Scriptorium – Recensioni – rubrica del sabato di Cristina Siccardi

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Recensioni  –  rubrica del sabato di Cristina Siccardi

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La fecondità dell’anima contemplativa claustrale. L’umiltà, signora della contemplazione – di Madre Maria Agnese Carandente In questo testo, che riporta la presentazione di Monsignor Gualtiero Sigismondi, Vescovo di Foligno, Madre Agnese con semplicità disarmante invita con passione nei meandri del silenzio e della meditazione, dove si sperimenta la presenza di Dio: il rumore, sia interno che esterno alla persona, non può mai e poi mai essere strada terrestre che conduce a quella celeste.

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zzzzlbscrpt37Le Edizioni «Amicizia Cristiana» del Gruppo Editoriale Tabula Fati ha pubblicato in questi giorni un libro molto interessante e decisamente fuori dal sentire comune, diretto in particolare a quelle persone che scelgono di stare unite sempre al Signore e a coloro che sono nello stato di discernimento vocazionale; comunque, l’opera può essere avvicinata anche da coloro che anelano a salire un poco o tanto dall’asfalto delle nostre città e dalla quotidianità immanente. Si tratta de La fecondità dell’anima contemplativa claustrale. L’umiltà, signora della contemplazione di Madre Maria Agnese Carandente, monaca agostiniana e Madre Superiora del monastero di clausura di «Santa Maria di Betlem» a Foligno (Perugia), oggi anche Santuario.

Suor Maria Agnese è nata a Quarto di Napoli l’11 aprile 1931 e l’11 aprile del 1947, a sedici anni, entrò in monastero. Nel corso del tempo, oltre ad aver molto scritto, è diventata riferimento spirituale di diversi religiosi e laici. Con questo lavoro Madre Agnese introduce il lettore nelle vie sublimi del silenzio, del nascondimento in Dio e nella mirabile virtù dell’umiltà, ovvero quando l’anima è in grado di inchinarsi gioiosa verso il suo Signore e Dio, a differenza degli uomini, non si approfitta dell’umiltà, ma si compiace della creatura semplice, elevandola a Sé e facendole pregustare gli incanti del Paradiso. È palese, leggendo queste pagine, che Madre Agnese ha sperimentato e sperimenta ciò che ha scritto poiché il suo dire non è teoria, ma frutto di preghiera sempre viva e di intimo colloquio con il trascendente:

«Siamo nella famiglia di Dio e non usciamo da questo regno, a meno che non lo vogliamo. “Il regno di Dio è in mezzo a voi!”[1]. L’Amore viene ferito se ci si allontana da Lui.

L’uomo è re del creato, ma può anche perdere la sua dignità, se non riconosce questo amore del Padre. Dio ha fatto l’uomo grande, perché questi è uscito dal Suo amore. Dio è nostro Padre, nostro Creatore, nostro Salvatore, nostra Eredità. Dio è amore!

Come possiamo comprendere tutto ciò? Nel silenzio-ascolto. Questo era il silenzio di Gesù nell’ascolto del Padre. Questo era il silenzio di Maria: “serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore”[2], perché ascoltava. Questo il silenzio di Giuseppe, che, in questo silenzio, prendeva le decisioni. Questo il silenzio che ci rivela ciò che vuole Dio. In questo ascolto-silenzio non si sbaglia mai»[3].

Dunque, vera umiltà significa volere ciò che vuole Dio.

In questo testo, che riporta la presentazione di Monsignor Gualtiero Sigismondi, Vescovo di Foligno, Madre Agnese con semplicità disarmante invita con passione nei meandri del silenzio e della meditazione, dove si sperimenta la presenza di Dio: il rumore, sia interno che esterno alla persona, non può mai e poi mai essere strada terrestre che conduce a quella celeste.

«Per fare questo silenzio ci vuole l’equilibrio dell’anima e l’equilibrio del corpo; si può anzi dire che chi entra in questo silenzio-ascolto viene lavorato dallo spirito che dà luce all’intelletto e forza alla volontà. Non è mutismo, ma una loquacità sorprendente. C’è una parola che è silenzio ed un silenzio che parla. Chiediamo la luce allo Spirito Santo, perché solo lui può farci entrare in questo silenzio vivificante. Questo ascolto non è un affannarsi di ricerche, è come una mensa che ti viene preparata e tu non devi far altro che gustare, ma per gustare devi essere preparato»[4].

Attraverso le sue riflessioni l’autrice  rende comprensibili le meraviglie di quella che lei definisce «fecondità dell’anima contemplativa claustrale», la quale, per compiere un proficuo percorso ascetico ha necessità di posarsi inequivocabilmente sull’umiltà. Soltanto un cuore semplice, che non significa ignaro, bensì teso all’innocenza, può davvero giungere ad abbracciare il Signore e così facendo la Sapienza di Dio viene ad essere infusa nella creatura che,  a seconda delle sue capacità, è in grado di raccogliere con minore o maggiore abbondanza.

«Oggi, dopo 66 anni di vita consacrata, posso testimoniare che la vita contemplativa claustrale è una grande attività che si perde nell’attività sempre in atto del Verbo Incarnato. È Lui che chiama! Lancia l’invito nella mente e nel cuore; si fa udire nel silenzio, anche se il cuore batte per l’umano, ma Lui, solo Lui, può dire: “Sono Io l’Amore!” […] È un’attività sorprendente. Si lavora con Lui, si ama con Lui, ci si dona con Lui: con Lui formiamo una sola cosa. Questo è entrare nel mistero dell’Incarnazione del Verbo e continuare la Sua missione.

La vita contemplativa claustrale è davvero una grande attività, è un ricevere per dare continuamente. […] Dio suscita anime e le fa partecipi dell’opera della Salvezza. […] Tutto questo si può vivere nella preghiera. La vita contemplativa è un rivelare questo mistero nascosto da secoli in Dio. […] Sentiamoci Uno nel mistero della Salvezza. Questa è una grande responsabilità dei chiamati: cooperare con Cristo, entrare nel Suo mistero di amore»[5].

Il bellissimo sorriso di Madre Agnese e i suoi occhi rimasti straordinariamente innocenti fanno capolino da queste pagine che rendono davvero gustosa l’importanza e la bellezza della Signora Umiltà.

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[1] Lc 17,21

[2] L. 2, 19

[3] M.A. Carandente, La fecondità dell’anima contemplativa claustrale. L’umiltà, signora della contemplazione, Amicizia Cristiana, Chieti 2015, p. 37.

[4] Ibidem.

[5] Ivi, pp. 9-10.

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La fecondità dell’anima contemplativa claustrale. L’umiltà, signora della contemplazione – di Madre Maria Agnese Carandente – ed. Amicizia Cristiana (pag. 168, € 10,00)  –  per acquisti on line inviare una mail a info@riscossacristiana.it . Per le modalità di pagamento, clicca qui

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2 commenti su “Scriptorium – Recensioni – rubrica del sabato di Cristina Siccardi”

  1. Tutti i Santi, e penso particolarmente a Padre Pio, dicono che la meditazione è indispensabile per
    la crescita dello spirito e della interiorità, e quindi per stare uniti con Lui.

    Ringrazio di cuore la cara Cristina Siccardi per la bellissima recensione di questo libro e sono certa
    che Madre Maria Agnese Carandente, è già unita totalmente a Gesù, e già Santa, perché altrimenti
    non sarebbe in grado di scrivere parole così profonde, così sublimi.
    Lui la protegga e la ricompensi!

  2. Forse è per questo che molti si lamentano del fatto che Dio è lontano, distante, muto, non esauriente; perché siamo talmente frastornati da aver perso quella propensione al silenzio. Solo con il silenzio e nel silenzio si può ‘ascoltare’ Dio. Soprattutto quando si è dilaniati dentro, scossi dalle preoccupazioni e angosciati dalle cose. È la quiete che permette di prendere atto della presenza di Dio. Il più grande colpo attuato dal nemico è quello di aver inculcato agitazione. Mi viene in mente la frase di una canzone di un grande diseducatore di massa che cantava (e canta), inneggiando a una generazione di sconvolti. Il nemico teme la quiete, la pace; non può permettere ad un’anima di vivere nella quiete.

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