Il santo del mese – rubrica di Paolo Gulisano

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San Patrizio – 17 marzo

L’Irlanda: una terra antica, mitica, magica. Una terra un tempo di prodi guerrieri celti, dei druidi, i bianchi maghi che conoscevano i segreti della natura, e dei bardi, i sapienti poeti che conoscevano centinaia di storie che raccontavano alle corti dei re. Tuttavia non è una leggenda, ma è storia vera, per quanto miracolosamente fantastica, quella che riguarda San Patrizio, l’apostolo dell’Irlanda, che nel V secolo la introdusse nella fede cristiana. L’evangelizzazione, portata da colui che doveva diventare il Patrono del paese, San Patrizio, trasformò l’Irlanda, l’isola dei Celti, l’ultimo avamposto di una civiltà fiorita in gran parte d’Europa fino al trionfo dell’Impero Romano, in uno dei più vitali centri di Fede e spirituali dell’intero universo cristiano. La conversione degli irlandesi ebbe del miracoloso per il modo in cui avvenne, rapidissimo, radicale, incruento, e testimonia che laddove c’è autentica sete del significato trascendente dell’esistenza la proposta di un avvenimento di vita come il cristianesimo, vissuto con la radicalità richiesta da Gesù Cristo stesso finisce per conquistare i cuori degli uomini. Gli antichi guerrieri celti, uomini forti e passionali, intensi ed eccessivi furono persuasi dal Cristo portato da Patrizio, e poi confermato dai suoi successori.

 

L’Isola che gli stessi romani padroni del mondo intero avevano  visto con diffidenza e timore divenne l’isola dei santi, dei monaci, dei mistici; un paese rapidamente evangelizzato che divenne immediatamente evangelizzatore, mandando i suoi missionari per tutta l’Europa, dall’Islanda alle più remote sponde del mare Mediterraneo. Il cristianesimo seppe assorbire la antica religiosità pagana, rispettando i tempi che scandivano la vita, purificando i contenuti dei miti, scartando il peggio e trattenendo i valori. L’Irlanda uscì dalle nebbie indistinte della leggenda ed entrò nella storia nel corso del V° secolo, un secolo di grandi trasformazioni, dove si assiste al crollo del più grande potere politico e militare dell’antichità: l’Impero Romano. L’Irlanda, l’unica terra d’Europa dove Roma non era mai giunta con le proprie armate, vide l’arrivo di Patrizio e quindi cominciò a fiorire nella propria civiltà proprio mentre l’Impero Romano, corrompendosi e pervertendosi sempre più per il dilagare in esso della decadenza morale, veniva invaso e travolto da vigorose tribù germaniche. La giovane Europa vide dunque nascere una società barbara che andava prendendo il posto delle antiche istituzioni romane.

Al crollo dell’Impero romano non era stata estranea la Chiesa, che nei primi due secoli della sua storia si era scontrata spasmodicamente con il potere imperiale, e fino alla pace stabilita dall’Imperatore Costantino la sua profonda vitalità si era fondata sul sangue dei martiri. Il conflitto si svolgeva tra Gesù Cristo con la sua grande istituzione da una parte e ciò che Gesù stesso aveva chiamato «mondo» dall’altra. Non una contrapposizione di un mondo «pagano» ad un mondo «cristiano», ma uno scontro tra le ragioni della fede cristiana da una parte e le pretese idolatriche del potere dall’altra.

Quanto sappiamo di Patrizio è frutto di una lunga memoria storica, che ha conservato le documentazioni della vita e delle opere di quest’uomo, arricchite dalla fervida immaginazione irlandese creatrice di leggende. Patrizio viene festeggiato il 17 marzo: in questo giorno gli Irlandesi, in patria e in qualunque parte del mondo, portano su di sè lo “shamrock”, il trifoglio, che si dice fosse stato usato da Patrizio per spiegare, dall’alto della Rocca di Cashel di fronte ad una grande folla, il mistero della Trinità, e divenuto in seguito emblema nazionale (lo si vede ovunque: dalle maglie delle nazionali sportive agli aerei della compagnia di bandiera). Quella del trifoglio non è l’unica leggenda che si tramanda sul santo: ad esempio c’è quella che vuole che fosse lui a scacciare dall’Irlanda i serpenti, pregando su un monte dell’ovest, presso Westport, ora conosciuto come Croagh Padraig, la roccia di Patrizio,meta annuale -l’ultima domenica di luglio- del pellegrinaggio nazionale che porta migliaia di persone ad arrampicarsi sui sentieri sassosi di questo monte, oppure la visione del Purgatorio avuta in un’isoletta del Lough Derg, nell’Ulster (altra meta di pellegrinaggio penitenziale). Il nome di Patrick è il più diffuso in Irlanda: difficile trovare una parrocchia, in patria come tra le comunità di immigrati irlandesi, che non sia a lui dedicata. Pochi santi come Patrizio sono così strettamente associati alla vita del popolo come il patrono d’Irlanda.

 


 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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