La massoneria contro la chiesa – di Padre Giovanni Cavalcoli

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massoneria

Pubblichiamo la prima parte di un articolo di Padre Giovanni Cavalcoli, “La Massoneria contro la Chiesa”, pubblicato sul num. 1/2008 della Rivista VivereIn.
Ringraziamo vivamente la Direzione della Rivista VivereIn, che potrete conoscere cliccando su http://www.edizioniviverein.it/rivista.asp
Nei prossimi numeri pubblicheremo le ulteriori parti di questo interessantissimo articolo. Per leggere il precedente articolo di Padre Cavalcoli sulla massoneria, cliccate qui

di Padre Giovanni Cavalcoli

I nemici della Chiesa

massoneriaUno degli insegnamenti del Concilio Vaticano Il è stato quello di rimediare ad un atteggiamento diffuso nella Chiesa, nel popolo come nei pastori e nei teologi, soprattutto a partire dal Concilio di Trento, consistente nel concepire la Chiesa come una specie di roccaforte assediata e di esercito in lotta contro diverse schiere di nemici -gli eretici, i neopagani del Rinascimento, i Turchi, il mai sopito ebraismo anticristiano -. Anche l’ascetismo personale insisteva molto sulla lotta “contro la carne, il mondo e Satana”.
Si poneva in primo piano la confutazione dell’errore, la vittoria sul peccato, la necessità di vigilare e di difendersi contro il nemico, il dovere di combatterlo e vincerlo, i pericoli e le insidie diaboliche provenienti dall’eresia e dall’incredulità, con accentuati riferimenti ai temi neotestamentari ed apocalittici dell’odio contro il mondo e le sue seduzioni, da cui il dovere di combattere e vincere il mondo.

La necessità del confronto

Il Concilio Vaticano Il ha inteso rimediare alle esagerazioni di tale atteggiamento non privo di base biblica e cristiana, mettendo in luce la possibilità e il dovere di un confronto sereno e costruttivo col mondo moderno, con i non-cattolici, con i credenti delle altre religioni e con gli stessi atei , tenendo conto owiamente degli aspetti positivi. La Chiesa può aiutare il mondo e il mondo può aiutare la Chiesa. Occorre avviare rapporti pacifici tra Chiesa e Stato, fra religione e cultura, tra fede e scienza, tra sacerdozio e lai cato, tra cristianesimo ed umanesimo.
Il messaggio conciliare su questo argomento, come si può immaginare in un Concilio, è di grande equilibrio: non dimentica il dovere della vigilanza e della lotta contro il male e i pericoli del mondo, ma si dedica soprattutto a rimediare a quell’atteggiamento di eccessivo timore ed eccessiva polemica nei confronti del mondo, al quale ho accennato sopra.
Forse il tono del Concilio appare un po ‘ sbilanciato verso un esagerato ottimismo e sembra dettato da una certa ingenuità. Ma questa impressione che può nascere dalla lettura dei testi conciliari può essere corretta da un’opportuna esegesi, che colleghi l’insegnamento conciliare con lo stile precedente dei documenti magisteriali, i quali, sotto l’aspetto pastorale, dovevano essere modificati e aggiornati alla luce dell’insegnamento del Vaticano Il, ma non dovevano perdere quanto di perennemente valido essi possedevano sulla base dell’ insegnamento rivelato.

Disastri e illusioni

Invece, purtroppo, dopo il Concilio, come è noto, è sorto un potente movimento di idee nel mondo cattolico, il quale, coprendosi dell’autorità del Concilio, ha ulteriormente minimizzato il riferimento conciliare all’ostilità del mondo contro la Chiesa e quindi la necessità di una lotta contro il mondo, finendo col dimenticare completamente questi aspetti della concezione cristiana del mondo e dell’esistenza, per cui si è giunti a vedere il rapporto Chiesa-mondo solo in termini di dialogo e di confronto costruttivo e ci si è fatti la convinzione che la Chiesa non ha nemici e che quindi non deve combattere nessuno.
In alcuni casi estremi si è giunti addirittura a identificare la Chiesa col mondo. Si è cominciato a credere che non esistono forze che vogliono distruggere la Chiesa o che quanto meno esse sono scomparse; volerle scovare e vincerle sarebbe un ritorno al passato, una lotta contro fantasmi e un donchisciottesco com battimento contro i mulini a vento. Anzi, peggio, sarebbe un suscitare vecchie, superate e pericolose polemiche.
Un fenomeno storico indubbiamente constata bile del periodo conciliare e postconciliare è stato quello di un’attenuazione, da parte del mondo non cristiano, della polemica ateistica contro la religione, il cri stianesimo e la Chiesa. Ma nel con tempo, come è noto, nel periodo postconciliare sono nate tendenze disgregatrici all’interno della Chiesa stessa, che illegittimamente ma persuasivamente presentavano se stesse come interpreti e continuatrici del messaggio conciliare, anche contro l’interpretazione autentica data dal Magistero.

I progetti della Massoneria

Tra queste forze storiche tradizionalmente ed apertamente ostili alla Chiesa, le quali, al tempo del Concilio, parevano avere attenuato la loro attività demolitrice, apparve in qualche modo la Massoneria, che non è più citata nel nuovo Codice di Diritto Canonico, benché esso faccia riferimento a società segrete che “tramano contro la Chiesa”.
Credo che tale attenuazione ci sia effettivamente stata e ci sia tuttora, rispetto alla Massoneria fine ottocento, ma giustamente la Chiesa continua a considerare fuori della comunione ecclesiale, benché non ufficialmente scomunicati, i cattolici che si affiliano alla Massoneria, anche se non proibisce collaborazione e dialogo con essa in obbiettivi onesti e limitati, concernenti soprattutto il progresso umano e il bene comune.
Infatti, la Massoneria, benché non disprezzi la religione naturale e il valore di principio del “libro sacro” delle varie religioni, non accetta in Loggia la discussione religiosa, né la diffusione del cristianesimo, e soprattutto per princlplo considera qualunque forma di religione che si presenta come rivelata e soprannaturale -quindi anche la religione cattolica -come impostura, oscurantismo, fanatismo e superstizione.

La Massoneria e il materialismo

Il progetto massonico, come è noto, si basa sull’idea che l’uomo, come singolo e come società, benché afflitto dal male e capace di fare il male, sia in grado con le proprie forze, mediante l’educazione e la cultura morale ed intellettuale, di liberarsi progressivamente da ogni forma di abiezione e miseria, per elevarsi a livelli sempre più alti di sapere e di virtù in vista della felicità di tutti e di ognuno.
Il massone è convinto che la Massoneria possiede le risorse materiali , intellettuali e morali per edificare una società mondiale giusta, tollerante e pacifica, basata sulla fraternità , sull’uguaglianza e sulla libertà, rispettosa di tutte le religioni, ma libera da ogni forma di fanatismo e di superstizione.

Massoneria e “ateismo”

La Massoneria si sente investita del compito di arbitra suprema, nella società umana, dei conflitti in corso tra le varie formazioni umane, comprese le religioni , le quali, per la pretesa di ciascuna di possedere la verità assoluta, sarebbero continua sorgente di conflitti tra gli uomini.
La Massoneria concepisce l’uomo come dotato di ragione e di volontà e ammette un Architetto dell’universo. Ammette una legge morale universale e diritti universali. Ma ritiene che l’uomo edifichi la propria felicità con le sue sole forze.
Non ignora l’esistenza del male; ma secondo lei le sole forze umane sono sufficienti a vincerlo. Ammette una divinità; ma essa la concepisce semplicemente come un Ideale supremo della ragione, non quindi come un’entità personale trascendente, distinta dall’uomo, tale da poter comunicare all’uomo delle verità o delle forze sovraumane o soprannaturali. La divinità, per la Massoneria, un po’ come per Kant, è insita nella stessa ragione umana.
Secondo la Massoneria la ragione umana, mediante la scienza e la filosofia -la “Gnosi” iniziatica e segreta, onde i vari gradi della scala gerarchica -è gradualmente capace di conoscere verità sublimi, anche attinenti al divino, perché la ragione è originariamente divina, sicché il massone può giudicare e criticare qualunque sedicente “rivelazione divina” delle religioni positive e conoscere l’Assoluto meglio di esse. Queste non danno tutt’al più, con la loro “fede”, che una figura o un simbolo di quanto la ragione iniziatica del Massone può cogliere con la Gnosi.

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