Scriptorium – Recensioni. Rubrica quindicinale di Cristina Siccardi

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Maria Santissima. Trattato di spiritualità marianadi Padre Stefano M. Manelli FI – La Madonna, la Beata fra tutte le donne, resta, nonostante il disprezzo di Lutero, dei luterani in Vaticano, e delle femministe, il modello vincente di ogni donna. Questo libro arriva come un corso d’acqua benefica di fronte a tanta aridità e insipienza mariana.

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Nell’epoca in cui l’immagine di Maria Santissima subisce durissimi colpi e dissacrazioni a causa di una Chiesa dai connotati marxisti e luterani e a causa di una fisionomia culturale e sociale muliebre che non ha più nulla in comune con il candido e sapiente profilo della Madonna, restano i Santuari a parlarci di Lei, la Donna delle non pari opportunità.

La Madonna è all’opposto di tutto ciò che ha sempre sostenuto e mercanteggiato il femminismo, uno dei principi deteriori che agisce nella quotidianità in maniera impositiva nella politica come nella cultura, mentre la donna sa sempre meno ciò che è.

Maria Elena Boschi, commentando il recente G7 sulle «Pari opportunità» svoltosi a Taormina,  in un’intervista a «Uno Mattina» su Rai Uno, ha detto: «È la prima volta nella storia del G7 che una ministeriale parla di diritti delle donne in modo specifico. Il lavoro da fare è ancora molto però ci sono dei progressi evidenti. In Italia per la prima volta c’è il 30% di donne in Parlamento, ci sono donne ai vertici delle società più importanti, per la prima volta quest’anno – ha aggiunto il sottosegretario – è stato raggiunto il 50% di occupazione femminile, dato che però, purtroppo, ci dice che ancora una donna su due non lavora». È il lavoro la massima aspirazione di una donna? Che gran povera cosa… E tutti gli uomini che non lavorano perché i posti sono occupati dal 50% delle donne che cosa fanno? Stanno ad applaudire i “successi” delle femministe del XXI secolo, che lottano contro la supremazia maschile? Intanto il tessuto sociale, composto dalle famiglie (padre con il ruolo di padre, madre con il ruolo di madre, figli con il ruolo di figli) si è sgretolato e la violenza non può che aumentare.

La Madonna, la Beata fra tutte le donne, resta, nonostante il disprezzo di Lutero, dei luterani in Vaticano, e delle femministe, il modello vincente di ogni donna. Le propagande femministe passeranno, la Madonna no. È la Madre di Nostro Signore! Mentre le signore del primo G7 della storia possono incontrarsi come vogliono a Taormina, ma agli occhi di Dio sono e resteranno meritevoli della sua Grazia le donne alla sequela di Sua Madre.

Sì, restano i Santuari ad essere ferma roccia della devozione mariana perché tutto il resto è crollato. Un profondo silenzio è calato sulla Madonna. Siamo nel centenario delle apparizioni di Nostra Signora di Fatima, ma nessuno, a partire dal Papa, ha colto l’occasione per ristabilire un culto essenziale per il Cristianesimo, ma non per il Protestantesimo che ha abolito ogni devozione mariana, rendendo la Madonna una donna comune a tutte le altre, perciò per l’ecumenismo, divenuto valore assoluto, Maria Vergine non è utile alla causa pauperista e interreligiosa.

Ecco che, di fronte a tanta aridità e insipienza mariana, il volume di Padre Stefano M. Manelli FI, arriva come un corso d’acqua benefica. La ricchezza di Maria Santissima. Trattato di spiritualità mariana (Casa Mariana Editrice) è impressionante, sia per le fonti consultate, sia per la spiritualità mariana di cui l’autore è manifestatamente imbevuto. Il trattato è architettonicamente impostato secondo lo schema classico di un esauriente itinerario basato sui fondamenti della Mariologia spirituale e dogmatica, radicati nell’Antico e Nuovo  Testamento per poi dipanarsi lungo la storia della Chiesa fino ai nostri giorni. Nulla è stato tralasciato in questo percorso non solo intellettuale, ma anche contemplativo e grazie a Padre Manelli scopriamo il testo di spiritualità mariana di Padre Severino Ragazzini (1920-1986), frate minore conventuale, dal titolo Maria vita dell’anima (Casa Mariana, 1984), dove narra come la Madonna intervenga in tutte le fasi della crescita spirituale dei suoi devoti.

Non si tratta, quindi, di un lavoro puramente compilativo, ma qui l’anima che legge può comprendere, umilmente, gli stadi della vita ascetica (via purgativa e via illuminativa) fino a giungere alla via unitiva, all’elevazione mistica che prende forma nella pratica contemplativa, quella che oltrepassa ogni ostacolo terreno per arrivare all’abbraccio divino per Maria, con Maria e in Maria.

Padre Stefano M. Manelli fa emergere luminose figure mariane della Bibbia e la ricca simbologia mariana ivi racchiusa: «Queste sono e restano sempre le basi fondamentali classiche insostituibili per lo studio più serio e approfondito della Spiritualità mariana, che deve mantenersi ben alla larga dai soggettivismi spuri e “al di fuori di certe consorterie neoteriche, pseudomistiche e aberranti» (p. 17), come scrisse il mariologo Padre Lorenzo Di Fonzo nella Presentazione al volume di Padre Ragazzini, suo discepolo. Specialissimo si fa largo poi il panorama, ampio, documentato, amato, di due millenni di spiritualità mariana autentica: mirabile palestra ascetica dove i maestri sono i Santi Padri della Chiesa dell’Oriente e dell’Occidente per giungere all’Alto e Basso Medioevo con san Francesco e santa Chiara d’Assisi, san Domenico di Guzmán e san Tommaso d’Aquino, san Bonaventura e il beato Giovanni Duns Scoto. Poi l’età moderna con san Giovanni Eudes, sant’Antonio M. Claret, san Luigi M. Grignion de Montfort, santa Veronica Giuliani, sant’Alfonso Maria de’ Liguori. E ancora il XIX secolo  dove si stagliano le figura di santa Caterina Labouré a Parigi (1830), Melania e Massimino a La Salette (1846), santa Bernadetta Soubirous a Lourdes (1858), nonché la solenne definizione dogmatica dell’Immacolata Concezione di Maria ad opera del beato Pio IX a Roma (8 dicembre 1845), atto che condusse alla prodigiosa fioritura di Istituti religiosi mariani, sia maschili che femminili. Il XX secolo si apre con la stupefacente mariofania di Fatima ai tre pastorelli Lucia, Francesco, Giacinta (1917) e all’attesissima definizione dogmatica dell’Assunzione di Maria Vergine in anima e corpo alla Gloria del Cielo (1950) compiuta da Pio XII e la proclamazione della Regalità di Maria (1954). Nostra Signora di Fatima apparve in un anno drammatico: 400 anni prima Lutero aveva dichiarato guerra alla Chiesa di Roma con le sue immonde eresie (31 ottobre 1517, affissione delle 95 tesi di Lutero al portone della cattedrale di Ognissanti di Wittenberg): la Riforma protestante segnò la fine del Regno sociale di Cristo Re; duecento anni prima era stata fondata la Gran Loggia di Londra (24 giugno 1717), atto di nascita della Massoneria moderna, che fece di tutto per mettere a morte la Chiesa e le logge massoniche furono il laboratorio intellettuale e operativo in cui si preparò la Rivoluzione Francese del 1789; infine, nello stesso anno della manifestazione della Madonna ai tre pastorelli di Fatima, il partito bolscevico di Lenin e di Trotzki s’impossessò cruentemente del Palazzo d’Inverno di Pietrogrado. Dunque Maria Santissima scese in terra in un anno simbolicamente forte per le sorti dell’umanità, riassumibile con le parole di Pio XII, pronunciate in un discorso ai membri di Azione Cattolica il 12 ottobre 1952: «Cristo sì, Cristo no (è la Rivoluzione protestante)»; «Dio sì, Cristo no (è la Rivoluzione massonica contro i misteri centrali del Cristianesimo); «Dio è morto; anzi: Dio non è mai stato (è la Rivoluzione atea comunista)». «Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che Noi non esitiamo ad additare come principali responsabili della minaccia che incombe sull’umanità». Fatima si oppose a 360 gradi alle tre Rivoluzioni, che mai nessun cattolico potrà mai commemorare. Invece, marxismo, massoneria, luteranesimo hanno conquistato i Sacri Palazzi di Roma poco alla volta, grazie all’adesione all’eresia del Modernismo.

Tornando al rigoroso e intimistico studio di Padre Manelli non possiamo tacere la luce che egli getta sull’epoca nostra, che Soli definisce «epoca glaciale mariana», iniziata a ridosso del post-Concilio e che prosegue nonostante ci sia stata la presenza di san Massimiliano Kolbe, il santo martire «folle dell’Immacolata» e la devozione mariana («Totus tuus ego suum, o Maria!»), che nessuno può negare, di Giovanni Paolo II e di san Pio da Pietrelcina, l’alter Christus del Gargano e il grande innamorato del santo Rosario.

La teologia manelliana poggia, oltre che su Padre Ragazzini, anche su Padre Garrigou-Lagrange, di Padre Hugon e del Cardinale Ballestrero, che affermò: «qualunque nozione o concetto di vita mistica si abbia, è evidente che il mistero oggettivo della grazia santificante […] si è compiuto nella Vergine in maniera somma, sia quantitativamente che qualitativamente» (p. 21).

In maniera magistrale l’autore espone pensieri e realizzazioni dell’universo mariano agiografico, ovvero i santi esprimono in questo trattato tutto ciò nel loro «roveto ardente» consumarono per amore di Maria, come fece, per esempio Padre Kolbe, di cui Padre Manelli scrive in questi termini: «La vita contemplativa, la vita di unione mistica di san Massimiliano con l’Immacolata, nel suo itinerario, fino all’unione trasformante e consumante con Lei nel cuore stesso di Dio Unitrino, sembra essere arcanamente scandita dalla sua consacrazione e apparenza all’Immacolata, che diventa consacrazione illimitata, ossia incondizionata e irrevocabile -come sua “cosa” e “proprietà assoluta” – illimitata all’Immacolata, che porta all’”annientamento” nell’Immacolata, che, vissuto attraverso i gradi dell’orazione mistica, spinge fino alla “transustanziazione” in Lei, così che l’anima arriva a poter diventare “in certo qual modo, Ella stessa vivente, parlante, operante in questo mondo» (p. 284).

Nella trattatistica mariologica si hanno quella biblica, patristica, dogmatica, storica, liturgica, pastorale, sociale. Padre Manelli si è dedicato alla Mariologia spirituale o ascetico-mistica e in quest’ambito egli si è mosso per spiegare la nascita, la crescita, la fioritura di questa Mariologia: le sue radici sono nella Sacra Scrittura, poi è cresciuta nel dipanarsi della storia della Chiesa ed è fiorita nella santità delle anime più elette, le quali, attraverso Maria, sono giunte all’Unione ipostatica con Cristo.  La Madonna, come dichiarava san Massimiliano Kolbe, è la via «più rapida, più facile e più sicura». Nei Seminari, come nei monasteri e nei conventi di tutto il mondo il trattato del fondatore dei Francescani dell’Immacolata, Ordine di cui ben conosciamo la persecuzione e perciò stesso tanto caro al Cuore Immacolato di Maria, dovrebbe essere letto, studiato, meditato.

Terminiamo con le quattro formule, illustrate da Padre Manelli, per vivere la perfetta consacrazione mariana enunciata da san Luigi M. Grignion de Montfort:

«”Per mezzo di Maria”: significa fare tutto sotto l’impulso della grazia che la Madonna ci ottiene, facendo passare per le mani di Lei tutte le nostre azioni, pensieri, parole… Ella è la purgatrice e perfettrice di ogni cosa;

“Con Maria”: significa fare ogni cosa (agire, pensare, parlare…) in unione con Maria e guardando Maria, che è il modello di ogni più sublime virtù e perfezione da imitare;

“In Maria”: significa avere la nostra anima (mente, cuore, volontà, memoria) interamente immersa nell’anima di Maria e quasi unificata, o “transustanziata”, nell’anima di Maria;

Per Maria”, significa fare tutto “per Lei”, ossia finalizzare ogni cosa a Lei che è il “ponte d’oro” su cui può diventare “degno” di essere donato a Dio sia tutto il nostro essere che tutto il nostro operare» (p. 491).

Tutti possono leggere questo nutrito e nutriente trattato: i cattolici ne trarrebbero giovamento e il loro amore per Maria Regina accrescerebbe; gli stessi luterani ed ecumenici in genere, ma anche le femministe potrebbero qui trovare leva non di confronto, ma di conversione, a cui ogni uomo e donna del mondo è chiamato, al fine di salvarsi l’unica anima che possiede e vivere già meglio su questa terra perché in Grazia di Dio. Per l’assenso alla Fede può intercedere la dolcissima e potente Madre di Nostro Signore, la più grande mediatrice di grazie e di miracoli.

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5 commenti su “Scriptorium – Recensioni. Rubrica quindicinale di Cristina Siccardi”

  1. Grazie, Dott.ssa Cristina, per questo invito a meditare su ciò che P. Manelli dice di Maria. E grazie a P.Manelli per questa amorevole e ammirevole attenzione alla nostra Mamma del Cielo di cui non si finisce e non si deve mai finire di cantare le lodi. Insistiamo su questa scia, ché il nemico di Lei, della Tutta Santa, consapevole che Lei gli schiaccerà infine la testa, persino nei confessionali attenta alla sua grandezza. Ne sono personalmente testimone da quando nel chiuso di quei moderni bugigattoli dove si chiacchiera anziché confessare peccati, fui esortata a considerare la Madonna una donna come tutte le altre. E pensare che mi trovavo in uno dei più importanti santuari mariani. Un trauma che non posso dimenticare, devota come sono della Madonna che mi ha sempre assistito, salvata e protetta in ogni momento della mia vita.
    Preghiamola e invochiamola sempre, soprattutto che ci venga a prendere quando dovremo lasciare questa terra e ci conduca fra le Sue braccia in paradiso.

  2. Grazie per questo articolo dott.ssa Siccardi. A motivo di consolazione e speranza Le segnalo che il vescovo della diocesi de L’Aquila ha indetto un anno mariano speciale dal 13 ottobre 2017 al 13 ottobre 2018 caratterizzato dalla venuta della SS. Madre come Madonna di Fatima pellegrina, che sta girando e soggiornando presso tutte le parrocchie della foranìa aquilana e non solo, accolta con gioia ed amore dai parrocchiani, non moltissimi ma certamente fedeli credenti che onorano come possono la Madre del Cielo. Peraltro, per tre anni consecutivi (dal 2015 al 2017) il 2 luglio, festa della Madona delle Grazie, vi è stato, presso l’abbazia di S.Lorenzo a Marruci, l’atto di affidamento e consacrazione dell’Abruzzo alla Vergine Maria. Che, nella sua bontà e misericordia, è venuta a benedire e proteggere……

  3. GRAZIE Dr.ssa Siccardi, sono d’accordo su tutto.
    In questi giorni poi…si “festeggia” pure il giorno della violenza sulle donne,( che a mio parere molte se la cercano) e della violenza che subiscono tanti uomini da parte del gentil sesso ne vogliono parlare?

  4. Cesaremaria Glori

    Padre Stefano Maria Manelli è un vero apostolo mariano assieme ai suoi frati Francescani dell’Immacolata. La conoscenza personale che ho di lui mi induce a definirlo un santo, perché come il suo modello Padre Pio ha risposto alla persecuzione con umile obbedienza non disgiunta dalla tenacia nel restare fedele ai suoi voti e alla Regola dell’Ordine da lui fondato. Come conquistava l’uditorio quando parlava di Maria, come si commuoveva e faceva commuovere! Che bel ricordo e quale perdita abbiamo avuto nel non poterlo più ascoltare! Per conoscere ancor meglio i meriti e la grandezza dell’umilissima Maria e completare il quadro che ne hanno fatto i Francescani dell’Immacolata sotto la guida di padre Stefano suggerisco il volume del venerabile Padre Gabriele Maria Roschini dal titolo La Madonna negli scritti di Maria Valtorta. Sarà un’autentica gioia per lo spirito

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