Paul Claudel, il delicato poeta francese che abbracciò la fede cattolica e del quale si celebrano i 150 anni dalla nascita (6 agosto 1868), non ha bisogno di presentazioni. Traduciamo per i lettori (a dimostrazione dell’anticipazione di certi pruriti e aggiornamenti rispetto alle tendenze e alle decisioni vaticanosecondiste, agli scempi liturgici e architettonici compiuti poi nel segno del calabraghismo conciliare) quanto l’autore pubblicò il 29 gennaio 1955, sul Figaro Littéraire, sotto il titolo “La Messa a rovescio”.




1 commento su “Paul Claudel e la Messa in latino – di León Bertoletti”
E pensiamo un po’ se Paul Claudel avesse visto la Messa non rovesciata quanto alla posizione del celebrante, ma addirittura stravolta quanto alla sua essenza stessa, condotta non più da un Celebrante, che agisce ‘in persona Christi’, ma da un Presidente che agisce impersonando l’assemblea – ‘in persona assembleae’, con la quale dice di “celebrare i santi misteri”, non del Sacrificio ri-attuato, ma della sua semplice vuota memoria, e quindi ri-versando il senso della Cena protestante nella liturgia ‘cattolica’… E questa volta non “per iniziative anarchiche provenienti da giovani preti” ma per espressa, non già “indicazione”, ma ‘imposizione’ venuta dalla Santa Sede” (alla quale è certamente dovere del Cattolico non “inchinarsi”!!!)