essi si considerano cattolici nel senso “atematico” e “trascendentale”; ma dal punto di vista concettuale-dogmatico fanno le più tremende ed empie mescolanze con le ideologie più contrarie al vero cattolicesimo. Così che oggi nel “cattolicesimo” c’è tutto e il contrario di tutto, invocando magari la coincidentia oppositorum di cusaniana memoria.

Ecumenismo e Protestantesimo

Uno strumento utile della penetrazione massonica è un certo falso ecumenismo soprattutto col protestantesimo liberale tedesco, per il quale non viene rivolto ai protestanti alcun invito a rinunciare ai loro errori, ma al contrario sono i cattolici ad assumere gli errori protestanti, scambiati per i valori del cattolicesimo “critico” e “avanzato”. C’è peraltro anche la tendenza ad abbandonare il nome “cattolico” per limitarsi semplicemente all’ appellativo di “cristiano”, perché il nome “cattolico” viene considerato troppo “confessionale” e troppo poco “ecumenico”.

Il volto del cristianesimo massonico-neomodernista

Come all’ epoca del modernismo di S. Pio X, anche il modernismo massonico di oggi, ben più forte, distruttivo, abile e diffuso di quello di quei tempi, è dato da una potente e complessa organizzazione internazionale di intellettuali, ormai operante da decenni, che vede collegati tra loro in una comune collaborazione storici, letterati, archeologi, filologi, filosofi , teologi, biblisti, liturgisti, moralisti, sociologi, cineasti, operatori televisivi, scienziati e “mistici”.
È sorprendente come, al di là di circoscritti dissensi fra loro, siano riusciti a formare una specie di antiChiesa che ha in sé una notevole coerenza interna, per cui essa tanto più fa impressione sugli sprovveduti, quanto più, essendo il parto di una tale massa di personaggi che appaiono autorevoli per il loro sapere e il loro influsso sulla gente, la concezione che essi propongono ha l’apparenza della verità.
Come il modernismo dei tempi di S. Pio X, anche questo modernismo massonico può quindi esser brevemente descritto con caratteri che hanno una certa precisione, benchè gli infiltrati sostengano che il vero cristianesimo sia “atematico” e “preconcettuale”. Ma essi in realtà tirano fuori questa scusa per combattere il dogma cattolico. In realtà essi hanno dei concetti ben precisi da proporre come verità assoluta, e guai a chi li contraddice.

L’autotrascendenza

Vediamo dunque questa caricatura del cristianesimo che tanto affascina oggi i gonzi o la gente che vuoi servire due padroni.
Innanzitutto la figura di Cristo. Gesù Cristo è un semplice uomo. Ma che cos’è l’uomo per costoro? Èuna scimmia che evolvendosi per forza interna è diventata “spirito”, che si “autotrascende” fino a diventare Dio, Dio, quindi, che non trascende l’uomo, ma che è l”’orizzonte” dell’autotrascendenza umana, sicché Dio non è Dio senza l’uomo, giacché Dio è la pienezza dell’uomo.
L’Incarnazione non comporta la distinzione di “due nature” (Calcedonia), ma il divenire uomo di Dio e il divenire Dio dell’uomo mediante la negazione di sé (Hegel). Il Logos non preesiste all’uomo Cristo, per “discendere dal cielo” (immagine mitologica), ma Cristo, uomo, diviene Dio perché l’uomo già originariamente è Dio: “Cristologia dal basso” .
Cristo, quindi, non è propriamente ed immediatamente ” Dio”; ma è meglio dire che Dio è in lui, in quanto’ Cristo è uomo che diviene Dio o che progressivamente scopre di essere Dio. Oppure si può dire che Cristo è Dio, ma in quanto l ‘uomo stesso è ultimamente Dio.

Dio come idea

Il concepire un “Dio” che è “nei cieli” è un’immagine puerile ed arcaica. Dio è immanente nella coscienza dell’uomo, dove l’essere coincide con l’essere pensato. Dio quindi non è un essere “fuori” del soggetto pensante, ma è “essere di coscienza”. Dio, come diceva Kant, è un ” Dio-Idea”.
Cristo è quell’ uomo che meglio di ogni altro ha realizzato l”’uomo”, cioè ha capito che l’uomo è Dio che nell’uomo prende coscienza di sé. Ogni uomo quindi è potenzialmente Cristo e deve diventare Cristo, ossia deve diventare pienamente uomo, il che vuol dire diventare Dio.
Cristo, quindi, salva l’uomo non con mitologiche espiazioni, ma rendendo cosciente l’ uomo di questa sua essenza divina apriorica, incon scia e preconcettuale, essenza che egli deve esplicitar::e e della quale deve prender coscienza appunto imitando Cristo. L’uomo diviene Dio negando se stesso. Ecco la ” morte rituale” massonica. Non l’espiazione, ma la negazione è il principio della salvezza (cf la dialettica hegeliana).

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