MEMORIAE TRADERE. 20 SETTEMBRE. C’E’ UNA ROMA CHE NON TRAMONTA: VIVA PIO IX, PONTEFICE E RE! – di Pucci Cipriani

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MEMORIAE TRADERE. Rubrica del sabato, a cura di Pucci Cipriani

sabato 8 dicembre 2012

 

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MEMORIAE TRADERE. 20 SETTEMBRE. C’E’ UNA ROMA CHE NON TRAMONTA: VIVA PIO IX, PONTEFICE E RE!

di Pucci Cipriani

e un intervento di Franco Cardini al Convegno del 20 settembre 2010

 

Incontrai il Principe Sforza Ruspoli a Roma nel 1990 e l’incontro avvenne dopo averlo visto e sentito, insieme alla Principessa, in un programma televisivo dove, solo contro tutti, tenne testa agli ospiti(tutti “sinistri”)di quella trasmissione in cui il conduttore, un Giuliano Ferrara non ancora addolcitosi nei confronti della Religione, gioiva nell’aizzare il “salotto televisivo” contro il “Principe nero”.

Ci incontrammo nelle belle sale di Palazzo Ruspoli e l’incontro fu a dir poco emozionante…rividi nei cimeli di famiglia e nei racconti del Principe la storia illustre di una delle famiglie nobili più importanti di Roma ma, soprattutto, mi accorsi che non c’era argomento nel quale non fossimo d’accordo. A rivedere ora i miei appunti e le pagine del libro-intervista con Emilio Cavaterra mi accorgo che, oltre venti anni, fa Sforza Ruspoli vedeva già delinearsi la presa dello Stato da parte dei “poteri forti” che si sono materializzati nel Governo Monti e degli altri camerieri della Massoneria: “E’ proprio il ‘Salotto Buono’ che dilapida tutte le disponibilità esistenti; che si impossessa tutt’ora di quella parte della torta(reddito nazionale)-diceva Ruspoli-riservata ai servizi pubblici…ai beni culturali, all’agricoltura. Il risultato è che noi dobbiamo importare quindicimila miliardi all’anno di prodotti alimentari per sopravvivere, che abbiamo servizi che non funzionano e poveri che sono sempre più poveri…Quanto alla povertà di una Nazione “opulenta”, essa esiste, eccome! anche in Italia…Dovremmo conoscere tutti la posizione debitoria verso le banche dello Stato di questi “signori”, del “salotto Buono”, onde evitare di svegliarsi e di dover ripagare quel conto che tante volte nel passato gli italiani hanno pagato. I conti di Sindona, Rovelli, Ursini, Calvi e via dicendo. I primi sette Gruppi italiani, in totale, sono indebitati con le banche a breve e medio termine per oltre centosettantamila miliardi, ottenuti a tassi di eccezionale valore…La verità è che i grandi monopoli hanno sempre imposto le loro proprietà, mentre la piccola e media industria, così come l’agricoltura e l’artigianato, non hanno avuto nulla. Stiamo affogando in un mare di debiti…Tutto questo si deve al tipo di sviluppo firmato da governi ai quali la ‘razza padrona’ ha potuto imporre il proprio disegno. Quanto al ‘Salotto Buono’ e dintorni-proseguiva  ancora il Principe-bisognerà ricordare…che Mediobanca è formata al cinquanta per cento dallo Stato e al cinquanta per cento dal ‘Salotto Buono’, appunto, e di fatto, rastrella il risparmio degl’italiani per finanziare i gruppi monopolistici…il ‘Salotto Buono’ vorrebbe privatizzare la Banca Commerciale…(così) avrebbe la maggioranza in Mediobanca”.

Ed ancora guardate come, nel 1990,il Principe Ruspoli avesse chiaro il quadri della situazione:”…il Comunismo è ormai clamorosamente crollato e, dietro quel gran polverone, un po’ dovunque nel mondo si stanno formando ibridi connubi per portare popoli e istituzioni al così detto ‘mondialismo’…noi rimpiangiamo senza esitazione né vergogna i valori del Papa-Re, della Roma Pontificia. Quella Roma che dal 1870 in poi subisce l’impatto del così detto ‘progresso’. Dall’unità d’Italia in avanti la città tre volte sacra(alla Chiesa, alla civiltà, all’arte)è stata segnata da un continuo e sfrenato saccheggio dei ‘nuovi barbari’… la soluzione sta nella costruzione del terzo millennio cristiano. Noi non siamo soli, ma soltanto divisi; è tempo di unirci e di operare, muovendoci nel solco della nuova storia dell’uomo autentico, dell’uomo integrale”.

( Cfr:Emilio Cavaterra: “Intervista a Sforza Ruspoli: contro il n uovo ordine mondiale” – Ed. Settimo Sigillo)

Ecco, da qui facemmo un patto: quello di ricordare, ogni anno, quando la cosa fosse possibile, la difesa , da parte dei combattenti papalini , della Civiltà Cristiana a Porta Pia contro l’aggressione e l’invasione rivoluzionaria e massonica, un patto a cui non siamo venuti meno. Per questo nella odierna rubrica di “Memoriae Tradere” ricorderò alcune della giornate più belle in memoria dei caduti pontifici e a gloria del Beato Pio IX.

 

Messaggio di Franco Cardini al Convegno del 20 settembre 2010:

 

“Cari amici e fratelli nel Cristo, il 150° della proclamazione del regno unitario d’Italia deve essere un’occasione di riflessione critica, non di retorica celebrazione o d’isterica contestazione. E’ un dato obiettivo che l’unità d’Italia così come si realizzò, sulla base della convergenza d’interessi tra l’espansionismo politico-militare sabaudo, il cinico utilitarismo delle borghesie “moderate”  e l’astratto neogiacobinismo di “democratici” disposti a sacrificare il repubblicanesimo all’unitarismo, fu causa di una quantità di sciagure per il paese: il nascere di una “questione meridionale” che forse il federalismo rosminiano o cattaneano avrebbero saggiamente potuto evitare; il terrorismo repressivo (garibaldini fucilatori di contadini, regi carabinieri e bersagliere tagliatori di teste e cacciatori di taglie con l’alibi della caccia al brigantaggio); la spoliazione dei ceti meno abbienti della penisola sotto forma di sequestro dei beni della Chiesa – i “bona, quae sunt pauperum Dei” – e della loro immissione sul “libero mercato” con lo scopo della creazione di una neoborghesia laicista, anticlericale e fedele  al Trono e alle Logge massoniche che avevano legittimato il latrocinio; la risposta violenta e repressiva alla nascita della questione sociale e ai sacrosanti diritti e alle giuste aspirazioni del proletariato (la tassa sul macinato, i cannoni di Bava Beccaris); la criminale incentivazione dell’esodo dei proletari sotto forma di emigrazione pur di non attuare quel minimo di riforma agraria e di ridistribuzione della ricchezza che – pur lasciando in fondo intatto il privilegio –  avrebbero consentito il libero, giusto, ordinato e pacifico sviluppo della nuova nazione. In questo quadro agghiacciante va collocato il brigantaggio internazionale costituito dall’aggressione del neoregno d’Italia allo Stato della Chiesa del settembre 1870. Ci sarebbero voluti quasi sessant’anni, e la coraggiosa e spregiudicata convergenza di volontà e di prospettive di un grande pontefice e di uno straordinario statista, per rimediare almeno in parte al “magnum latrocinium” del 20 sttembre 1870. Vi ringrazio per esservi ritrovati, nel centoquarantesimo anniversario di quell’infame e sacrilega aggressione, a rendere omaggio ai martiri che offrirono la loro vita per la libertà e l’onore del Pontefice Romano e per ricordare quindi, centoquarant’anni dopo, che il Nemico è ancora il medesimo di allora: l’individualismo laicista e liberista, la bieca e cieca volontà di sopraffazione dell’uomo sull’uomo, la riduzione dell’essere umano a oggetto di sfruttamento economico e di sopraffazione capitalistica. I Nemici del Genere Umano, splendidamente individuati dal “Sillabo” e dalla “Cupiditas Rerum Novarum”, sono ancora all’opera: non solo in Europa, ma ormai in tutto il mondo. Che Dio ci dia la forza d’individuarli con lucidità, anche quando si ammantano dei colori d’una falsa e millantata fede, e di combatterli senza tregua sino alla fine dei secoli.

Franco Cardini

 

IMMAGINI E FILMATI

 

Per vedere la sequenza di immagini delle celebrazioni del 20 settembre 2010, CLICCA QUI (ringraziamo per la cortese concessione il Duca Ettore d’Alessandro di Pescolanciano)

Per la conferenza “Pio IX e il Risorgimento: cos’è veramente successo?”, con i proff. Roberto de Mattei, Massimo Viglione e Massimo De Leonardis, CLICCA QUI

 

GALLERIA DI IMMAGINI

(Archivio Pucci Cipriani. Clicca sulle immagini per ingrandire)

 

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a destra, Il Conte Neri Capponi, Capo di una delle più antiche e illustri delle Famiglie fiorentini è il promotore dell’annuale commemorazione, che si tiene nella chiesa di Ognissanti, della Difesa della Città Santa a Porta Pia.

 

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S.A.R. Emanuela di Borbone(+2012) con S.E. il Principe Sforza Ruspoli mentre assiste alla Santa Messa in rito romano antico nel 1992 a Santa Maria degli Angeli(Roma)

 

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a destra, Il Nobile Ascanio Ruschi, insieme a Cosimo Zecchi, promotore, con il Conte Neri Capponi della Santa Messa in rito romano antico a Firenze a gloria del Beato Pio IX.

 

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(4)Un grande titolo de “Il Messagggero” nel 1995: “Tornano a sventolare le bandiere del Papa Re”, mentre sotto si da’ notizia che i Massoni, guidati dal Presidente dell’Associazione democratica “Tavani Arquati”, dell’Associazione Mazziniana(fate gli scongiuri n.p.c.) e da una delegazione del Grande Oriente d’Italia hanno portato fiori al monumento dello sfratato apostata Giordano Bruno. A dimostrazione del Risorgimento voluto e portato a termine dalla setta massonica le dichiarazioni dell’Avvocato Virgilio Gaito, gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani: “A 125 anni della presa di Porta Pia è necessario un nuovo e determinante contributo della Massoneria per la costruzione morale e civile della nuova Italia. Come volevasi dimostrare”.

(5)”Il Tempo” di Roma annunzia il 17 settembre 1991 la solenne messa da “requiem” nel rito cattolico della Chiesa in Santo Spirito in Sassia che avrebbe dovuto celebrare Mons. Pablo Colino il quale ,invece, diresse il suo coro della Cappella Giulia e a celebrare fu Mons. Pearl, Segretario dell'”Ecclesia Dei”. Al termine della Messa, in una chiesa gremitissima, (i giornali parlarono di seicento persone), al termine dell’Inno Pontificio, riecheggiò nelle navate di S. Spirito in Sassia il grido di “Viva Pio IX- Pontefice e Re!”.

“C’è una Roma che non tramonta” titolarono, all’indomani, i giornali!

 

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Sei moto dei vigili urbani del Comune di Roma hanno scortato l’auto che accompagna alla Basilica di Santa Maria degli Angeli S.E. il Cardinale Alphons Stickler e il Principe Ruspoli.

 

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L’ingresso processionale in Basilica del Cardinal Stickler che celebrerà un solenne pontificale in rito romano antico in memoria di Pio IX (Siamo nel settembre del 1992 e il grande pontefice non era stato ancora beatificato da Giovanni Paolo II che disse ,al momento della beatificazione di Pio IX : “In mezzo agli eventi turbinosi del suo tempo, egli fu esempio di incondizionata adesione al deposito immutabile delle verità rivelate. Fedele in ogni circostanza agli impegni del suo ministero, seppe sempre dare il primato assoluto a Dio ed ai valori spirituali. Il suo lunghissimo pontificato non fu davvero facile ed egli dovette soffrire non poco nell’adempimento della sua missione al servizio del Vangelo. Fu molto amato, ma anche odiato e calunniato.” Giovanni Paolo II, Omelia per la Beatificazione).

 

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(9)Il Coro della Cappella Giulia diretto dal Maestro Mons. Pablo Colino.

(10) S.E. il Principe Sforza Ruspoli fa dono al Prof John Rao ,della New York University ,la bandiera pontificia che verrà esposta, poi, a New York nella chiesa di Santa Sofia.

(11)Veduta parziale dei fedeli che gremiscono la cattedrale di Santa Maria degli Angeli.

 

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L’invito fatto dal Conte Neri Capponi per il 14O anniversario della difesa della Civiltà Cristiana a Porta Pia. Molte persone (come potrete notare nella sequenza fotografica sopra linkata) affollarono la chiesa di Ognissanti; tra le adesioni, oltre a quella del Principe Ruspoli, quella del Marchese Pezzana Capranica del Grillo e del Professor Franco Cardini che inviò lo stupendo messaggio che abbiamo riportato sopra.

 

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(14)Il Professor Roberto de Mattei uno degli oratori della commemorazione tenuta il 20 settembre 2012. Nel suggestivo chiostro di Ognissanti, all’aperto, si è ricordato il Beato Pio IX.

(15)Il libro di Roberto de Mattei: “Pio IX e la Rivoluzione italiana” (Cantagalli Ed.)

(16)Una dedica del Professor Roberto de Mattei.


 


 



 



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