L’oscurità della fede di Madre Teresa di Calcutta – di Paolo Capasso

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di Paolo Capasso

madreteresa“Se mai diventerò una santa, sarò di sicuro una santa dell’oscurità. Sarò continuamente assente dal Paradiso per accendere la luce a coloro che, sulla terra, vivono nell’oscurità”.

Queste sono parole di Madre Teresa di Calcutta che aveva ben scolpite nella mente. Una Santa nata per i poveri, per stare con i poveri, con i più deboli, con i reietti della società mondiale, con coloro che vengono sempre emarginati ed abbandonati. Con i più piccoli.

Eppure il 25 agosto del 2007, una data come tante altre, il quotidiano inglese Time cercò di infangare la sincerità, la spontaneità d’animo di Madre Teresa, divulgando un’agenzia di stampa alquanto singolare per l’immagine stessa: “Madre Teresa di Calcutta era atea. Dal 1947 fino alla sua morte avvenuta nel settembre del 1997, non ebbe più fede nell’esistenza di Dio di cui si fece portatrice e testimone”. Renato Farina, cattolico saggista e scrittore di successo, apprese come un fulmine a ciel sereno l’inopinata notizia dalla radio, mentre si trovava in un giorno di agosto del 2007 al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione.

Era vero quello che asseriva il Time, ovvero che Madre Teresa non credeva in Dio, in Gesù Cristo piena accezione del bene supremo, ma ostentava soltanto un amore filantropico? Una schizofrenica, una mentitrice a se stessa? Farina ebbe così l’intuizione di scrivere un libro, il cui l’intento era confutare quella notizia non vera. Una testimonianza della fede, anche se oscura, dirà lo scrittore, sulla Santa di Calcutta. “Madre Teresa, la notte della fede” è un libro in cui il giornalista realizza una rilettura della biografia della Santa cercando di dimostrare quanto fosse del tutto priva di fondamento la notizia proveniente d’oltre manica. Dal libro emerge anche un altro aspetto peculiare di Santa Teresa, ovvero il dubbio e l’aridità spirituale che tormentarono la sua esistenza. Un’oscurità dello spirito che l’accompagnò fino alla sua morte, tanto da paragonarla a quella sofferenza che Gesù visse in terra.

Diceva la verità il Time sostenendo che Madre Teresa non ‘sentiva’ Dio e che dunque era atea? Invece Teresa manifestava la sua intimità arida, nuda, un deserto senza pace, roccia secca palesando quella fede-non-fede escludendo quell’oggetto che mette indubbio l’esistenza suprema; Cristo è risorto ed è vivo e con la sua misericordia tira fuori dal niente l’umanità sofferente. Era lei che dava un bacio al suo Cristo ed era certo Gesù in quel preciso istante che lo dava con la bocca di Madre Teresa ai miserabili morenti i quali erano anch’essi Gesù.

“Proprio lì è Dio, nel più povero, nel più indifeso, nel più impotente”. Era questo un’assioma incontestabile, un baluardo vero dell’amore per il prossimo e verso il più bisognoso che contraddistingueva e sentiva in modo ineffabile nel suo cuore.

Farina affronta anche il problema dell’aborto e soprattutto esplica in modo inequivocabile il pensiero della Santa su questo scottante tema.

Uccidere un bambino è come uccidere Cristo. Madre Teresa non sopportava fossero calpestati i poveri nei quali vedeva Gesù e vedeva se stessa guardata da Gesù. La lotta contro l’aborto non era per lei figlia di un pregiudizio, e neanche il riflesso meccanico di una vecchia dottrina ma frutto dell’esperienza. Amava e difendeva la vita perché si specchiava in queste vite concrete, piccole, sacre. Non amava la vita in generale, non si sfiancava per omaggio a valori, universali ma per la coincidenza assoluta tra il sacro e la vita, dono di Dio.

Santa Teresa, allude Farina, è morta nel pieno dolore fisico sentendo però dentro di sé una frescura, l’irrorare di fonti fragranti di luce. Quella luce che l’ha condotta per sempre in Paradiso, Regno dei buoni e dei giusti dove è fonte primaria l’amore divino.

“Non è amore soltanto a Dio, ma al prossimo. Le mie sorelle consacrate amano Gesù e trasformano in azioni viventi il Suo Amore”.

Quale messaggio migliore poteva emergere dall’animo di Santa Teresa di Calcutta, per essere l’esempio vivente, la matita di Dio. “Servire i più poveri dei poveri non è la nostra vocazione, bensì è quella di appartenere a Cristo Risorto”. Il tutto nell’oscurità dell’animo, nella semplicità, nella mitezza, nell’umiltà da non confondere però con un ateismo illusorio ed immaginario

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Renato Farina

“Madre Teresa, la notte della fede”

Edizioni Piemme  –  pp. 220 € 16,00

Per acquisti on line clicca qui http://www.hoepli.it/libro/madre-teresa-la-notte-della-fede/9788856605907.asp

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