“SARCO” , il sarcofago hi-tech per suicidarsi legalmente – di Cristiano Lugli

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Lo stato di Victoria ha infine autorizzato l’utilizzo di Sarco, il primo mezzo al mondo concepito per provocare l’eutanasia volontaria “indolore”. Di questo marchingegno si è iniziato a parlare già nel 2017, ma quasi nessuno inizialmente aveva preso la cosa sul serio. Tutti infatti, persino gli eutanasiarchi di professione, vedevano il progetto come troppo folle per essere vero. Sbagliato. Infatti, eccoci qui.

A un anno di distanza il sogno è diventato realtà grazie al fisico-medico australiano Philip Nitschke e all’ingegnere olandese Alexander Bannink. Philip Nitschke è promotore dell’eutanasia sin dagli anni ’90, una battaglia per la quale ha fondato anche l’associazione Exit Internationalche vanta una piccola succursale anche in Italia. Il medico fu soprannominato “Dottor Morte” da quando, dal 1995 al 1997, procurò quattro soppressioni assistite sotto l’ombrello di una legge dei Territori del Nord dell’Australia, poi ritirata. Su internet si può trovare il vademecum Peacefule Pill Handbook, scritto proprio da lui e dalla Dr.ssa Fiona Stewart, altra pioniera australiana dell’eutanasia. Il testo fu pubblicato nel 2006 e aggiornato più e più volte, è acquistabile al prezzo di 85 dollari e in grado di fornire «informazioni pratiche sulle strategie di fine vita, come farmaci da banco e farmaci da prescrizione, gas e veleni».

Queste tecniche, però, secondo Nitzschke avrebbero creato troppi problemi di carattere legale. Ecco perché il concepimento di Sarco che, secondo il medico australiano, «porta il mondo ad un passo più vicino alla meta in cui ogni persona razionale può concludere la propria vita in modo pacifico e affidabile nel momento in cui sceglie di farlo».

In questi giorni, la capsula della morte cui Nitzschke ha assegnato il bel nome di euthanasia machine, sarà presentata per tutta l’Australia: prima ad Adelaide, poi a Perth, Canberra e, infine, Sydney. Durante quello che è stato denominato il “sarcotour” sarà possibile sperimentare la macchina-sarcofago attraverso una dimostrazione in realtà virtuale. Come? Basterà entrare nella capsula, digitare il codice di accesso e premere un pulsante. Si tratterà di un trasporto virtuale, come una spinta verso l’alto, dicono i tecnici del necrocontenitore.

Nell’uso reale, invece, il candidato defunto entra, digita un codice e, grazie ad un dispositivo mobile, la cabina si riempie di azoto prosciugando l’ossigeno in pochi secondi. La capsula è ideata anche per rimanere intatta ed essere poi utilizzata direttamente per la sepoltura. Un investimento, dunque.

Il dottor Nitschke ha comunque tenuto a specificare come il paziente che voglia usare la macchina per suicidarsi dovrà sottoporsi ad un test online per valutare la sua sanità mentale. Se il test verrà superato, al paziente sarà consegnato un codice personale valido per le 24 ore.

«Sarco non usa droghe e non richiede alcuna esperienza speciale come l’inserimento di un ago endovenoso … Chiunque superi il test di ingresso può entrare nella macchina e terminare la propria vita», ha sottolineato l’ideatore del sarcofago dopo che si erano diffuse le prime voci sulla macchina.

Nitschke ha fatto presente che il ricorso a Sarco non dovrebbe essere limitato solo allo stato di Victoria, e bisognerebbe smettere di considerare l’istigazione o aiuto al suicidio come un reato. Per morire, potrà un permesso del medico curante, il quale avrà il compito di giudicare le prospettive di vita del paziente come scarse o indegne.

Un film di fantascienza horror, che si è concretizzato in Australia ed è pronto a essere esportato nel resto del mondo. È il trionfo dell’utilitarismo più macabro, il definitivo cambio di passo del sistema necrofilo statal-sanitario. È lo Stato stesso, sotto le direttive della pseudo-medicina, a promuovere il sarcofago della morte e ad uccidere chi è considerato, o è spinto ad auto-considerarsi, indegno di stare a questo mondo.

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10 commenti su ““SARCO” , il sarcofago hi-tech per suicidarsi legalmente – di Cristiano Lugli”

  1. Pietro da Cafarnao

    Quando l’uomo dimentica la sua origine è capace di tutto e lo Stato approva perché così risparmia risorse. È la macchina della morte che già negli stati vicini a Bruxelles il centro dell’Europa viene messa in movimento. Qualcuno dello Stato ha già deciso chi è degno di vivere e chi è degno di morire al di sopra e contro Dio, contro la libertà della persona. Se questo non è totalitarismo, se questa non è dittatura, se questo non è nazismo da camere a gas, dove lo Stato ha tolto la libertà di vivere e ha concesso invece la libertà di morire. Solo a chi ha potere, ricchezza avrà sempre conservata la sua libertà.

  2. Oswald Penguin Cobblepot

    “Ogni persona razionale può concludere la propria vita”. La ragione umana ha pronunciato quindi la suprema bestemmia. Infatti, essa ragione, dopo essersi “reificata”, ossia dopo avere deciso che solo la realtà conoscibile dai sensi era l’unico oggetto della propria indagine (rifiuto della metafisica e di Dio), ecco che si è “deificata”, ovvero ha fatto di se stessa il proprio dio (autometafisica del nuovo dio). Padrona assoluta della vita e della morte. Forse non dobbiamo più attendere molto per la (orrenda e finale) manifestazione della Bestia. Il Pinguino.

  3. Ma certo, ci vuole il medico per morire. Pagato pure, chi vorrebbe rischiare di morire con un ago non sterilizzato? Ma poi se uno si ammazza senza autorizzazione cosa gli fanno, processo e multa postumi, agli eredi? Farebbe ridere se non fosse tragicamente vero.

  4. Dall’ultimo bollettino della mia parrocchia (titolo a tutta pagina): “Il Vangelo della strada: uscire e camminare. Ttitolo degli paragrafi: “Gesù apriva le finestre dell’anima”,
    “Per le strade Gesù incontra e ascolta”, “Parole di vita (non “di Palazzo”), “La strada grembo ella compassione di Dio”, “Il Gesù delle strade ci rimane nel cuore. Possiamo allora camminare con lui”, “Profeti di vita, non di sventura nella carovana degli uomini che oggi camminano”.
    Servono commenti ? un delirio ossessivo compulsivo per gli slogan triti e ritriti di sessantottini vissuti male e invecchiati peggio. L’allusione ai profeti di sventura, poi, è a dir poco ridicola nella sua piaggeria roncalliana. si è visto dove sono arrivati questi sessantottini modernisti con le loro folli utopie, con le loro eresie vaticansecondiste. Oggi sono arrivati al ridicolo. nemmeno la propaganda nazista, staliniana o mussoliniana arrivava a tale livello di scempiaggine, i frasi vuote e senza senso alcuno. si meritano veramente il loro (falso) papa, questi chierici accecati dall’ideologia modernista.

  5. Dottor Nitzschke? Ne siamo sicuri? Il nome mi ricorda un certo Nietzsche. Se è proprio così, non mi sembra un caso.
    Mi consola un po’ pensare che il secondo è ammattito (anche il primo non lo vedo molto distante).

    1. ViCtoria di Nitzschke col suo Sarco[fago] (=”mangiatore di carne”, letteralmente). Nel periodo di Halloween, of course.

  6. Appena letto su Chiesa e Postocncilio:
    “I sacerdoti hanno perso lo « smalto ». Molti di loro scimmiottano i laici e non ne sono più la guida; hanno ceduto alle lusinghe evanescenti del mondo per seguire fantasmi di piacere: potere, sesso e lusso, oppure si danno ad interessi di carattere sociale, venendo assorbiti da un attivismo che sradica l’identità sacerdotale fatta, per sua essenza, di atti ministeriali e di apostolato. Buona parte dell’editoria cattolica e i giornali, che si fregiano di essere cristiani, non comunicano più dogmi e virtù, ma scelte politiche e sociologiche, puntando su linee progressiste passate ormai di moda: resistono, in parrocchie o altri luoghi di volontariato assistenziale, alcune realtà pseudocattoliche di chiara ideologia comunista, dove il centro non sono la Fede e la preoccupazione a nutrirla e corroborarla, bensì l’uomo e le sue esigenze materiali. Il clero, troppo spesso, imita i laici nel loro stile di vita, nel quale sono compresi vizi e debolezze.”

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