La verità oscurata: uno studio dell’odio anticristiano – di Emilio Biagini

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giordano bruno

Di Emilio Biagini

Pubblichiamo la seconda parte del sagggio di Emilio Biagini. Per leggere la prima parte, cliccate qui negli aggiornamenti di Riscossa Cristiana.

I mass media

giordano brunoUn posto particolare nella saga delle calunnie anticattoliche merita il filone cinematografico e televisivo. In Lady Hawk, ambientato in un improbabile Medioevo, un malvagio, divorato dalla passione per una dama, le ha lanciato una maledizione trasformandola in falco di giorno, mentre il marito di lei viene trasformato in lupo di notte, così che i due non possano mai incontrarsi in forma umana: e chi è questo mostro di crudeltà dedito alla magia nera, che tormenta in tal modo una coppia innamorata? Ma un vescovo cattolico, naturalmente.
Liam, di Stephen Frears (Gran Bretagna 2000), prodotto dalla BBC, è un film televisivo anticattolico e anti-irlandese prodotto in Inghilterra: a Liverpool, una famiglia irlandese è in miseria; un bambino, Liam, viene “ottenebrato” dal catechismo, il padre, disoccupato dopo il licenziamento dal cantiere di un ebreo, entra nel partito fascista britannico (British Fascist Party) di Oswald Mosley e odia il suo ex datore di lavoro, che nel frattempo ha assunto la sorella di Liam, la quale però deve licenziarsi per obbedire al parroco; il padre allora lancia una bottiglia molotov e riesce soltanto ad ustionare gravemente la figlioletta.
Il recente film Amen di Costantin Costa-Gavras si attarda sulla noiosa polemica sui cosiddetti “silenzi” di Pio XII sull’Olocausto. Una condanna più esplicita da parte di un Papa, sotto assedio nella Roma occupata, avrebbe offerto ai nazisti la scusa per invadere i monasteri e gli ospedali cattolici, dove migliaia di ebrei avevano trovato rifugio. Si valuta che il Santo Padre ne abbia salvati oltre 800.000, un fatto ampiamente riconosciuto dal governo di Israele. Nessuno ricorda, invece, il veto opposto dal governo britannico ad ogni operazione per salvare le vittime dei lager nazisti, nonostante i disperati appelli degli ebrei americani e la disponibilità ad agire del governo americano (Breitman 1999). Non fu trasmesso alcun avvertimento alle comunità minacciate, non furono bombardate le linee ferroviarie che conducevano ad Auschwitz, mentre città tedesche prive di importanza militare come Dresda vennero rase al suolo. Nessun appoggio ricevette dagli Alleati la resistenza tedesca alla dittatura. Infatti, specie per i britannici, l’obiettivo era (com’era stato fin dall’inizio del sec. XX, con le tensioni che erano sfociate nella prima guerra mondiale), quello abbattere la Germania come concorrente politico ed economico, non certo abbattere il nazismo. Il Vaticano aveva dato l’assenso ad operazioni segrete per il rovesciamento del nazismo, il governo britannico no.
Gli attacchi anticristiani dell’industria hollywoodiana sono troppo numerosi per essere elencati in modo esaustivo. Ricordiamo ancora The Butcher Boy di Neil Jordan, Chocolat di Lasse Hällstrom, Angela’s ashes di Alan Parker, Stigmates, di Rupert Wainwright, e Magdalene. Quest’ultimo, diretto da Peter Mullan, venne premiato al “prestigioso” festival di Venezia nel 2002. Mullan dichiarò alla stampa di essere “contro tutti gli integralismi”, ma ad ogni modo ha accuratamente evitato di fare o dire alcunché contro le religioni non cristiane ed ha invece brutalmente attaccato il solito bersaglio dei settari britannici: la Chiesa cattolica, e in particolare quella irlandese, un paese notoriamente refrattario (sebbene non abbastanza) ai “benefici” della civiltà britannica. Persino un serial televisivo, che imita pedissequamente, in chiave femminista politicamente corretta, la saga di Indiana Jones, intitolato Relic Hunter, non si è lasciato sfuggire l’occasione di mostrare frati “cattolici” dediti a pratiche oscene e sataniche (vedi in particolare l’episodio “The book of love”, trasmesso da “Italia Uno” il 23 luglio 2001), secondo una tradizione inaugurata dall’infame romanzo del sec. XVIII, dal titolo The monk, di Matthew Lewis (1995).
Neppure una voce si è levata contro tutta questa spazzatura, eccetto, occasionalmente, quella flebile di qualche piccolo gruppo cattolico tradizionale. Al contrario, il magnifico, terribile e commovente film di Mel Gibson, “colpevole” di mostrare la Passione di Cristo come quasi certamente ebbe davvero luogo, e in pieno accordo con la verità storica testimoniata dai Vangeli (dopo averlo visto, Giovanni Paolo II esclamò: “Le cose devono essere andate proprio così”), ha scatenato un’ondata di proteste (e storcimenti di naso anche da parte di chierici cattolici postconciliari e politicamente corretti). Non si potrebbe trovare miglior prova della morsa d’acciaio dei settari sui media.
La religione islamica, al contrario, è trattata dalla cinematografia americana con estrema delicatezza e servile omaggio. Brutali barbari occidentali sono messi a confronto con puri, onesti, intelligenti, superiori eroi musulmani. Le ragioni di ciò possono essere varie: (1) paura (gli islamici sono estremamente suscettibili e la loro religione non impone loro alcun obbligo morale a porgere l’altra guancia, al contrario), (2) l’interesse occidentale (il petrolio è quasi certamente un motivo), (3) l’odio anticristiano dei settari occidentali (che conduce ad esaltare per contrasto tutte le altre religioni e culture, e specialmente una molto forte, che giunse ad un passo dal conquistare tutta l’Europa e spegnere il cristianesimo almeno due volte, nei secc. VIII e XVII).
Un esempio di queste genuflessioni all’islam è il grottesco film The thirteenth knight, una specie di favola medievale in cui un giovane musulmano, specchio di tutte le virtù, buono, intelligente, pietoso e religioso, guida una banda di barbari occidentali a combattere contro occidentali ancor più barbari e brutali. Vinta la battaglia, grazie al suo coraggio, intelligenza, abilità, ecc., si porta via come premio una giovane e bella bionda, evidentemente destinata al suo harem, e si riunisce al suo mentore, il quale, essendo un musulmano santo, pacifista e politicamente corretto, è rimasto in attesa in una locanda, intento a pregare.

Il caso patologico del “Codice Da Vinci”

Ora, seguendo il suggerimento di Introvigne (2004), proviamo ad immaginare un romanzo in cui si dica che Budda, dopo la sua “illuminazione”, non visse in castità, ma ebbe moglie e figli, che la comunità buddista, dopo la sua morte, negò la legittima eredità a sua moglie, che i buddisti, nel cercare di tenere nascosto questo fatto, abbiano assassinato milioni di innocenti, che un santo buddista morto da poco non era affatto un santo ma il capo di una banda criminale, e che il Dalai Lama ed altre autorità buddiste non esitano di fronte all’assassinio per difendere le loro menzogne e i loro privilegi. I capi di tutte le religioni bollerebbero il libro come un’odiosa mistificazione anti-buddista e come un incitamento alla violenza e alla lotta fra religioni; la sua pubblicazione sarebbe vietata in molti paesi, tra la generale soddisfazione dei media. La proposta di un film tratto dal romanzo sarebbe respinta da tutte le case cinematografiche come uno scherzo di pessimo gusto. Ma con i cattolici tutto è permesso.
Un romanzo del genere è stato pubblicato negli Stati Uniti (Brown 2003), dove ha finora venduto tre milioni e mezzo di copie. Non parla di Budda, naturalmente, ma di Cristo, non dei buddisti ma della Chiesa, nessun santo buddista vi viene presentato come un criminale, ma San Josemaria Escrivá (e la “banda criminale” sarebbe l’Opus Dei da lui fondata), non c’entra il Dalai Lama ma papa Giovanni Paolo II. Da tale spazzatura, adatta al massimo per un fumetto di quart’ordine per una comune di drogati, la Sony ha prodotto un film, diretto da Ron Howard e interpretato da Tom Hanks.

La nebbia delle parole: etichettatura e calunnia

Le parole sono importanti. Non solo esprimono i nostri pensieri ma, fino ad un certo punto li modellano, evocando stati d’animo diversi e suggerendo “idee prefabbricate”, che gli ingenui, e spesso anche gli smaliziati, spesso accettano più o meno acriticamente. Immaginiamo due testimoni in due diversi processi: uno dei quali costantemente etichettato dai mass media come “faccendiere”, l’altro santificato come il “teste omega”. “Omega”, come tutti sanno, è l’ultima lettera dell’alfabeto greco. Nel primo caso, qualunque cosa dica il testimone apparirà poco credibile, mentre qualunque persona da lui accusata si bagnerà in una raggiante luce di innocenza oltraggiata. Nel secondo caso, il testimone, indipendentemente dalla sua affidabilità o meno, è circonfuso da una luce di verità definitiva e incontestabile. “Io sono l’alfa e l’omega, il primo e l’ultimo”, tuona l’Apocalisse, e anche per il non credente, l’impressione, per quanto subliminale, non può che essere profonda. Così, grazie ad una semplice scelta di parole, in entrambi i casi, televisioni e giornali politicamente motivati e politicamente corretti si sforzano di modellare l’opinione pubblica a favore di un leader politico, e fanno il loro meglio, o il loro peggio, per distruggere l’altro. Così la società agisce sul linguaggio e viceversa. Le differenze linguistiche conducono a differenti percezioni della realtà, e ciò appare particolarmente evidente nel diverso linguaggio usato dai credenti e dai nemici della Chiesa. L’obiettivo di questi ultimi è sempre stato quello di oscurare la verità.
Espressioni positive, sistematicamente usate, incontrano generale approvazione: sono quelle della “cultura” secolarizzata. Parole malvage e velenose sono state invece applicate alla Chiesa per secoli, fino a diventare luoghi comuni (Tab. 1), generando un vero e proprio alone negativo, che automaticamente provoca reazioni emotive di disapprovazione e rifiuto. È il trucco dell’etichettatura, che appiccica etichette al nemico, suscitando emozioni utili alla propria propaganda, la quale è per intero una questione di emozioni La verità viene usata di rado, solo come sostegno alle menzogne, dato che nessuna totale menzogna può reggersi da sola, ma ha bisogno di un minimo di verità per ingannare gli allocchi. Almeno una etichetta anticristiana ha perduto il tono negativo: si tratta della parola “gotico”, che oggi indica solo uno stile architettonico e artistico, ma nel sec. XVIII i philosophes “illuminati” la usavano per indicare “rozze” (sic) espressioni dell’arte medievale. Un’altra parola, l’inglese bigotry, è usata sia in senso religioso sia per indicare ristrettezza di idee nelle questioni razziali. Poiché i razzisti vengono detti bigot, emerge un’implicita associazione fra la “ristrettezza di idee” dei cattolici e il razzismo. È singolare che ciò provenga dai protestanti, che sono stati gli inventori della nozione di “popolo eletto”. È quasi superfluo rilevare che “medioevo” è un termine spregiativo, inventato nel cosiddetto “illuminismo” per diffamare la grande Età della Fede Cristiana e farla apparire un oscuro, infelice interludio fra lo “splendore” dell’ epoca classica (pagana) e il “rinascimento”, quando paganesimo, magia ed eresia cominciarono a risollevare la testa.

ESPRESSIONI POSITIVE ESPRESSIONI NEGATIVE
dialogo interconfessionale    Crociate
Rinascimento    Medio Evo
classico gotico
Riforma    Inquisizione
Illuminismo oscurantismo
modernità    arretratezza, reazione
autorità laica    assolutismo papale
secolarismo, secolarizzazione    clericalismo
progresso, progressista regresso, reazionario
libero pensiero dogmatismo, integralismo
apertura mentale bigotteria, fanatismo
oggettività scientifica    fede cieca
scienza ignoranza
tolleranza intolleranza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tab. 1 — Dicotomie ideologiche di matrice illuminista e progressista: le espressioni positive vengono usate per caratterizzare il politicamente corretto laicismo, mascherandone il carattere cimiteriale, mentre quelle negative sono impiegate per etichettare il Cristianesimo e soprattutto la Chiesa cattolica. Fonte: vari giornali e conversazione corrente.

L’uso della calunnia è strettamente collegato all’etichettatura, con un tocco addizionale: il nemico è “pericoloso”. Il “pericolo” è quello di permettere al cattolicesimo di diffondersi e di esercitare un influsso sulla società è che potrebbe minare l’influenza, il potere e i privilegi della “razza superiore” degli “intellettuali laicisti”, e inoltre potrebbe causare fastidiosi sensi di colpa in gente che altrimenti potrebbe felicemente infrangere i voti matrimoniali (divorzio), assassinare i figli (aborto) e i vecchi (eutanasia), assumendo il proprio comfort egoistico come l’unica guida per il loro modo di vivere. Ci si aspetta che il cattolicesimo, e la religione in generale, restino confinati alla sfera strettamente privata, ma nessun uomo è un’isola: vive in mezzo agli altri e grazie agli altri. Il peccato privato è pubblico scandalo, le famiglie in pezzi sono un problema sociale, non privato. Milioni di bambini scomparsi grazie a leggi “progressiste” non sono un’inezia riguardante appena pochi individui.
In tal modo i pregiudizi contro la Chiesa si sono profondamente radicati dopo secoli di interessate calunnie, e da parte di gente appartenente alla stessa cultura cristiana, ma in rivolta contro di essa, gente evidentemente operante da posizioni chiave e quindi perfettamente in grado di erodere la casa cristiana dall’interno: vi sono stati persino uomini di Chiesa (e non pochi) che hanno tradito il loro gregge (e alcuni lo tradiscono anche oggi). Tutto ciò rende necessaria una dettagliata analisi e la messa a nudo delle profonde distorsioni settarie per ristabilire la verità. Il pregiudizio anti-cattolico è stato alimentato con arte così raffinata da apparire ampiamente meritato, al punto che è diventato un’ovvia e legittima parte del vocabolario comune. Ed è estremamente difficile capovolgere le falsità che ciascuno ha ingurgitato a scuola.

Reagire per non soccombere

La correttezza politica impone che pochi eretici eliminati dopo aver causato disastri, sono degni di essere ricordati con pietà e lode, mentre milioni di martiri cattolici non devono essere menzionati. Dopo che si è proclamato che tutti i pregiudizi sono vergognosi, persino quelli contro comportamenti sessuali gravemente devianti, un “ultimo pregiudizio accettabile”, per usare un’espressione di Jenkins (2003), è rimasto: quello contro il cattolicesimo. Nessuno si vergogna di essere anti-cattolico. Il culmine, o piuttosto la fogna, di tale calunniosa farneticazione è stata raggiunta da Jacopo Fo, Sergio Tomat e Laura Maiucelli, i quali hanno cucinato un disgustoso brogliaccio anti-cristiano intitolato Libro nero del Cristianesimo: brulicante di papi corrotti, cristiani assassini, inquisitori implacabili, streghe al rogo, valdesi perseguitati. In breve, la solita solfa d’ignoranza, menzogne, calunnie e mezze verità distorte. Ha mai tentato qualcuno di scrivere un “libro nero” dell’islam? Naturalmente no: molto più comodo prendersela con un bersaglio abituato ad essere calunniato e perseguitato. Dall’inizio del Cristianesimo 70 milioni di martiri ne hanno testimoniato la verità, di cui 45 milioni nel solo diabolico XX secolo: il più gigantesco e continuo olocausto. Ed è tutt’altro che finito.
Il Vangelo è la roccia sulla quale si fonda la libertà nel mondo occidentale, e non solo in esso. Nel suo fondamentale saggio sulla rivoluzione francese, De Tocqueville (1989) ha scritto (e più che scritto, dimostrato) che, senza il cristianesimo, la democrazia è un mostro. Soltanto il cristianesimo ha prodotto l’idea di persona umana: un’idea basata sul concetto di libero arbitrio, che si trova solo nella teologia cattolica. I teologi protestanti hanno prodotto ogni sforzo per distruggere il concetto stesso di libero arbitrio. Per i musulmani, un individuo è una persona solo come parte della umma, la comunità dei credenti in Allah. Se abbandona la umma diventa un murtadd, o ridda, un apostata: come cessa di appartenere alla umma, non è più una persona, e può, o piuttosto deve, essere impunemente ucciso. Rino Cammilleri sottolinea che il Vangelo ha prodotto l’unica società, inizialmente sottosviluppata, che ha saputo avviarsi sulla strada dello sviluppo senza aiuti.
Quelli che attaccano e calunniano il cristianesimo non fanno che segare il ramo sul quale stanno seduti. Il rapporto fra Cristo e la Chiesa è sponsale, ma lo sposo voleva una sposa, non un harem (al momento vi sono oltre 16.000 chiese e sette protestanti e scismatiche). D’altro canto, la “brillante” e “libera” cultura laica generata dalla “riforma”, ampliata e continuata da “illuminismo”, “positivismo”, marxismo, ecc., è stata capace solo di produrre un lento suicidio di massa mediante la caduta della fertilità, del tutto simile al processo distruttivo adombrato dalle follie gnostiche dell’eresia catara che predicava l’estinzione dell’umanità, in linea con l’inestinguibile odio diabolico contro gli esseri umani. È tempo di dimostrare che l’attacco non può continuare indefinitamente senza incontrare opposizione. Come Rino Cammilleri (1993) ha dimostrato, non il “sonno della ragione”, ma una “ragione” che presume di vivere senza Dio genera mostri.

A noi non resta che reagire, con i nostri fucili a tappi, contro le corazzate mediatiche dell’anticristo, nella certezza che da soli non potremo mai vincere. Per fortuna, siamo tutt’altro che soli. La luce che emana da Medjugorje finirà per accecare i lacché dell’anticristo.

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