Scriptorium – Recensioni – rubrica del sabato di Cristina Siccardi

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Recensioni  –  rubrica del sabato di Cristina Siccardi

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Lux Laetitiae  –  di Roberto Ramella. Un libro fotografico, una raccolta di poesie in bianco e nero che raccontano il miracolo della Carità

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zzscript140315Ci sono immagini che spesso parlano al cuore più delle parole. Ci sono fotografi che riescono a catturare l’istante, addentrandosi nelle dolcezze e nelle profondità dell’esistere. Roberto Ramella, fotografo professionista e membro attivo del Movimento per la Vita di Biella, rientra in questa fascia di fotografi-artisti, capaci di catturare il momento per trasmetterti non le emozioni passeggere, ma i segreti della vita.

Ramella è entrato nella Piccola Casa della Divina Provvidenza di Biella, in particolare, e di Torino, ovvero nel «Cottolengo», ed è uscito con un volume di fotografie bellissime, poesie in bianco e nero, capaci di colorare i grigi quotidiani. La Piccola Casa, fondata da san Giuseppe Benedetto Cottolengo nel XIX secolo, si prende cura, fin dalle sue origini, dei malati, ossia di quegli inefficienti che per il mondo efficiente sono dei pesi gravosi, sia economicamente, sia per dispendio di energie.

«Nel tempo in cui si discute», scrive Padre Serafino Tognetti, monaco della Comunità dei figli di Dio, nella prefazione al volume Lux Laetitiae (Arti Grafiche Biellesi), «di dare la morte ai vecchi inutili, ai giovani incidentati che non riescono a mangiare da soli, in cui ci si sbarazza dei figli già presenti nel grembo materno come fossero un peso, ecco la luce di Cristo che torna a splendere in questi atti di amore. Nessuno li vede, perché sono nascosti, eppure è da questi luoghi che nasce la vita. Vi diranno che al Cottolengo si muore. Ed è proprio l’esatto contrario che è vero. Non era facile per un fotografo pur bravo come Ramella cogliere questa luce. C’è riuscito, non so come».

Il «come» si spiega con la fede con la quale Ramella muove l’obiettivo della sua macchina fotografica. Ecco che tutto, anche la sofferenza, grazie agli occhi della fede, assume significato e speranza. L’amore abita queste pagine illustrate con tanta sensibilità. Suore cottolenghine, malati, anziani, personale assistente…, che popolano le cittadelle della carità percorse dall’autore, sono i protagonisti dell’opera, «coloro che conducono una vita piccina e umile»: i «Padroni» come li definiva san Giuseppe Benedetto Cottolengo «coloro che tra le urla di un mondo sempre più tecnologico, frenetico e freddo», scrive il fotografo, «conducono vita umile […]. Volevo mostrare la luce e la letizia o meglio: “la Luce della Letizia” e non ho dovuto escogitare nessun artifizio fotografico, perché essa è presente nella “Piccola Casa”».

Ramella offre quest’opera come un inno di Speranza nel nostro tempo, pervaso dalle tenebre di morte (aborto, eutanasia, sfascio della famiglia, ideologia del gender) e presidiato dall’individualismo, dalla confusione, dal diabolico relativismo, dall’idolatria per il peccato, che imperano tenendo per mano la disperazione.

L’autore è stato capace di cogliere e raccontare l’amore che muove tutti gli abitanti della Piccola Casa della Divina Provvidenza, un amore che è davvero tale perché spronato da Cristo, come recita il motto stesso della Piccola Casa: «Caritas Christi urget nos!» («L’amore di Cristo ci sprona», 2Cor 5, 14).

La luce di Cristo illumina i corridoi di questi luoghi, dove la sofferenza viene tramutata in sorrisi di dolcezza e di saggezza, quella che permette di vivere bene, sereni, in pace con se stessi e con gli altri. «Spero solo che ora», scrive ancora Padre Tognetti, «immerso in tale luce, egli non ne esca più. Anche se non vendesse nemmeno una copia del suo testo fotografico, anche se le copie fossero gettate in un fondo di magazzino e dimenticate, questo lavoro avrebbe avuto senso se anche una sola anima – la sua – nel bisogno che abbiamo di amare ed essere amati, avesse colto il Mistero della sofferenza di Cristo, dalla cui croce gloriosa abbiamo la Vita».

Fra le fotografie segnaliamo in particolare quella che rappresenta un campanile e sullo sfondo si vedono delle nuvole. Nella didascalia si legge: «Nuvole lattiginose si rincorrono nel cielo terso… noi siamo come loro, certi di non perderci perché, anche in lontananza, riusciamo sempre a scorgere il nostro punto di riferimento, che si staglia solido». Il punto di riferimento è la croce che si erge sul campanile, campanile minacciato non solo dai minareti sempre più presenti in Europa, ma anche dalla prepotenza di molti pastori cattolici, che ambiscono sempre più ad una protestantizzazione della Chiesa di Roma.

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Lux Laetitiae, Arti Grafiche Biellesi, € 27.00. Per richieste: www.robertoramella.it

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