Guareschi: lezione di libertà in tempo di Covid

3 commenti su “Guareschi: lezione di libertà in tempo di Covid”

  1. corrado corradi

    Ottimo servizio con degli spunti di riflessione molto belli. Ottimo proporre Guareschi come scrittore e la sua esperienza… un grande scrittore del XX purtroppo negletto dalla cultura dominante che lo aveva definito “uno scrittore mai nato” … prova che la cultura dominante é dettata parola per parola da ipocriti, ignoranti e schiavi.

  2. Carissimi Alessandro e Chiara (e Birra!)
    Davvero grazie di cuore per queste pillole di Bellezza! Io purtroppo, a 64 anni suonati, di Guareschi non ho letto purtroppo nulla, di lui ho solo visto più e più volte i film con Fernandel e Cervi (con grande gioia)!
    È questa l’occasione per chiedere a voi il suggerimento: da dove potrei cominciare, da quale scritto, secondo voi?
    Riguardo, poi, all’argomento specifico di questa puntata, vi dirò che avete espresso benissimo il senso di libertà che origina dalle opere di questo grande scrittore italiano, così come da quelle di Aleksandr Solženicyn, soprattutto di quelle opere scaturite dalla sofferenza di una prigionia. Qualcosa di simile io l’ho percepita nella raccolta delle lettere di Pavel Florenskij ad amici e famigliari dal gulag siberiano. In esse spesso, pur nella penosissima “non-vita” alla quale è costretto, risaltano le descrizioni di “momenti d’oro” nei quali sorprendentemente coglie, nel pur uniforme e triste paesaggio siberiano che lo circonda, delle scene che lo meravigliano e gli danno gioia facendogli amare, al di là di ogni speranza, la vita.
    Di lui una frase: “C’è una musica, un colore, un gusto della vita, che viene prima del pensare e che determina il pensare. Quando in qualcuno nasce la fede in Dio o nel divino, è perché con il cuore percepisce che la sua vita è immersa in qualcosa di più grande di sé”! E se anche questa non è Libertà e Bellezza…!
    Grazie a voi. Aspetto la prossima puntata!
    Laura

  3. Occhio al Grande Fratello (e Grande Sorella, visto che siamo nell’epoca del saluto”care sorelle e fratelli…”), abbandoniamo Whatsapp prima di subito.

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