L’impossibile dialogo con l’eresia musulmana

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“L’islam fu un’eresia: è questo il punto essenziale da capire prima di proseguire oltre”.

Se Hilaire Belloc (1870-1953) fosse stato letto e analizzato, non ci sarebbero stati dubbi nel considerare l’islam un’eresia invece che una religione. I fautori del dialogo interreligioso, in tal modo, sarebbero stati più avveduti nel considerare la reale natura dell’eresia musulmana, ravvisando quindi l’impossibilità di un dialogo. Quello che il grande storico cattolico anglo-francese fece capire nell’opera Le grandi eresie, del 1938, fu il punto centrale della permanente eresia di Maometto: il rifiuto dell’Incarnazione. Rifiutare il Verbo che si fece carne (Verbum caro factum est) ha delle conseguenze pratiche, sociali, culturali non indifferenti, come ogni altro dogma cristiano. 

La mente stravolta dell’uomo moderno non è più capace di comprendere e sottolineare la bellezza del dogma e le sue ineludibili conseguenze e quindi, ritornando all’Incarnazione tanto vituperata dall’islam, non è più capace di cogliere la sacralità del corpo che ne deriva. Se infatti, come affermava S. Tommaso d’Aquino: “Anima forma corporis”, se ne deduce che il corpo stesso, data l’unione sostanziale anima-corpo, è “informato” dell’anima e ciò conferisce sacralità al corpo stesso. 

Questa concezione straordinaria della sacralità del corpo è dovuta, lo ripetiamo, al dogma dell’Incarnazione che l’islam ha rifiutato. Ed è in seguito a questo rifiuto che nella permanente eresia maomettana il corpo è disprezzato fino al punto da farlo esplodere e saltare in aria. 

Purtroppo, anche il pensiero cattolico ha svilito il fascino e la precisione del rigore dottrinale, tanto che la stessa parola “forma” ha perduto il significato originario: “forma”, ad esempio nel linguaggio tomistico, non ha a che fare con l’esteriorità ma, al contrario, con la sostanza. L’anima è quindi forma (sostanziale) del corpo. 

Cosa comportò il rifiuto dell’Incarnazione, secondo Belloc? Ecco cosa scriveva su questo punto: “Con il rifiuto dell’Incarnazione svanì tutta la struttura sacramentale. Maometto non volle saperne dell’Eucarestia, con la presenza reale; interruppe il sacrificio della Messa, e perciò l’istituzione di un sacerdozio speciale. In altre parole, anche lui, come altri eresiarchi minori, fondò la sua eresia sulla semplificazione”. 

Per Belloc l’eresia musulmana era una perversione della dottrina cristiana; la vitalità e l’apparenza di questa “nuova religione” non erano che adattamenti e usi impropri del cristianesimo. Con la liquidazione della S.S. Trinità compiuta dall’islam, non si può neppure parlare di un medesimo Dio, nonostante alcuni “attributi” divini (onnipotenza, onniscienza, unità, misericordia) siano condivisi: “Maometto stesso non era un uomo nato e cresciuto nella dottrina cattolica; veniva dai pagani… Fu il grande mondo cattolico, alle cui frontiere lui viveva, la cui influenza lo circondava e i cui territori gli erano noti, perché aveva viaggiato, a ispirare le sue opinioni. Egli veniva dagli idolatri inferiori delle lande desolate arabe, la cui conquista non sembrava aver mai valso la pena per i Romani, e si mischiò a loro”. 

Non si può quindi comprendere l’islam omettendo la sua reale natura eretica e il suo temperamento bellicoso, come ebbe a descrivere Belloc: “Il temperamento musulmano non era tollerante. Era, al contrario fanatico e assetato di sangue. Non provava rispetto, nemmeno curiosità, per quelli da cui si differenziava. Era assurdamente pieno di sé, guardava con spregio l’alta cultura cristiana sulla tolleranza. La considera allo stesso modo anche oggi”. 

Inutile dire che Belloc documentava, con ampiezza di fonti, da grande storico qual era, tutte queste considerazioni sull’eresia musulmana, ammonendo contro la superficialità e la vaghezza della mentalità moderna. Egli fu sempre conscio del pericolo dell’islam e non cessò mai di ricordarlo ai suoi contemporanei con coraggio e in modo chiaro e diretto: “L’islam è, di fatto, il nemico più formidabile e persistente che la nostra civiltà abbia avuto, e potrebbe diventare da un momento all’altro una minaccia tanto seria in futuro quanto lo è stata in passato”.

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4 commenti su “L’impossibile dialogo con l’eresia musulmana”

    1. Oswald Penguin Cobblepot

      Estratti dal Corano.
      Sura IV, v. 171: “O Gente della Scrittura, non eccedete nella vostra religione e non dite su Dio altro che la verità. Il Messia Gesù, figlio di Maria non è altro che un messaggero di Dio, una Sua parola che Egli pose in Maria, uno Spirito da Lui [proveniente]. Credete dunque in Dio e nei Suoi messaggeri. Non dite “Tre”, smettete! Sarà meglio per voi. Invero Dio è un dio unico. Avrebbe un figlio? Gloria a Lui!”.
      Sura XIX, vv. 88-92. “Dicono: «Dio Si è preso un figlio». Avete detto qualcosa di mostruoso. Manca poco che si spacchino i cieli, si apra la terra e cadano a pezzi le montagne, perché attribuiscono un figlio al Compassionevole. Non si addice al Compassionevole prenderSi un figlio.”
      Sura IV, vv. 157-158: “E dissero: «Abbiamo ucciso il Messia Gesù figlio di Maria, il Messaggero di Dio!» Invece non l’hanno né ucciso né crocifisso, ma così parve loro. Coloro che sono in discordia a questo proposito, restano nel dubbio: non hanno altra scienza e non seguono altro che la congettura. Per certo non lo hanno ucciso ma Dio lo ha elevato fino a Sé. Dio è eccelso, saggio.”
      Gentile Chiara: ogniqualvolta sentirà qualcuno cianciare di dialogo con l’islam, gli sottoponga questi tre brani estratti dal Corano (come tradotto da Hamza Roberto Piccardo). Un saluta da Gotham, il Pinguino.

  1. Che sia un’eresia non risolve un bel niente se la Chiesa se ne frega della dottrina, come sta avvenendo ora.
    Lutero docet.

  2. Finalmente la verità su ciò che è islam. Non è una religione. Ma una eresia cristiano ebraica con elementi pagani frutto della mente di un falso profeta che seppe “far carriera” con metodi da capo cosca camorrista.
    Consiglio di leggere Magdi Cristiano Allam: Maometto e il suo Allah. Molto illuminante.

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