La sinfonia del vento, di Maura Maffei – recensione di Paolo Gulisano

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di Paolo Gulisano

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Maura Maffei è un personaggio davvero particolare nel panorama culturale italiano: è erborista, soprano lirico, insegnante di metodi naturali per il controllo della fertilità, e soprattutto scrittrice. Un’autrice che non ha paura di far trasparire dalle pagine dei suoi romanzi la sua fede cattolica. Una fede robusta, intensa, radicata nella secolare tradizione della Chiesa. Maura non ha paura nemmeno di rifiutare di piegare la sua scrittura ai dettami del politicamente corretto. Nemmeno quando descrive intense, appassionate, commoventi storie d’amore indulge a quella scrittura pruriginosa ed erotica che piace tanto agli editori sempre attente alle diverse sfumature di incassi. Maura è autrice di una decina di romanzi, scritti dagli anni ’90 ad oggi. La sinfonia del vento  (Editrice Parallelo45, 2017) ha vinto il primo premio assoluto al 56° Concorso Letterario Internazionale “San Domenichino  – Città di Massa” 2015.

La Maffei è una fine conoscitrice della storia e della cultura dell’Irlanda, che già in passato ha fatto da sfondo a quasi tutte le sue opere. L’Irlanda antica, terra martire, terra di fede ardente e indomita. In questo suo ultimo romanzo tuttavia la Maffei spalanca gli orizzonti del suo narrare alla storia d’Europa, e in particolare a quella italiana. L’autrice- piemontese con radici liguri- ci narra una storia drammatica e commovente che si svolge nello scenario terribile degli anni della Prima Guerra Mondiale e del Primo dopoguerra. Conflitti tremendi che sconvolsero per sempre l’Italia e l’Irlanda, così come le vite di singoli. Maura ci racconta tutto questo con una scrittura avvincente, d’ “altri tempi”, si potrebbe dire, che raggiunge anche toni epici.

Genova, ottobre 1915. Ciarán, direttore d’orchestra irlandese, e Gabriele, oscuro professore di Conservatorio, si conoscono per caso in occasione di un concerto. Non potrebbero essere più diversi: Ciarán è sicuro di sé e orgoglioso del proprio successo; Gabriele, invece, è introverso e senza apparenti attrattive. Il primo s’accontenta di gustare con l’amante i piaceri di una relazione senza sentimento; l’altro si è appena sposato con una fanciulla tutta virtù. Eppure, un’insolita, straordinaria intesa musicale per una sera li rende amici. Ciarán vorrebbe portare Gabriele con sé in tournée ma gli eventi che sconvolgono l’Europa li separeranno per sempre. Gabriele, infatti, parte volontario per il fronte e combatte sui ghiacci della Marmolada la guerra contro l’Austria. Ciarán, tornato a Dublino, decide di aderire all’insurrezione dei poeti, nella Pasqua del 1916. L’uno, senza sparare un colpo, viene ferito gravemente e resta paralizzato; l’altro muore da eroe sotto il fuoco avversario, riuscendo a dettare durante l’agonia una lettera indirizzata all’amico del concerto di Genova. Questa lettera, unita alla fotografia di una ragazza dal sorriso di luce, convince il giovane paralitico, abbrutito dalla rabbia per la sua condizione, a compiere nel 1919 un viaggio catartico nei luoghi in cui l’altro visse, conoscendo le stesse persone che gli vollero bene e incontrando finalmente la donna della fotografia. Ritroverà così, poco alla volta, la voglia di suonare e si accorgerà che anche attraverso i limiti di un’esistenza considerata imperfetta è possibile tornare a sperare.

Il romanzo di Maura Maffei ha il pregio di mettere al centro le questioni fondamentali della vita umana, i valori per cui vale la pena vivere e dare la vita. Non certo una evasione dalla realtà per rifugiarsi nella fantasia, ma l’occasione per volgere lo sguardo verso cose grandi, verso la Verità.

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